Le banche devono continuare a detenere una riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (SyRB è l’acronimo), ossia possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario. Lo ha deciso la Banca d’Italia che ha confermato quindi il “buffer” aggiuntivo di capitale pari all’1% delle esposizioni ponderate per il rischio e di controparte verso i residenti in Italia.
Il livello della riserva – entrata pienamente in vigore alla fine di giugno del 2025 – va rivalutato almeno ogni due anni.
In occasione della rivalutazione, la Banca d’Italia ha deciso di confermare il livello della riserva attualmente in vigore, che le banche devono quindi continuare a detenere. Il requisito continua ad applicarsi a livello sia consolidato sia individuale.
Bankitalia: “Riserva rafforza il sistema bancario”
“La riserva contribuisce a rafforzare la capacità del sistema bancario italiano di affrontare possibili eventi avversi, anche indipendenti dal ciclo economico-finanziario”, spiega Bankitalia, aggiungendo che se tali eventi si verificassero, il rilascio del buffer da parte della Banca d’Italia fornirebbe alle banche risorse utili ad assorbire le perdite e a sostenere l’offerta di credito all’economia.
“La Banca d’Italia continuerà a rivalutare il livello della riserva almeno ogni due anni “o prima se le circostanze dovessero richiederlo”, sottolinea via Nazionale.
“La presente decisione tiene anche conto degli esiti della consultazione pubblica sulla rivalutazione della riserva svoltasi dal 20 febbraio al 6 marzo scorso, a fronte della quale non sono pervenute osservazioni rilevanti ai fini di una modifica del livello della riserva attualmente in vigore”, conclude Bankitalia.