Condividi

Abi: mutui più cari, impieghi invariati, sofferenze su

Secondo le ultime rilevazioni dell’Abi, i tassi sui mutui abitativi sono in leggera crescita – Non decollano gli impieghi, mentre le sofferenze nette salgono a 84,9 miliardi.

Abi: mutui più cari, impieghi invariati, sofferenze su

I tassi sui mutui concessi dalle banche italiane sono saliti al 2,2% nel mese di agosto dal 2,09% di luglio, tornando al livello registrato a giugno. Questo uno dei dati più interessanti che emerge dal rapporto mensile pubblicato oggi pomeriggio dall’Abi, secondo cui l’andamento dei tassi fissi e variabili è influenzato anche dalla variazione della composizione tra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo.

Scendendo nel dettaglio, il 66,1% del totale dei finanziamenti di agosto è stato a tasso fisso (dal 63,3% di luglio), mentre nel mese di luglio l’ammontare complessivo dei mutui in essere alle famiglie è cresciuto dell’1,8% annuo, “confermando la ripresa del mercato dei mutui”.

I prestiti concessi dalle banche italiane sono scesi dello 0,2% annuo in agosto, facendo segnare così un rallentamento del trend negativo rispetto al -0,8% di luglio. In base a dati Abi la variazione annua dei prestiti a residenti in Italia al settore privato è prossima allo zero con un -0,1% dal -0,6% di luglio. I prestiti a famiglie e società non finanziarie sono calati dello 0,3% annuo (-0,6% in luglio).

Giù i finanziamenti a breve termine (-5,3% dopo il -6,3% di luglio), mentre quelli a medio e lungo termine registrano una crescita dell’1,4% (da +1,3%). Abi evidenzia inoltre che ad agosto l’ammontare dei prestiti alla clientela è stato pari a 1.807,6 miliardi, cifra superiore di 136 miliardi allo stock complessivo della raccolta (1.671,3 miliardi).

Brutte notizie sul fronte sofferenze nette che, nel mese di luglio sono aumentate a 84,9 miliardi dagli 83,7 di giugno. Rispetto a luglio 2015 l’incremento è stato di 1,2 miliardi (+0,1%), in decelerazione rispetto al +5,3% fatto segnare a fine 2015. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali è quindi salito al 4,76% dal 4,66% di giugno e dal 4,68% di luglio 2015.

Commenta