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Auto, 2020 anno nero: vendite crollate del 24,3%

Il 2020 si chiude con vendite in calo del 24,3% in Europa e del 23,7% nella Ue – Per Fca immatricolazioni in salita a dicembre, ma l’anno si conclude con un -26%

Auto, 2020 anno nero: vendite crollate del 24,3%

Il 2020 è stato l’anno nero dell’auto. La pandemia di Covid-19 ha messo in ginocchio il settore che chiude l’anno con un calo delle immatricolazioni del 24,3%, tornando ai livelli del 1994. 

È”decisamente catastrofico” il bilancio consuntivo del mercato delle autovetture nell’Europa Occidentale (Ue+Eta+Uk) nel 2020, commenta il Centro studi Promotor, sottolineando come “la ragione della drammatica caduta delle vendite di autovetture sia stato “l’impatto della pandemia di Coronavirus che non ha risparmiato nessun Paese”.



“Quello che è peggio – continua Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor –  è che le previsioni per il 2021 restano negative per la ripresa della pandemia e per le incertezze in diversi paesi dell’area ad adottare misure efficaci per sostenere il mercato”.

I DATI DICEMBRE 

Scendendo nei dettagli, secondo i dati forniti da Acea (l’associazione dei costruttori europea), a dicembre 2020 le nuove immatricolazioni di auto in Europa (Unione europea+Efta+Gran Bretagna) sono diminuite del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2019 a quota 1.214.581 unità. Nell’Ue il calo è pari al 3,3%. 

I quattro maggiori mercati hanno registrato risultati molto diversi: Italia e Francia ha subito perdite a due cifre, con immatricolazioni di auto in calo rispettivamente del 14,9% e dell’11,8% nell’ultimo mese dell’anno; al contrario, la Germania ha registrato un aumento del 9,9% e in Spagna le immatricolazioni sono rimaste stabili. 

IL CROLLO DEL 2020

Come detto, nell’intero anno, il mercato europeo ha registrato un ribasso del 24,3% a quota 11,96 milioni di unità, mentre nell’Ue la contrazione è del 23,7% a 9,9 milioni di unità.

A causare il crollo è stata la pandemia di Covid. “Le misure di contenimento – compreso il lockdown e altre restrizioni durante tutto l’anno – hanno avuto un impatto senza precedenti sulle vendite in tutta l’Unione Europea”, commenta Acea, indicando che il 2020 ha visto il maggior calo annuale della domanda di auto dall’inizio delle registrazioni. 

Non si è salvato nessuno. Tutti e 27 i mercati dell’ue hanno registrato cali a doppia cifra. Il risultato peggiore si è avuto in Spagna (-32,3%), seguita seguita dall’Italia (-27,9%) e dalla Francia (-25,5%), mentre le perdite dell’intero anno sono state significative ma più contenute in Germania (-19,1%).

I RISULTATI DI FCA

Prende fiato Fca (ora Stellantis) che a dicembre ha registrato un aumento delle immatricolazioni in Europa del 7,5% a 74.755 unità con la quota di mercato salita al 6,2% dal 5,5 per cento. 

Nell’intero 2020 invece, il gruppo ha subito un calo delle immatricolazioni pari a -26%, immatricolando 700.534 nuove auto. La quota di mercato è scesa dal 6 al 5,9%. 

In particolare, il marchio Jeep ha registrato 124.300 auto, per una quota dell’1%, Alfa Romeo 36.500 (0,3%) e Lancia oltre 43.100 (0,4%). Fiat ha immatricolato oltre 492.100 auto, per una quota del 4,1%. Nel periodo maggio-dicembre – sfruttando i nuovi lanci commerciali – il marchio ha registrato una quota del 4,2% in crescita di 0,2 punti percentuali rispetto al 2019 e di 0,3 punti percentuali nel periodo settembre-dicembre. Tra i modelli, sono da segnalare i risultati ottenuti da Panda e 500 nel segmento A dove nel 2020 entrambe hanno ottenuto una quota del 17,8%, in crescita in confronto al 2019 rispettivamente di 3,4 e 3,1 punti percentuali.

Per quanto riguarda gli altri costruttori automobilistici, a dicembre Psa ha registrato un rialzo dell’1,7%, ma sull’intero anno il bilancio è  -30,3%. Il gruppo VW segna +8,2% a dicembre e -21,7% nel 2020. Renault chiude con -15,6% a dicembre e -25,7% nell’anno, Bmw -9,5% a dicembre e -19,2% nell’anno.

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