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Asta Btp, da oggi Monti sfida l’Orso sui titoli di Stato in vista del summit. Stamani Milano incerta

Tre giorni di aste per il Tesoro italiano che è costretto a pagare il 5,98% sui Btp decennali in uno scenario sempre più drammatico per l’euro – I mercati non credono che il Consiglio europeo riuscirà a fare passi avanti contro la crisi dopo le nuove chiusure della Merkel – Piazza Affari apre incerta – Oggi sul tavolo di Monti anche i Tremonti bond per Mps

Asta Btp, da oggi Monti sfida l’Orso sui titoli di Stato in vista del summit. Stamani Milano incerta

ASTA BTP, IL TESORO SFIDA L’ORSO

SUL TAVOLO DI MONTI I TREMONTI BOND PER MPS

Difficile immaginare una cornice peggiore per le aste del Tesoro di fine mese. A partire da stamane il Tesoro italiano scenderà in campo con: collocamento oggi di 3 miliardi di Ctz oltre a Btp scadenza 2016 e 2026. Il 27 giugno saranno piazzati 9 miliardi di Bot a 185 giorni, il 28 giugno toccherà a una serie di emissioni a tasso fisso (Btp a 5 e 10 anni per un totale tra 4 e 6 miliardi) e variabile.

L’euro è debole e scende a 1,247 contro il dollaro, da 1,257 della chiusura di venerdì.

Sul mercato del titoli di Stato il rendimento del Btp decennale è salito al 5,98% dal 5,77% di venerdì sera, spread con il Bund a quota 452 (+32 punti base). La Spagna, intanto, schizza a quota 512.

Le notizie, quando sono cattive per davvero, scendono giù copiose come la grandine. Ieri, a tingere di nero gli umori dell’eurozona hanno contribuito:

a) Il secco no della cancelliera tedesca Angela Merkel alle soluzioni apparentemente “facili” per risolvere la crisi nell’eurozona, compresa la mutualizzazione del debito a cui si è aggiunto il no di Ewald Nowotny, membro austriaco della Bce della Bce, ad acquisti di bond italiani e spagnoli da parte della banca centrale.

b) La retrocesssione del rating di 28 banche spagnole, comprese Bbva e Banco de Santander, da parte di Moody’s

c) La richiesta ufficiale di aiuti avanzata dalla Spagna e, poche ore dopo, pure da Cipro.

d) Le dimissioni del neo ministro delle Finanze greco.

Ma queste “pillole”, già negative, diventano drammatiche perché tra gli investitori si fa strada la convinzione che al prossimo Consiglio europeo di giovedì 28 e venerdì 29 giugno, sul quale sta montando una tensione da ultima spiaggia, si chiuderà senza decisioni concrete ma solo con generiche dichiarazioni di intenti, senza fissare le prime, indispensabili, tappe della road map per l’unione politica cara alla Merkel che pure richiedono un investimento iniziale. In questo caso, ribadisce George Soros, per l’euro sarebbe la fine. L’Europa, poi, farebbe la fine della vecchia Urss.

Non stupisce, dato il contesto, la giornata rovinosa per Piazza Affari e la Borsa di Madrid che hanno chiuso con ribassi rispettivamente del 4% (indice FtseMib) e del 3,7% (indice Ibex). Forti cali anche per le altre Borse europee: Parigi e Francoforte scendono rispettivamente del 2,2% e del 2%, Londra -1,1%.

Fa più impressione, in un certo senso, la notizia che la tempesta in arrivo dall’Europa abbia cancellato a Wall Street l’effetto positivo del dato Usa sulla vendita di nuove abitazioni di maggio che sono salite a 369mila unità con un incremento del 7,6% sul mese precedente. Gli indici di Wall Street segnano: Dow Jones -1,09%, Standard & Poor’s 500 -1,60% e Nasdaq -1,95%.

Stamane il ribasso è proseguito in Asia: Tokyo -0,84%, al pari degli altri listini asiatici con l’eccezione di Hong Kong -0,01%.

L’euro è debole e scende a 1,247 contro il dollaro, da 1,257 della chiusura di venerdì.

Sul mercato del titoli di Stato il rendimento del Btp decennale è salito al 5,98% dal 5,77% di venerdì sera, spread con il Bund a quota 452 (+32 punti base).

Le perdite maggiori in Europa e in Italia sono state delle banche. L’indice Stoxx delle banche europee è sceso del 3%. In Piazza Affari Unicredit ha perso l’8,4%, PopolareMilano -8,3%, Banco Popolare -6,9%, Intesa è scesa del 6,5%.

Il dossier Monte Paschi -7% a quota 0,20 euro approda stamane al Consiglio dei Ministri. Per riaprire la finestra dei Tremonti bond (o strade consimili) sarà infatti necessario un intervento di palazzo Chigi. La banca senese, come è noto, deve presentare entro il 30 giugno un piano per ripatrimonializzare l’istituto secondo le richieste dell’autorità europea, l’Eba. Pe raggiungere l’obiettivo, 3,3 miliardi, ne manca almeno uno, dopo la cessione di Biverbanca. Appare scontato, a questo punto, che Fabrizio Viola ed Alessandro Profumo abbiano scartato la soluzione di mercato, del tutto impraticabile, vista la congiuntura. Di qui l’ipotesi Tremonti bond, già chiesti (e non ancora rimborsati) nel 2009 per un importo di 1,9 miliardi. Una scelta impegnativa: nel 2013 i Tremonti bond dovranno pagare un rendimento del 9%, il che equivale ad un salasso annuale di 260- 270 milioni, cedola che però può essere sospesa se la banca non distribuisce rendimenti. Ma anche una scelta obbligata per l’eseutivo: Mps, con i suoi 25 miliardi di titoli di Stato in cassa , risulta la banca più esposta al debito italiano.

In Francia BnpParibas ha perso il 5,1%, a Francoforte DeutscheBank è caduta in ribasso del 3,8%, le banche spagnole Bbva e Santander sono scese rispettivamente del 5,4% e del 4,3%.

Oggi il cda di Fonsai è chiamato a deliberare l’azione di responsabilità e interventi per recuperare quanto pagato ai Ligresti per una serie di operazioni giudicate irregolari dall’Isvap. Per rispettare le indicazioni dell’authority (e sotto la minaccia del commissariamento) è già stato varato un comitato di saggi per la nuova governance che dovrà proporre figure di “alto profilo” da cooptare ai vertici. Il più accreditato candidato alla presidenza sembra essere Fabio Cerchiai, oggi presidente di Febaf, la federazione di Abi, Ania ed Assogestioni.

Male anche i titoli dell’industria, a cominciare da Finmeccanica che ha registrato una perdita del 5,8%, Fiat -4%, Fiat Industrial-3,4%. Non sono andate meglio Pirelli, che ha lasciato sul terreno il 3,1%, e StM , in ribasso del 3,9%.

In calo anche i petroliferi e le utility: Eni è scesa del 2,6%, Saipem -2,9%.

I timori di un rallentamento dell’economia pesano sul petrolio: il Wti è sceso dell’1,9% a 78,1 dollari al barile. Brent in calo dell’1,3% a 89,7 dollari.

Enel ha perso il 3,3%, A2A è caduta del 7%.

Telecom Italia è finita in ribasso del 3,8%.

Fra le blue chip di Piazza Affari, solo Diasorin ha chiuso positiva con un rialzo dell’1,2%.

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