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Emilia, la terra trema ancora 228 volte. La Procura di Modena apre un’inchiesta per le 17 vittime

DIARIO FUORI DAL CORO – La Procura di Modena ha aperto un’inchiesta per i 17 morti sotto le macerie sul posto di lavoro, in seguito al crollo dei capannoni industriali – Per i sismologi il fenomeno potrebbe durare per mesi o addirittura anni – A Mirandola (35 gradi oggi) c’è bisogno di cibo: parte la maratona di solidarietà.

Emilia, la terra trema ancora 228 volte. La Procura di Modena apre un’inchiesta per le 17 vittime

LA TERRA TREMA ANCORA 228 VOLTE

Chi vive nelle aree colpite dal terremoto o limitrofe ha l’impressione, in questi giorni, di traballare sempre un po’. Magari è una suggestione, una vertigine dovuta alla paura,  ma i dati sembrano confermare questa brutta impressione. La terra ha tremato infatti ancora 228 volte dalle 9 di ieri mattina. Dopo la forte scossa che ha sconvolto il modenese (e quelle intorno alle 13 di ieri), le scosse successive sono state di lieve entità, ma ciò non toglie che lo sciame sismico prosegua.

Quanto potrà durare questa situazione? Nessuno può dirlo ma l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non sembra ottimista: “Le cronache del 1570 riportano di un terremoto che in quella zona è durato mesi, o meglio anni – dice il presidente Stefano Gresta – con cautela potremmo dire di trovarci di fronte a un evento che ripeterà probabilmente quello che è successo in passato”.

CAPANNONI IN LEASING? C’E’ L’ASSICURAZIONE PER IL TERREMOTO

Le immagini dei capannoni crollati nell’operosa Emilia, che le tv mandano a ripetizione, sembrano la triste metafora del capitalismo italiano: pieno di buona volontà, inventiva, incoscienza e fragilità. La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per i 17 morti accertati, la maggior parte operati rimasti schiacciati sotto le macerie sul posto di lavoro. Quei capannoni non dovevano riaprire e ora si cercano le responsabilità. Il sindacato Usb dei Vigili del Fuoco ha diffuso una nota per stigmatizzare la decisione di riprendere le attività dopo il 20 maggio, definita “una grave imprudenza”. Ora, aggiunge, bisogna “bloccare subito tutte le attività produttive nelle zone colpite”.

Le aziende, anche in assenza di morti e dirette responsabilità penali, dovranno fare i conti con un danno emergente e un lucro cessante. Nel dramma c’è una piccola consolazione: chi disponeva di un capannone in leasing può contare sull’assicurazione che copre anche per i danni da terremoto.

A MIRANDOLA C’E’ BISOGNO DI CIBO

Il Comune di Mirandola chiede aiuto. La cittadina del sapiente Pico, certamente più abituata a dare che a chiedere, oggi ha bisogno di tutto: cibo, soprattutto conservato, latte in polvere e omogeneizzati per bambini, ma anche pane e pasta; inoltre si cercano coperte, materiale igienico, carta e sapone, wc chimici, per chi sta nei campi di emergenza, c’è pure una bimba di 5 giorni. Il caldo ha raggiunto i 35 gradi e chi se la sente parte per la vicina riviera, dove gli alberghi offrono ospitalità.

La Regione Emilia Romagna intanto diffonde una nota per chi volesse dare una mano. Con un sms al numero 45500, gestito dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Protezione civile nazionale, si donano 2 euro. 
Per donazioni più consistenti ci sono varie possibilità. Per i privati: 
-c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
– bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;
– versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.
Per gli enti pubblici è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.

Il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna. Chi vuole donare beni materiali può contattare le grandi organizzazioni di volontariato come come Croce Rossa, Caritas, Associazioni nazionale degli alpini o simili. Chi vuole mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze deve rivolgersi alle associazioni di volontariato locali.

Leggi la prima parte del Diario del Terremoto

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