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Flat tax, i dubbi di Bankitalia sulla riforma fiscale del governo Meloni: non ci sono coperture “adeguate e credibili”

La flat tax secondo Via Nazionale è “poco realistica per un Paese con un ampio sistema di welfare” come l’italia – La delega fiscale? “Fa perdere gettito. E il catasto va rivisto”

Flat tax, i dubbi di Bankitalia sulla riforma fiscale del governo Meloni: non ci sono coperture “adeguate e credibili”

La riforma fiscale è senza coperture, la flat tax per tutti è irrealistica e la lotta all’evasione va fatta rafforzando i controlli per alleggerire il peso delle tasse sui contribuenti in regola. Questo è in sintesi il giudizio dato dalla Banca d’Italia alla Camera nel corso dell’audizione in Commissione finanze. A parlare è stato il capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale di Bankitalia, Giacomo Ricotti.

Delega fiscale, Bankitalia: “indicare le coperture”

Ricotti “richiama la necessità che la delega fiscale trovi le opportune coperture. Molti degli interventi prefigurati comporteranno perdite di gettito. Al momento coperture sono previste solo per il superamento dell’Irap attraverso la nuova sovraimposta all’Ires”.

Per il capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale di Via Nazionale “non è chiaro né quali incentivi fiscali saranno oggetto della razionalizzazione, né quindi l’entità delle risorse che potranno essere recuperate”, considerando l’elevato debito pubblico, sopra il 140% del pil. Discorso simile per le rendite catastali, che sarebbero da aggiornare, ribadisce via Nazionale, secondo cui l’onere tributario andrebbe spostato “dai fattori produttivi (lavoro e capitale) alle rendite e ai consumi”. E “sotto il profilo dell’equità ciò significherebbe ridurre il prelievo sui contribuenti in regola recuperando risorse con il contrasto all’evasione”.

I dubbi sulla flat tax di Bankitalia

Altra nota dolente è la flat tax. Secondo Via Nazionale l’intenzione di arrivare gradualmente a una sola aliquota Irpef per tutti i contribuenti (tanto cara alla Lega e a Forza Italia) è “poco realistica per un Paese con un ampio sistema di welfare” come l’Italia “soprattutto alla luce dei vincoli di finanza pubblica”. In ogni caso “ne andranno attentamente valutati gli effetti redistributivi. Nelle more dell’introduzione della flat tax, l’estensione dei regimi sostitutivi potrebbe ridurre l’equità del sistema.”

Per sostenere la sua analisi la Banca d’Italia ha allegato alla relazione un’appendice dedicata all’esame della flat tax nei Paesi dove è stata introdotta. Via Nazionale evidenzia che “gli studi effettuati non portano a conclusioni univoche e concordanti”, ma su un punto convergono: le conseguenze negative sulla redistribuzione dei redditi e sugli equilibri di bilancio. “Effetti negativi su questi due aspetti sono stati accertati in alcuni Paesi, come la Bulgaria”. Mentre altri, come Estonia e Slovacchia, sono stati costretti ad “allontanarsi sensibilmente dal modello base della flat tax” per evitare conseguenze negative su redistribuzione e disuguaglianza. 

No alla flat tax incrementale

La relazione di Via Nazionale evidenzia i suoi dubbi anche in proposito all’estensione della flat tax incrementale ai lavoratori dipendenti. Si tratta di un’agevolazione fiscale rivolta ad autonomi e partite Iva, che, quando faranno la dichiarazione dei redditi relativa al 2023, potranno scegliere di pagare il 15% di imposta sul reddito in più che hanno avuto, nel 2023, rispetto ai tre anni precedenti. “Non è chiaro in che misura l’estensione ai lavoratori dipendenti della flat tax incrementale e della deducibilità dei costi di produzione del reddito sarebbero efficaci nel limitare le attuali disparità di trattamento tra lavoratori autonomi e dipendenti. È invece molto probabile che esse aumentino la complessità del sistema”.

Bene la semplificazione

Positivo invece il giudizio sulla semplificazione del sistema tributario. Questa parte “è da valutare nel complesso in termini positivi”. Ricotti evidenzia quindi che “la delega contempla una nutrita serie di interventi su numerosi aspetti del sistema tributario, prefigurandone una profonda riforma. Molte delle misure appaiono estremamente puntuali, essendo volte anche a risolvere incoerenze sistematiche, modernizzare istituti ormai obsoleti e renderne altri conformi a consolidati orientamenti giurisprudenziali o a principi condivisi in ambito internazionale”.

Evasione fiscale, i controlli sulle aziende vanno rafforzati

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, per Ricotti, questa va fatta rafforzando i controlli per ridurre il carico tributario sui contribuenti corretti, che versano regolarmente le imposte. Bankitalia aggiunge che “in un contesto segnato da una diffusa ed elevata evasione, in particolare tra i contribuenti che saranno interessati dal concordato preventivo, vanno comunque mantenute, se non irrobustite, le forme di controllo successive alla dichiarazione”. E, infine, chiede al governo di “non vanificare i successi finora ottenuti su questo fronte”.

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