Viaggiano in rosso le Borse europee, appesantite dalle rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il nuovo terreno di scontro sono i porti: da oggi Washington e Shanghai inizieranno ad applicare tasse portuali alle compagnie marittime che trasportano ogni genere di prodotto, dai giocattoli al petrolio greggio. Nel frattempo continua il dibattito sulle terre rare: Pechino ha ribadito che le misure di controllo sulle esportazioni non vietano le esportazioni e che le domande che soddisfano i requisiti continueranno a essere approvate, mentre un portavoce del Ministero del Commercio ha affermato stanotte che la Cina è pronta a trattare con gli Stati Uniti, ma anche a combattere, “fino alla fine”.
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In questo contesto, le piazze europee si muovono tutte in territorio negativo. Francoforte perde oltre mezzo punto, seguita a ruota da Parigi e Amsterdam. Prova a limitare i danni Madrid, unica in positivo mentre Milano è la peggiore. Piatta Londra.
Sul Ftse Mib, tengono le utility guidate da A2a ed Enel. Le vendite tornano invece ad abbattersi su Stellantis dopo le valutazioni di Moody’s, che ha confermato il rating Baa2 ma tagliato l’outlook a “negativo”. Ad appesantire il comparto auto europeo c’è anche il taglio della guidance di Michelin, che crolla a Parigi. Prese di beneficio su Buzzi dopo il rally di ieri dovuto all’accordo su Gaza e alle prospettive sulla ricostruzione. Male anche Amplifon e Leonardo. In rosso le banche sulle ipotesi relative al contributo alla Manovra dal quale il Governo vorrebbe ricavare circa 4 miliardi più del previsto. Nel comparto i titoli peggiori sono Banco Bpm, Mediobanca e Bper.
Hanno chiuso in netto calo anche le Borse asiatiche. A Tokyo hanno prevalso i timori sia in relazione a questioni interne (i tempi lunghi per l’elezione del nuovo premier) sia in relazione alle questioni internazionali che riguardano le nuove tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. A fine seduta l’Indice Nikkei ha così archiviato gli scambi con una flessione del 2,58%. In rosso anche Hong Kong, Shanghai e Shenzen.
Anche Wall Street è negativa, nel giorno in cui parte la stagione delle trimestrali. Ad aprire le danze sono come da tradizione le grandi banche: oggi tocca a JP Morgan, Goldman Sachs, Citigroup alzeranno il velo sui conti (qui i risultati), mentre domani sono in calendario i risultati di Bank of America e Morgan Stanley.
Prosegue il rally dell’oro, spinto al rialzo dal probabile taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed. Il metallo prezioso ha toccato l’ennesimo record sopra i 4.100 dollari l’oncia, con la consegna spot a quota a 1.104 dopo aver raggiunto un massimo di 4.179. Nuovo record anche per l’argento, che sale del 2,2% a 53,6 dollari, mentre il platino segna +1,9% a 1.677 dollari e il palladio +2,1% a 1.506.
Sul valutario, l’euro è a 1,155 sul dollaro da 1,1570 lunedì in chiusura. Tra le materie prime, si raffreddano i prezzi del petrolio in attesa della pubblicazione del rapporto mensile dell’Eia, mentre il gas è sotto i 32 euro al megawattora sulla Borsa di Amsterdam. Il Bitcoin perde il 2,92% a 112.400 dollari.
Infine, sul mercato secondario lo spread tra BTp e Bund ha aperto in lieve rialzo, salendo a 84 punti base dagli 83 di ieri. Scende, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,44% dal 3,46% del closing precedente.