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Anas, 10 arresti per appalti truccati

In manette cinque dirigenti e funzionari di Anas Spa della Direzione Generale di Roma, tre imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, un avvocato e un politico, Luigi Meduri, sottosegretario del ministero delle Infrastrutture durante il secondo governo Prodi

Anas, 10 arresti per appalti truccati

E’ di dieci persone arrestate il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Roma nell’ambito di un’inchiesta per corruzione sugli appalti Anas. In manette cinque dirigenti e funzionari di Anas Spa della Direzione Generale di Roma, tre imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, un avvocato e un politico, Luigi Meduri, sottosegretario del ministero delle Infrastrutture durante il secondo governo Prodi, sospeso dal Pd dopo l’arresto.

“La mia sensazione leggendo le carte, che sono prevalentemente, ma non solo, intercettazioni, è la sensazione deprimente della quotidianità della corruzione”. Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, alla conferenza stampa sugli arresti. “La principale indagata (chiamata la ‘Dama Nera’) va in ufficio per lavorare – ha riferito Pignatone – ma il suo lavoro è gestire il flusso continuo della corruzione: c’è la borsa sempre aperta, arriva qualcuno e ci mette una busta. Tratta pure male i collaboratori, che non sono ritenuti all’altezza nell’avere a che fare con gli imprenditori per riscuotere le mazzette. La sensazione della lettura di queste carte è la quotidianità della corruzione vista come cosa normale”.

Secondo l’indagine la Accroianò, avrebbe chiesto a Meduri di aiutare la carriera politica del fratello, in Calabria. In cambio avrebbe offerto assunzioni in Anas. “Meduri era l’interfaccia politico di Accroglianò – ha spiegato il colonnello Cosimo Di Gesù del nucleo polizia tributaria di Roma – .In ballo c’era un pacchetto di voti a sostegno della candidatura del fratello al consiglio regionale della Calabria nel novembre 2014. La contropartita per la mancata elezione nelle liste dell’Udc sarebbe stata nell’intenzione della Accroglianò un importante incarico in una società partecipata dalla Regione Calabria. A fronte di queste richieste Meduri chiedeva da un lato l’assunzione di due geometri in Anas, con lo sfruttamento di una azienda pubblica come meccanismo clientelare per favorire assunzioni. Dall’altro lato si poneva come intermediario con imprenditori arrestati, Costanzo e Bosco, rispetto al ritardo nel pagamento delle tangenti”.

Meduri avrebbe svolto inoltre il ruolo di mediatore in un episodio di corruzione che chiama in causa i vertici dell’Azienda delle strade. Secondo l’accusa l’esponente politico avrebbe veicolato a due imprenditori precise richieste corruttive provenienti dai dirigenti della pubblica amministrazione. “Meduri ha certamente una funzione di supporto non indifferente – scrive il gip Giulia Proto nelle oltre 100 pagine di misura cautelare – dal momento che lui stesso richiama gli imprenditori ai loro illeciti doveri ove gli stessi versino in ritardo sui pagamenti. E’ la stessa Antonella Accroglianò che dice di aver recuperato una delle tranche corruttive grazie a Meduri al quale lei si rivolge quando ‘quelli’ spariscono. E d’altra parte il suggerimento di – stringerli ai fianchi – per recuperare il danaro proviene proprio dal politico”.

Secondo il premier Matteo Renzi, “chi corrompe o si fa corrompere non ruba solo punti alla crescita ma ruba anche un pezzo del futuro dell’Italia. Naturalmente pieno rispetto per gli indagati, tutte le garanzie del caso, tutte le cose di rito che sono di sostanza non solo di rito”, ma “il punto centrale è che da parte nostra non solo c’è la volontà di fare pulito in modo straordinario ma chi, all’interno delle aziende pubbliche, in questo caso l’Anas, viene trovato a rubare, non soltanto deve pagare ma deve essere cacciato senza alcuna forma di perdono”.

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