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Asia: rallenta la produzione industriale in Cina e la borsa si indebolisce a Shanghai

Buona invece la performance del Nikkei (+0,7%), che come al solito è in presa diretta con la moneta giapponese: lo yen è tornato a indebolirsi e quota contro dollaro 115,7

Asia: rallenta la produzione industriale in Cina e la borsa si indebolisce a Shanghai

Un’altra seduta positiva per la borsa giapponese. Tornano con insistenza le voci sulle prossime elezioni. Shinzo Abe (cui il premio Nobel Paul Krugman raccomanda caldamente di rinunciare all’aumento dell’Iva previsto per il 2015) vorrebbe rafforzarsi prima che la sua popolarità scenda ancora. La performance del Nikkei (+0,7%) è come al solito in presa diretta con la moneta giapponese: lo yen è tornato a indebolirsi e quota contro dollaro 115,7, tentando di nuovo l’assalto a quota 116. A Shanghai la borsa, nell’imminenza del collegamento con Hong Kong, perde lo 0,6%, mantenendosi tuttavia sui più elevati livelli raggiunti nell’ultima settimana. Ha influito negativamente anche il dato sulla produzione industriale cinese: l’aumento sull’anno è stato del 7,7% contro l’8% previsto dagli analisti.

L’euro è stabile, intorno a 1,244 contro dollaro, e l’oro (1161 $/oncia) è di poco più debole rispetto a 24 ore fa. É sceso il dollaro australiano, dopo che un esponente della banca centrale ha dichiarato che la moneta è ancora troppo forte e non ha escluso interventi valutari. Il petrolio si indebolisce ancora, a poco più di 77 $/b (WTI); il Brent è a quota 80, dopo esser sceso brevemente al di sotto, e il differenziale col WTI si restringe a meno di tre dollari.



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