Azioni Danone, quotazioni del titolo BN in Borsa

Tutto quello che c’è da sapere per rimanere aggiornati sul mercato finanziario. Informazioni, andamento e grafico in tempo reale sulle quotazioni in borsa dei maggiori titoli sui listini mondiali.

Danone
Stabilimento Danone

Codice ISIN: FR0000120644
Settore: Beni di consumo non durevoli
Industria: Alimentari: prodotti diversificati


Le azioni di Danone sono quotate sull’indice Euronext Paris con il ticker BN e alla Borsa di Milano con il ticker DNN.

Guarda lo storico della quotazione del titolo all’Euronext Paris

Descrizione Azienda

Danone è un’azienda francese attiva nel settore dei prodotti alimentari. Danone è una tra le principali società del settore agroalimentare. Ha quasi 200 siti di produzione al mondo e vende i suoi prodotti in più di 120 paesi. Ha circa 100.000 dipendenti.

Tra i marchi principali dell’azienda troviamo: Activia, Actimel, Alpro, Aptamil, Danette, Danonino, Danio, Evian, Volvic, Nutrilon, Nutricia e altri a livello locale e regionale (Aqua, Blédina, Cow & Gate, Bonafont, Danacol, Horizon, Mellin, Mizone, Prostokvashino, Oikos, Silk, Vega). Negli Stati Uniti i prodotti dell’azienda sono marchiati Dannon.

La sua attività principale è la produzione e distribuzione di prodotti lattiero-caseari, alimenti per l’infanzia, acque minerali ed prodotti per l’alimentazione medica

Danone è quotata in Borsa dal 1953. È quotata su Euronext Paris, dove è una componente dell’indice CAC 40 e alla Borsa di Milano.

I principali investitori di Danone, al 31 dicembre 2020, provengono dall’america (44%), seguiti dai francesi (18%), Regno Unito (9%) Svizzera (5%), Germania (4%) e dal resto d’Europa (14%).

L’azionariato di Danone è composto da:

  • 78%, Fondi istituzionali
  • 10%, Azioni individuali e FCPE fondi Danone
  • 5%, Azioni proprie
  • 6% Altro

Tra i maggiori azionisti del gruppo Danone troviamo:

  • Danone S.A., 5,36%
  • Amundi Asset Management SA (Investment Management), 3,42%
  • First Eagle Investment Management LLC, 2,79%
  • Massachusetts Financial Services Co., 2,60%
  • The Vanguard Group, Inc., 2,22%
  • Norges Bank Investment Management, 2,20%
  • Caisse Des Dépôts & Consignations (Investment Management), 2,00%
  • Capital Research & Management Co. (World Investors), 1,56%
  • Groupe Danone SA Employee Stock Ownership Plan, 1,31%

Attualmente le azioni Danone sono scambiate a 59,70 euro.

Approfondimento economico e finanziario dell’azienda

La prima Danone nasce nel 1919 a Barcellona per mano di Isaac Carasso. Lo scopo iniziale era quello di produrre yogurt, con colture provenienti dall’Istituto Pasteur, per aiutare i bambini che soffrivano di disturbi intestinali. Decide successivamente di partire e lanciare i suoi prodotti in Francia. Il 6 febbraio 1929, viene registrata la Société Parisienne du Yoghourt, un’azienda con un capitale di 500.000 franchi francesi. Con lo scoppio della guerra Carasso emigra prima in Spagna e poi negli Stati Uniti dove però trova la morte. Il figlio di Isaac, Daniel Carasso, prende così le redini della società. Nonostante gli inizi non promettenti nel 1953 la società viene quotata in Borsa. La nascita della moderna Unione Europea apriva, nel frattemp, nuovi mercati per la grande distribuzione. Carasso decise, al fine di aumentare la struttura societaria, una fusione con la società Fromageries Gervais. Nasceva così la Gervais-Danone SA. La nuova società aveva rafforzato la propria posizione sul mercato, contrastandi i competitor e offrendo vari prodotti caseari freschi.

Nel 1972 Daniel Carasso conosce Antoine Riboud, uomo d’affari, proprietario della BSN, società specializzata nella fabbricazione di vetro già proprietaria di marchi quali birra Kronenburg e acqua Evian. I due decido di entrare insieme in società e fondere le due compagnie nel 1973 . Nasce BSN-Gervais Danone che diventa il primo gruppo alimentare francese. Viene anche pensato un rebranding del marchio di yogurt Dannon per gli Stati Uniti.

Dal 1987 crea in Cina una joint venture con Fengxing Milk.

In Italia Danone ha acquisito diversi marchi grazie ad un’alleanza con la famiglia Agnelli; tra il 1992 e il 1995 Danone diviene anche principale sponsor della Juventus.

