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Banche: domani ok governo su decreto rimborsi

Il Consiglio dei Ministri di domani pomeriggio avrà all’ordine del giorno il decreto contenente le regole sui rimborsi da destinare agli obbligazionisti delle quattro banche in risoluzione – Agosto 2013 sarà lo spartiacque: chi ha sottoscritto prima riceverà automaticamente il denaro, chi ha investito dopo dovrà ricorrere all’arbitrato – Risorse triplicate da 100 a 300 milioni.

Banche: domani ok governo su decreto rimborsi

E’ arrivato il giorno tanto atteso dagli obbligazionisti delle quattro banche salvate dal Governo lo scorso novembre. Venerdì 29 aprile si terrà il Consiglio dei Ministri chiamato ad approvare l’ormai celeberrimo decreto sulle banche. All’interno del provvedimento sono contenuti i criteri relativi agli indennizzi stanziati nei confronti dei risparmiatori che hanno perso il loro denaro a causa del default di Banca Marche, Carichieti, Carife e Banca Etruria.

Il provvedimento specificherà le regole valide per i rimborsi da destinare agli obbligazionisti degli istituti bancari. Dal punto di vista temporale la data individuata come spartiacque è agosto 2013, mese in cui è stata avviata la direttiva Ue sulla condivisione degli oneri. Chi ha investito i propri soldi prima della scadenza fissata riceverà i rimborsi in automatico. Chi invece ha sottoscritto i bond subordinati in un periodo successivo dovrà affidarsi all’arbitrato.

Per quanto riguarda l’ammontare delle risorse da destinare ai risparmiatori, i fondi dovrebbero potrebbero essere quasi triplicati, passando da 100 a 280-300 milioni di euro.

All’interno del decreto legge dovrebbe essere inserito anche il pacchetto di norme volto ad agevolare il recupero crediti, soprattutto da parte delle banche. Previsto il debutto dell’istituto del pegno non possessorio sui beni mobili del debitore, ma anche (questo è ancora in forse) sulle quote di controllo delle società.  Il rafforzamento della posizione del creditore potrebbe inoltre prevedere una maggiore responsabilità per gli organi di controllo societario (dal collegio sindacale ai revisori). Questi ultimi potrebbero ricevere sia la titolarità della richiesta di fallimento, sia il compito di sollecitare gli amministratori a porre in essere azioni di risanamento.

Infine occorre sottolineare che oggi la Banca d’Italia ha presentato il rendiconto annuale del fondo di risoluzione. All’interno del documento si legge che il valore di cessione delle quattro banche salvate scende di 400 milioni circa, a poco più di 1,4 miliardi dagli 1,8 miliardi preliminari, per effetto di nuovi oneri di ristrutturazione necessari a garantire una redditività soddisfacente dei nuovi istituti in vendita. In altre parole, il prezzo a cui i quattro istituti potranno essere venduti diminuirà rispetto a quanto previsto in precedenza. 

Scendendo nei dettagli,  il valore della partecipazione di Nuova Banca Marche è stato ridotto a 840 milioni da 1,04 miliardi, 168 milioni dai 191 precedenti per Nuova Carife ; per Carichieti la partecipazione vale ora 97 milioni (141); per Banca Etruria il valore di partecipazione è sceso a 318 milioni (erano 442 milioni nella valutazione provvisoria).

L’attivo del Fondo è quindi calato a 1,559 miliardi da 1,9 miliardi.

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