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America Latina: l’Eldorado del retail

Le vendite online aumenteranno del 19% nei prossimi 5 anni, contro una media globale dell’11%, per un ammontare di 118 miliardi – Attenzione però alla progressiva tendenza all’invecchiamento, non compensata dalle migrazioni

America Latina: l’Eldorado del retail

Se l’Africa è il continente giovane per eccellenza, destinato a un’esplosione demografica nei prossimi decenni, l’America Latina si colloca al secondo posto a pari merito con l’Asia. Con una popolazione che supera i 650 milioni di persone, il subcontinente offre interessantissime opportunità a retailer di ogni dimensione, dalle grandi catene commerciali e marchi più affermati fino alle PMI. E, se nei mercati più avanzati la crescita dell’e-commerce avviene in maniera piuttosto lenta, il panorama latino-americano si caratterizza invece per una crescita che procede a ritmi più che spediti.

A questo proposito, il portale Statista stima che nel corso del 2019 in America Latina 155.5 milioni di persone compreranno beni e servizi online, in crescita rispetto ai 126.8 milioni registrati tre anni fa. Inoltre, Focus Economics prevede come le vendite online aumenteranno del 19% nei prossimi 5 anni, contro una media globale dell’11%, e raddoppieranno in valore raggiungendo 118 miliardi di dollari nel 2021. Questi numeri sono dovuti al maggior accesso alla rete, utilizzata in media dal 59% della popolazione, e alla capillare diffusione degli smartphone, con una crescita doppia del mobile commerce rispetto all’e-commerce tradizionale, soprattutto nelle aree urbane.



I tre mercati che mostrano i tassi di crescita più significativi sono Messico (con 21 miliardi di dollari l’anno), Brasile (18,86 miliardi) e Argentina (6,83
miliardi ): insieme, le vendite effettuate in queste tre nazioni valgono più della metà del fatturato e-commerce dell’intera regione. Seguono Colombia (4,93 miliardi), Cile (3,7 miliardi) e Perù (3 miliardi).

La domanda varia a seconda a del Paese di riferimento, con alcune tendenze in comune: abbigliamento, oggetti per la casa e strumenti elettronici sono i prodotti più acquistati e sono anche quelli che mostrano la crescita più significativa. La popolazione colombiana preferisce acquistare vestiti (69%), in Brasile dominano articoli per la casa (68%), elettronica di consumo (67%) e cosmetici (54%), similmente al Cile che preferisce oggetti di arredamento ed elettronici (55%).

Per quanto riguarda, invece, i servizi acquistati online spiccano prenotazioni turistiche (hotel, noleggi di auto), biglietti aerei e ferroviari, soprattutto in Colombia, mentre in Brasile si acquistano più biglietti per attività di svago e il Messico è il maggiore fruitore di contenuti online di tutta la regione.

Per quanto riguarda le tendenze di crescita demografica di medio e lungo periodo, le proiezioni al 2040 pubblicate da SACE evidenziano una tendenza inedita per la regione, vale a dire di progressiva chiusura del gap con Europa e Nord America. I fattori alla base dell’invecchiamento della popolazione in America Latina sono comuni a quelli di altre aree del mondo: riduzione della fertilità e allungamento della vita media grazie a migliori condizioni di vita, cui non dovrebbe porre rimedio il saldo migratorio, atteso neutro o tutt’al più lievemente a sfavore.

Ne deriva una tendenza di invecchiamento nei prossimi decenni, con il rischio di mettere sotto pressione i conti pubblici: la riduzione della popolazione attiva influisce negativamente sia sulla base contributiva sia sulla produttività, erodendo il tasso di crescita potenziale del Pil, mentre la minore crescita economica determina una riduzione delle entrate pubbliche che si unisce alle maggiori spese, soprattutto in ambito sanitario e previdenziale. Il tutto in un contesto in cui il PIL pro capite medio della regione a fine 2017 era pari a 14.550 dollari contro i 39.589 dei Paesi OCSE.

Tali dinamiche tuttavia non devono costituire un elemento di preoccupazione per le imprese italiane che già operano, o intendono puntare su diverse geografie della regione, se non altro nel futuro più prossimo. In un’ottica di breve periodo, i principali rischi nel subcontinente sono invece legati a criticità relative ad alcuni mercati specifici, come l’Argentina, supportata dal programma SBA con il FMI. Molto meno problematici, a detta degli analisti, gli scenari in Colombia e Perù, così come in Messico e Brasile, dove da poco sono stati eletti nuovi leader impegnatisi al rafforzamento della crescita.

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