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Ucraina, 4 anni della sporca guerra di Putin. Dalla Ue 194,9 miliardi di aiuti. Kiev catalizza la difesa europea e per la Russia economia in affanno

Il 24 febbraio 2022 l’Ucraina ha iniziato a vivere sulla propria pelle lo shock della più grande invasione terrestre in Europa dopo la seconda guerra mondiale: quella della Russia di Putin. Lo scenario quattro anni dopo

Ucraina, 4 anni della sporca guerra di Putin. Dalla Ue 194,9 miliardi di aiuti. Kiev catalizza la difesa europea e per la Russia economia in affanno

Quattro anni. Da tanto dura, infatti, la guerra in Ucraina a seguito dell’invasione russa. Quattro anni di bombe, di strazio e di macerie. Quattro anni di sirene continue e negoziati a singhiozzo, di conta delle vittime (civili e militari) e calcoli sulle ripercussioni economiche. Era il 24 febbraio 2022 quando il Paese ha iniziato a vivere sulla propria pelle lo shock della più grande irruzione terrestre in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Con Kiev, l’Ue (disunita, però, al suo interno).

Ucraina, cosa succede oggi

E così, a quattro anni di distanza da quella data, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è recata a Kiev con il presidente del Consiglio europeo, António Costa: “Nonostante i magri guadagni territoriali e le enormi perdite, la Russia continua a condurre la sua guerra illegale e non provocata, causando sofferenze alla popolazione civile innocente”, ha scritto la Commissione europea. “Mentre l’inverno stringe la sua morsa sul Paese, la Russia sta ancora una volta cercando di congelare l’Ucraina per costringerla alla resa, prendendo sistematicamente di mira le infrastrutture energetiche e lasciando milioni di persone al buio e al freddo. Più che mai, l’Europa è al fianco dell’Ucraina e questa visita metterà in evidenza anche il nostro ampio sostegno al nostro coraggioso partner e vicino”, è stato aggiunto.

Ucraina, a quanto ammonta il sostegno Ue

Va detto che il sostegno dell’Ue all’Ucraina è stato costante. Dall’invasione russa del 2022, l’Europa ha fornito 194,9 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina, di cui 70 miliardi destinati alle forze armate. Inoltre, il prestito di 90 miliardi di euro proposto dalla Commissione, sulla base dell’accordo raggiunto dal Consiglio europeo, intende garantire un sostegno finanziario continuo all’Ucraina per il 2026 e il 2027. Inoltre, la difesa dell’Ucraina è un pilastro dello strumento di difesa faro della Commissione, del valore di 150 miliardi di euro, denominato Azione di sicurezza per l’Europa (Safe). La maggior parte dei 19 Stati membri che hanno aderito a questa iniziativa hanno incluso nei loro piani di difesa progetti congiunti con l’Ucraina.

L’Ucraina ha ricevuto dall’Ue quasi 3 miliardi di euro per la sicurezza energetica. In vista dell’inverno, la Commissione ha mobilitato oltre 900 milioni di euro per acquisti di gas di emergenza in Ucraina e la capacità di esportazione di elettricità dall’Ue verso l’Ucraina è attualmente al massimo livello. L’Ue ha inoltre offerto finora oltre 157.000 tonnellate di aiuti, compresi 1.000 generatori nel mese scorso.

Ucraina, da Budapest e Bratislava no al prestito da 90 miliardi

Ora, però, è proprio quel prestito da 90 miliardi di euro adottato dall’Ue, in un accordo politico alla fine dello scorso anno, a giocare un ruolo di fondamentale importanza. Già, perché il veto giunto all’ultimo minuto da parte Budapest, affiancata da Bratislava, su tale cifra sta scatenando scompiglio: per l’Ungheria il via libera è condizionato all’erogazione alla ripresa – da parte di Kiev – del transito del petrolio russo attraverso il territorio ucraino e, quindi, verso l’Ungheria stessa. Questi 90 miliardi di euro devono essere ottenuti attraverso l’emissione di nuovo debito, dopo che l’Ue ha deciso di non destinare i 210 miliardi di euro di beni russi congelati – come punizione per l’invasione – al finanziamento dell’Ucraina. I fondi europei devono servire, tra l’altro, a consentire all’Ucraina di continuare a funzionare come Stato e a pagare stipendi, pensioni e altri benefici pubblici, in un contesto in cui praticamente tutte le entrate fiscali del Paese vengono destinate al finanziamento della sua difesa.

