Acquisti su EssilorLuxottica a Parigi, sulle indiscrezioni relative a una possibile revisione al rialzo dei target di produzione degli smart glasses prodotti con Meta. Il titolo a Parigi è stato il migliore del Cac durante la mattinata con un forte rialzo. Un articolo di Bloomberg ieri ha segnalato che Meta ed EssilorLuxottica starebbero valutando di raddoppiare la capacità produttiva dei loro smart glasses alimentati dall’intelligenza artificiale fino a 20 milioni di unità all’anno entro la fine del 2026. Il potenziale aumento, trainato da una forte domanda, potrebbe portare la capacità produttiva anche oltre i 30 milioni di unità, qualora le condizioni di mercato lo giustificassero, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza del dossier. Il gruppo europeo che sta dietro agli occhiali Ray-Ban e partner produttivo di Meta è già vicino all’attuale obiettivo di produzione di 10 milioni di paia entro la fine del 2026.
Essilux in gran spolvero a Parigi: cosa dicono gli analisti
Il colosso dell’occhialeria aveva dichiarato a ottobre che avrebbe accelerato l’aumento della capacità produttiva per il business in forte crescita degli smart glasses. Secondo gli analisti di Equita, “i recenti messaggi di forte domanda anche per i modelli più innovativi come i Ray-Ban Meta Display rendono credibile che le due aziende stiano valutando le nuove esigenze produttive e che l’obiettivo di medio termine (ma nell’articolo non è indicato un timing preciso) possa essere significativamente superiore all’attuale”.
Equita – che ha un buy con target price a 330 euro – ha “un profilo di vendite che vede 7 mln di pezzi venduti nel 2026, in crescita a 10 milioni e 13 milioni nel 2027-28”. Gli analisti, ipotizzando 20 milioni di pezzi venduti al 2028 e mantenendo inalterate le altre variabili, calcolano un contributo addizionale alle vendite di 2 miliardi di euro, pari al 6% dei ricavi di gruppo. “I messaggi su vendite e sviluppo della capacità ci sembrano molto a supporto della traiettoria di crescita del gruppo, elemento che vediamo più importante oggi rispetto alla massimizzazione del margine reddituale”.