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ACCADDE OGGI – Il 31 agosto 1997 Lady Diana muore a Parigi

Ventidue anni fa Lady D, amatissima dagli inglesi, perde la vita a Parigi in un tragico incidente d’auto su cui si sono accumulati infiniti dubbi e sospetti – Tre milioni di persone ai suoi funerali a Londra ed Elton John In suo onore canta Candle in the Wind

ACCADDE OGGI – Il 31 agosto 1997 Lady Diana muore a Parigi

Il 31 agosto di 22 anni fa un evento scuote il mondo intero: la principessa del Galles Diana Frances Spencer, nota come Lady D, che l’anno prima, nel 1996, aveva divorziato dal principe Carlo, muore a Parigi in un terribile incidente stradale. Diana si trovava nella capitale francese con il suo nuovo compagno Dodi Al-Fayed, un imprenditore egiziano, quando la loro Mercedes, guidata dall’autista Henri Paul, si è infranta contro il tredicesimo pilastro di una galleria sotto il Pont de l’Alma.

Nello schianto, Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Dodi, seduto sul sedile anteriore e il solo ad avere la cintura di sicurezza allacciata, è gravemente ferito ma sopravviverà. Lady D, liberata dal groviglio di lamiere, è ancora viva e dopo i primi soccorsi prestati dal dottor Maillez, per caso sul posto, viene trasportata da un’ambulanza all’ospedale Pitié-Salpêtrière, dove arriva alle 2 circa. A causa delle gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore più tardi.

Su questo tragico evento, giudiziariamente archiviato come un incidente, si sono consumati negli anni forti dubbi e tanti complottismi. Ancora oggi sulla morte improvvisa di Lady D, che appena un anno prima aveva burrascosamente lasciato il marito Carlo, inimicandosi la famiglia reale britannica, si nutrono molti sospetti: si è anche ripetutamente parlato della possibilità che la madre del principe William e del principe Harry possa esser stata vittima di un assassinio organizzato dai servizi segreti britannici in quanto con la sua figura e il divorzio dal principe Carlo (secondo alcune rivelazioni sul matrimonio, lui non l’avrebbe mai amata) avrebbe messo in pericolo la stabilità della corona britannica.

Ma il suo funerale dimostrò tutto il contrario. Diana Spencer era amatissima dal popolo e dunque nonostante la prima scelta di un funerale privato, poiché l’ex principessa non era più un’Altezza Reale, l’improvvisa e inaspettata reazione del popolo britannico, disorientato e in lacrime per la perdita dell’amata principessa, spinse la casa reale ad accettare le pubbliche esequie. Il 6 settembre 1997, giorno del funerale, per le strade di Londra si riversarono circa 3 milioni di persone.

Il feretro di Diana fu posto su un affusto di cannone e da Kensington Palace, dove aveva trascorso la notte, attraversò Hyde Park fino a St. James’s, dove il principe Carlo, insieme con i figli William e Harry, il padre Filippo, il IX Conte Spencer, fratello di Diana (nata il 1º luglio 1961 a Sandringham da una famiglia aristocratica), e 500 rappresentanti delle organizzazioni patrocinate dalla principessa si unirono al corteo dietro la bara.

Le migliaia di persone presenti al funerale, piangendo e accalcandosi intorno alle transenne, gettarono fiori al passaggio del feretro e lungo tutto il percorso. Davanti a Buckingham Palace, la famiglia reale al completo aspettava, vestita a lutto, il passaggio della bara: di fronte al feretro, Elisabetta piegò il capo in segno di rispetto. Le esequie proseguirono nell’abbazia di Westminster: durante la cerimonia, Elton John cantò Candle in the Wind, una versione modificata per l’occasione della celebre canzone dedicata alla morte di Marilyn Monroe.

Il fratello di Diana pronunciò il suo discorso, dicendo che “Diana era l’essenza stessa della compassione, del dovere, dello stile, della bellezza. In tutto il mondo era considerata simbolo di umanità e altruismo, portabandiera dei diritti degli oppressi. Una ragazza tipicamente inglese, che trascendeva la nazionalità; una donna dalla nobiltà innata, che andava oltre le classi sociali, e che ha dimostrato negli ultimi anni di non aver bisogno di un titolo reale per continuare a generare il suo particolare tipo di magia”.

Il funerale venne trasmesso in diretta dalle televisioni di tutto il mondo e seguito da oltre due miliardi di persone, rendendolo uno degli eventi televisivi più visti della storia.

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