L’Ucraina sta anche lavorando per assicurarsi nuovi investimenti esteri che le consentano di rivitalizzare e trasformare la propria economia sia durante la guerra sia una volta terminato il conflitto. Il primo ministro Yulia Sviridenko ha annunciato questo mese che il Fondo di investimento creato tra Ucraina e Stati Uniti per la ricostruzione del Paese ha ricevuto le sue prime 60 proposte di progetto. Con un capitale iniziale di 150 milioni di dollari, questo fondo, creato su iniziativa del presidente Donald Trump e con il quale gli Stati Uniti sperano di ottenere un accesso preferenziale in cambio della garanzia degli investimenti in ucraina, è destinato a finanziare progetti nei settori dell’energia, delle infrastrutture, dei minerali essenziali e dell’innovazione tecnologica. Inoltre, l’Ucraina sta negoziando una sorta di “Piano Marshall” con gli Usa e i suoi partner europei, attraverso il quale Kiev spera di attrarre fino a 800 miliardi di dollari di investimenti entro il 2040.

Kiev catalizza la difesa Ue

E a proposito di difesa, va rilevato che nell’arco di questi quattro anni l’Ucraina ha sviluppato esperienza di prima mano sulla guerra del 21esimo secolo, caratterizzata prima di tutto da un ciclo tecnologico accelerato sia sul fronte della difesa sia su quello dell’attacco. Kiev è disposta a mettere a disposizione questo know how dei partner, operando allo stesso tempo come catalizzatore per l’integrazione della produzione europea a lungo termine.

L’Ucraina si sta infatti trasformando in un Paese esportatore nel settore della difesa: nei prossimi mesi saranno aperti dieci centri per l’export nel Nord Europa, nei Baltici, in Germania e in Gran Bretagna, con focus sui droni (in Ucraina sono ora 450 le imprese produttrici di queste piattaforme). I Paesi europei che ospiteranno i centri per l’export di Kiev avranno accesso diretto ad armi e tecnologie messe alla prova in combattimento contro le forze russe.

Sarà inoltre avviata una intera linea di produzione per droni ucraini in Germania, che si affianca a quelle già operative nei Baltici, in Gran Bretagna e in Polonia, che integrano tecnologie ucraine direttamente nel complesso industriale europeo. I Paesi interessati non saranno solo importatori ma potranno contare su una produzione localizzata, con il ritorno di posti di lavoro e introiti fiscali, sottolinea Kiev.

Ucraina, previsioni Fmi

Il Fondo monetario internazionale – che sta contribuendo alla sostenibilità del Paese con un prestito pari a 8,1 miliardi di dollari da erogare in quattro anni – ha ridotto le sue previsioni di crescita del Pil per quest’anno dal 2% all’1,8%, principalmente a causa dell’impatto negativo che l’attuale campagna di attacchi aerei russi sul sistema energetico sta avendo su produzione e consumi. Dall’inizio di quest’anno, la Russia ha lanciato numerosi attacchi massicci che hanno ulteriormente compromesso la già gravemente indebolita capacità di generazione di energia elettrica dell’Ucraina. Il Paese ha subìto prolungate interruzioni di corrente ed è stato costretto a prolungare i blackout programmati a cui già ricorreva per razionare l’approvvigionamento a causa del deficit causato dai precedenti bombardamenti russi.

E la Russia? Economia in affanno

La Russia, dal canto suo, deve fare i conti con un’economia in affanno, dopo gli exploit del 2023 e del 2024 che hanno visto il Pil crescere a ritmi annuali superiori al 4%, spinto in buona parte dagli investimenti nell’industria della difesa. Nel 2025 ha registrato una brusca frenata, fermandosi all’1% per effetto primario della diminuzione delle entrate da gas e petrolio, con la contrazione delle quotazioni mondiali del greggio. Ma anche per il raffreddamento imposto all’economia dalla Banca centrale con l’adozione di alti tassi di sconto (oggi al 15,5%) per cercare di frenare la corsa dei prezzi.

La governatrice, Elvira Nabiullina, stima che a gennaio l’inflazione ufficiale abbia raggiunto il 6,3% annuo, spinta anche da fattori congiunturali, quali l’aumento dell’Iva dal 20% al 22%, deciso per cercare di rimpinguare le casse dello Stato e far fronte ai costi del conflitto. Fra questi, gli altissimi stipendi alle centinaia di migliaia di soldati che si arruolano a contratto (422.000 solo nel 2025): a loro sono affidate le operazioni belliche.

Diversi Paesi della Ue non fanno mistero di puntare proprio su un crollo economico della Russia, che ne sancirebbe quella “sconfitta strategica” più volte invocata. Sarà proprio così? Non tutti, tra insider ed esperti del settore, ne sono convinti.

Ucraina, cerimonia commemorativa e trilaterale con Zelensky

Martedì, dunque, nel giorno dell’anniversario i presidenti von der Leyen e Costa parteciperanno alla cerimonia commemorativa ufficiale. Visiteranno inoltre un sito di infrastrutture energetiche danneggiato dai missili russi. I due presidenti terranno poi un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I leader parteciperanno anche a una riunione della Coalizione dei volenterosi, che si terrà a Kiev. L’incontro ribadisce l’impegno dei 35 Paesi partecipanti a sostenere l’Ucraina nel raggiungimento di una pace duratura e solida, garantendo la sicurezza sia dell’Ucraina sia dell’Europa.

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