Nel 1989 acquisisce Galbani, gruppo alimentare italiano, produttore di mozzarelle, ricotta, burro, formaggi molli. Galbani è stata poi venduta nel 2002 fondo di private equity Bc Partners.

Nel 1991 Danone ha preso il controllo totale di Ferrarelle tramite una società veicolo chiamata Italaquae SpA. Dal 2005 Ferrarelle torna ad essere una società 100% dopo la vendita di Danone alla LGR Holding SpA. Altri marchi sono stati per un periodo sotto il controllo della Danone tra questi vi erano Birra Peroni, Agnesi e Star.

Nel 1994 il gruppo decide di assumere ufficialmente il nome Danone.

Nel 1996, Antoine Riboud, presidente del gruppo, lascia la guida al figlio Franck che riorganizza la società focalizzando le attività su tree aree: Prodotti lattiero-caseari freschi, bevande, biscotti e cereali.

Nel marzo 1996 Danone firma un accordo per l’acquisto del 20% del Gruppo Strauss, secondo produttore alimentare israeliano. Stringe una partnership con Hangzhou Wahaha Group, il più grande produttore di bevande in Cina.

Negli anni Danone impronta una strategia focalizzata su prodotti più salutistici decidendo, così, di vendere alcune attività. Nel 2007 annuncia la vendita delle sue attività di biscotti e snacks a Kraft. Acquisisce l’azienda olandese Royal Numico, produttrice di alimenti per l’infanzia e proprietaria in Italia dei marchi Mellin e Milupa.

Negli anni duemila vende la maggior parte delle sue attività birrarie europee: vengono venduti il marchio Kronenbourg e il marchio 1664 a Scottish & Newcastle per 1,7 miliardi di sterline.

In alcune aree, Danone ha adottato una strategia di crescita attraverso joint venture, in particolare nei mercati emergenti in rapida crescita che rappresentano oltre il 50% delle sue vendite.

Nel 2010 crea una partnership con Unimilk, azienda russa del settore lattiero-caseario, entrando nel mercato russo.

Il 1º ottobre 2014, Franck Riboud lascia la direzione generale della società a Emmanuel Faber.

Nel 2018, Danone rinomina la sua controllata DanoneWave, costituita dopo l’acquisizione di WhiteWave Foods (Alpro) nel 2017 in Danone North America.

A fine gennaio 2021, l’arrivo come azionista del fondo attivista di investimento Bluebell Capital mette in discussione la presenza di Emmanuel Faber alla guida della società a causa dei deludenti risultati di Borsa registrati dal gruppo.

A febbraio 2021 Danone acquisisce Earth Island, una società statunitense specializzata in prodotti a base vegetale.

A marzo 2021, a causa delle pressioni di Bluebell Capital e Artisan Partners Faber è costretto alle dimissioni.

Le ultime notizie su Danone
Danone

Danone silura il ceo Faber: è la guerra dello yogurt

A due settimane dal cda che aveva stabilito la dissociazione delle cariche al vertice di Danone, il board “pone fine con effetto immediato” agli incarichi dell’ex numero uno Faber – Vincono i fondi attivisti, il titolo corre

Danone

Danone: il Ceo nel mirino del fondo Bluebell

Il fondo attivista dell’italiano Bivona ha chiesto dei cambiamenti di governance alla luce dei deludenti risultati di Borsa registrati dal gruppo

Goccia d'acqua

Danone e Nestlé Waters lanciano la NaturALL Bottle Alliance, la bottiglia 100% bio

Danone e Nestlé Waters, presente in Italia attraverso il Gruppo Sanpellegrino, le due più grandi aziende leader nel settore delle acqua in bottiglia al mondo, hanno unito le forze con ORIGIN Materials, un’azienda biotech con sede a Sacramento, in California, costituendo NaturALL Bottle Alliance.

Cambio al vertice per Danone

Il presidente e amministratore delegato Franck Riboud, dopo 18 anni alla guida della società, cede il ruolo di Ceo a Emmanuel Faber, che finora è stato suo vice – Il cambiamento implica una variazione della governance, con la dissociazione delle funzioni di presidente da quelle di amministratore delegato.

Danone: dopo il crollo del 2013, prevista ripresa nel nuovo anno

Danone stabilizza il suo margine dopo le problematiche del 2013 causate dalle difficoltà in Cina, dall’aumento dei prezzi del latte, dal carico fiscale e dagli effetti del cambio – L’intenzione, ha dichiarato il gruppo, è quella di tornare ad avere una crescita “forte, sostenibile e redditizia” dalla seconda metà del 2014.