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Banco Bpm: l’assemblea approva le modifiche allo Statuto per adeguarlo alla legge Capitali

Dopo il via libera della Bce, arriva anche quello dei soci con il 95,38 dei voti favorevoli. Crédit Agricole pronto a presentare lista di minoranza per ottenere 6 posti in consiglio

Banco Bpm: l’assemblea approva le modifiche allo Statuto per adeguarlo alla legge Capitali

Banco Bpm ha ufficialmente un nuovo statuto. Dopo mesi di attesa, in vista del rinnovo della governance in programma ad aprile, l’assemblea straordinaria degli azionisti di Banco Bpm ha approvato le modifiche allo statuto della banca al fine di armonizzarlo alle nuove regole previste dalla Legge Capitali. 

Il via libera, arrivato con il 95,38% dei voti favorevoli (sul capitale presente), porta con sé novità importanti legate alla presentazione di liste di candidati alla carica di amministratore da parte del board uscente. Ma soprattutto consentirà alle minoranze, ovvero ai francesi di Crédit Agricole, di avere fino a sei posti in consiglio su un totale di 15 membri. Dopo l’ok della Bce, che lo scorso 17 febbraio ha rilasciato l’autorizzazione alle proposte di modifica dello Statuto sociale di Banco Bpm, è dunque arrivato anche quello dei soci. All’attesissimo appuntamento, che si è svolto a porte chiuse, hanno partecipato oltre 2mila azionisti, oltre il 65% del capitale della banca.

Le novità principali del nuovo statuto

La novità più importante, come detto, riguarda la ridefinizione dei seggi spettanti alle minoranze sulla base della percentuale di voti ottenuti dalle prime due liste di minoranza secondo criteri proporzionali. Con il vecchio statuto di Bpm, quindi pre-Legge Capitali, i posti riservati alle minoranze erano tre. Con le modifiche approvate oggi dai soci, raddoppiano a sei. 

L’obiettivo della revisione dello statuto, “coerente con il principio che ispira la Legge Capitali” è quello di “assicurare alle minoranze una rappresentanza in consiglio coerente con i voti ottenuti dalle relative liste, assicurando in ogni caso che la prima lista per numero di voti ottenga la maggioranza dei seggi”, ha scritto la banca guidata da Giuseppe Castagna nei documenti preparatori dell’assemblea dei soci. Da sottolineare che la Legge Capitali prevede un principio proporzionale, ovvero “quando le minoranze raccolgono una quota più elevata di voti, ricevono una rappresentanza più coerente”. 

Nello statuto di Piazza Meda è stato così previsto “un meccanismo chiaro e trasparente basato sui voti ricevuti da tali liste che attribuisce fino a un massimo di 6 seggi alle minoranze” ma “preservando al contempo la stabilità di governo della banca e assicurando alla lista di maggioranza un numero di candidati non inferiore a 9, ha spiegato Piazza  Bpm nel documento.

Crédit Agricole pronta a presentare una lista di minoranza

Ad approfittare delle novità già nelle prossime settimane sarà Crédit Agricole, pronta ad occupare maggior spazio nel cda di Piazza Meda. La Banque Verte ha già ricevuto il via libera della Bce a salire oltre il 20% di Piazza Meda, di cui già oggi possiede il 20,1%, e potrebbe presto salire fino alla soglia d’opa del 30%.

Nel frattempo però i francesi starebbero lavorando a una propria lista di minoranza, mentre l’attuale board ne starebbe predisponendo una propria, confermando il ticket Castagna-Tononi al vertice di Piazza Meda. La lista subirà una prima sforbiciata nel corso del cda previsto per venerdì 27 febbraio e dovrebbe essere pronta entro il consiglio in programma il prossimo 6 marzo, 40 giorni prima dell’assemblea in programma per il 16 aprile, così come previsto dalle nuove regole della legge Capitali. 

Castagna e Tononi soddisfatti 

“Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l’esito dell’assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione – ha notato da parte sua l’amministratore delegato Giuseppe Castagna: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio”. 

Soddisfatto anche il presidente Massimo Tononi: “Desideriamo ringraziare ancora una volta i nostri azionisti per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie. Un passaggio necessario che ci permette di adeguare lo statuto di Banco Bpm al nuovo quadro normativo della Legge Capitali”. 

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