Condividi

Banche contrastate nonostante G. Sachs e JP Morgan, Borse in affanno dopo la Yellen

Chiusura negativa per i listini europei, con Piazza Affari che perde l’1,33% – Diversi i motivi: dall’indice Zew tedesco in calo alle tensioni in Portogallo e Bulgaria, fino alle dichiarazioni della Yellen – Respira solo in parte il comparto bancario dopo i buoni risultati di Goldman Sachs e JP Morgan – Spread in leggero calo.

Banche contrastate nonostante G. Sachs e JP Morgan, Borse in affanno dopo la Yellen

Borse caute dopo l’indice tedesco Zew e le parole della Yellen sulle future mosse di politica monetaria della Fed. A questo si sono aggiunte le tensioni bancarie arrivate dal Portogallo con il caso Espirito Santo e dalla Bulgaria dove il governo, alle prese con una seria crisi finanziaria, ha chiesto alla Bce di prendere la supervisione delle proprie banche pur non facendo parte dell’Eurozona.

Dall’altro lato dell’Atlantico il comparto bancario incassa invece le buone notizie delle trimestrali di Goldman Sachs e JpMorgan che sono risultate sopra le attese. Non basta però questo a scuotere i listini che a Wall Street procedono contrastati mentre nel vecchio Continente chiudono in rosso, con Milano che guida i ribassi. Il Ftse Mib chiude in calo dell’1,33% anche se lo spread Btp è in miglioramento a 164 punti base, Parigi a -1%, Madrid -1,06%, Londra -0,5% e Francoforte -0,65%.

A Berlino l’indice Zew ha deluso le attese scendendo a luglio a 27,1 punti dai 29,8 di giugno, contro attese di un calo più contenuto a 28. Si tratta del settimo ribasso consecutivo dell’indicatore sceso ai minimi dal dicembre del 2012 che alimenta i timori sulla ripresa economica dell’Eurozona. L’indice portoghese cade dell’1,13%. L’istituto bancario Espirito Santo continua a ruzzolare dopo che il maggiore azionista, la holding Espirito Santo Financial Group dell’omonima famiglia portoghese, ha annunciato di aver ridotto la sua partecipazione nell’istituto dal 24,99% al 20,1% del capitale, per onorare le scadenze del suo debito.

Qualche dato positivo arriva però dagli Stati Uniti dove Goldman Sachs e JP Morgan hanno chiuso trimestrali sopra le attese. I ricavi di Goldman Sachs sono saliti a 9,12 miliardi di dollari, a fronte degli 8,61 miliardi del secondo quarto del 2013 e stime del mercato a quota 7,97 miliardi. JP Morgan Chase ha visto calare i profitti dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma ha comunque battuto le previsioni degli analisti. Nei tre mesi conclusi a giugno, la maggiore banca americana per asset, ha riportato un utile netto di 5,985 miliardi di dollari, 1,46 dollari per azione, l’8% in meno rispetto ai 6,496 miliardi, 1,60 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Gli analisti attendevano profitti per 1,29 dollari.

Inoltre, l’indice Empire termometro dell’attività manifatturiera nella regione di New York a luglio si è attestato al livello più alto degli ultimi quattro anni, con un rialzo di sei punti, arrivando a quota 25,6, mentre gli analisti si attendevano un ribasso pronunciato a quota 13,2.

In linea con le attese invece le scorte di magazzino che a maggio sono salite dello 0,5% mentre deludono le vendite al dettaglio di giugno che salgono dello +0,2% destagionalizzato rispetto al mese precedente contro le attese degli analisti di un +0,6%. Ma su tutto hanno pesato le parole di Janet Yellen che è oggi intervenuta al Senato. “L’economia americana continua a migliorare ma la ripresa non è ancora completata” ha detto precisando tuttavia che se il mercato del lavoro continuerà a migliorare a un ritmo più veloce del previsto i tassi di interesse Usa potrebbero tornare a salire prima e più velocemente di quanto programmato.

A Wall Street il Dow Jones è l’unico indice in rialzo a 17.064 punti +0,05% dopo aver toccato il record intraday 17105 punti. In rosso invece l’S&P500 -0,27% e il Nasdaq -0,72%. Il cambio euro dollaro cede lo 0,34% a 1,3573 mentre il petrolio Wti l’1,59% a 99,33 dollari al barile, sotto i 100 dollari per la prima volta dal 12 maggio.

A Piazza Affari in fondo al Ftse Mib crolla Mediobanca -4,1%, seguita da Autogrill -3,5% e Telecom Italia -3,21%. Nella relazione annuale l’Agcom ha evidenziato che nel 2013 l’ex monopolista delle telecomunicazioni ha registrato una quota di mercato nei servizi a banda larga inferiore al 50%, la prima volta da quando opera in questo settore. In controtendenza in rialzo sul listino principale, Yoox +4,26% dopo la promozione degli analisti di Cheuvreux a hold da sell, Mps +2,68%, Banco Popolare +1,4%, Mediolanum +0,62%. In rosso invece Unicredit -2,1% e Intesa -1,61%.

Commenta