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Banche, Abi: a dicembre crollano le sofferenze (-23%)

Dall’ultimo bollettino mensile dell’Associazione bancaria italiana emerge inoltre che continua a crescere il mercato dei mutui – In lieve risalita anche i tassi d’interesse

Banche, Abi: a dicembre crollano le sofferenze (-23%)

A dicembre 2018 le sofferenze nette delle banche italiane ammontavano a 29,5 miliardi di euro, un valore in calo del 23% rispetto ai 38,3 miliardi del mese precedente. Confrontando il dato con lo stesso mese del 2016, la riduzione è di 57,3 miliardi, pari al 66%. Rispetto al record storico delle sofferenze nette, raggiunto nel novembre del 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 59 miliardi. I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi).

Dall’analisi emerge inoltre che, sempre a dicembre, il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,72% a dicembre 2018 (era 4,89% a fine 2016).



MUTUI

Per quanto riguarda i mutui, l’Abi sottolinea che a dicembre il mercato è cresciuto del 2,5% su base annua. Il mese successivo sono aumentati anche gli interessi, ma di poco: a gennaio il tasso medio sui mutui casa era a quota 1,92%, contro l’1,89% dello scorso dicembre (e il 5,72% di fine 2007).

Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari all’1,52% (dall’1,46% del mese precedente; era al 5,48% a fine 2007).

Infine, il tasso medio sul totale dei prestiti si è attestato al 2,59% (2,55% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

RACCOLTA

Sul fronte della raccolta, l’Associazione bancaria rileva che a gennaio i depositi sono aumentati di circa 35 miliardi di euro su base annua (+2,4%). Male invece la raccolta obbligazionaria, scesa di 29 miliardi (-10,8%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in lieve crescita (+0,3% a gennaio 2019).

Sempre a gennaio, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) era pari in Italia allo 0,61%, stabile rispetto al mese precedente.

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