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Eurogruppo di fuoco: nuovo duello sulla Manovra italiana

Tria: “Né scontro né compromesso: la manovra non cambia” – Moscovici e Dombroviskis contro la Manovra: “Pagheranno i più deboli e i più poveri” – Replica a distanza Conte: “Non voglio neppure immaginare che la Commissione Ue sia condizionata da valutazioni di ordine politico”

Eurogruppo di fuoco: nuovo duello sulla Manovra italiana

Un Eurogruppo di fuoco quello del 5 novembre, che ha preceduto l’Ecofin in programma per il 6 e che ha visto la partecipazione del numero uno del Mef, Giovanni Tria chiamato a difendersi dalla pioggia di critiche sulla Manovra. “Non c’è né scontro né compromesso” con l’Ue, ha detto Tria, ma la manovra “non cambia, stiamo discutendo”. L’Italia infatti, è il messaggio, non vuole rompere con l’Ue né ritiene di essere una minaccia per l’eurozona, però allo stesso tempo non intende modificare la sua manovra e vorrebbe vedersi riconoscere un’ ‘eccezione’ nell’ambito delle regole esistenti.

Sulla legge di Bilancio italiana, “attendiamo il 13 novembre e non voglio saltare alle conclusioni”, ha affermato il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici giungendo all’Eurogruppo. Entro quella data infatti il Governo italiano dovrebbe presentare una nuova Manovra che sia rispettosa, stavolta, dei parametri europei, anche se i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno già escluso modifiche sostanziali.

“Attendiamo una risposta e spero che avremo una risposta”, ha continuato Moscovici, che però non ha usato mezzi termini nel commentare le misure contenute nel testo approdato in Parlamento. Nel dettaglio, il commissario Ue per gli Affari economici contesta la definizione data dall’Esecutivo di “manovra del popolo”. Secondo lui, una legge di Bilancio che stabilisce aumenti della spesa in un contesto di debito già elevato non favorirebbe per nulla i cittadini, anzi.

Semmai sarebbero le regole europee, che prescrivono di ridurre l’indebitamento-Pil ad essere “favorevoli al popolo italiano”. Perché, ha spiegato Moscovici “un bilancio che aumentasse il debito sarebbe di gran lunga dannoso per gli italiani, perché il fardello sulle loro spalle sarebbe più pesante. Il costo del servizio del debito è 65 miliardi euro l’anno: 1.000 euro l’anno per ogni italiano. E di solito quelli che pagano di più sono i più poveri e i più deboli”. “Serve un Bilancio del popolo ma non è quello che alza il debito”, ha concluso Moscovici.

A rispondere a distanza al commissario Ue è direttamente il premier, Giuseppe Conte che nel corso di una conferenza stampa ad Algeri, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato: “Voglio parlare con la Commissione Ue nelle sedi appropriate e in quelle sedi ribadirò la nostra posizione. Non voglio neppure immaginare che la Commissione Ue sia condizionata da valutazioni di ordine politico che riguardano prospettive inappropriate da discutere in sede istituzionale”.

Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto: “Mi aspetto da un Commissario europeo che sia molto cauto nelle valutazioni che hanno una chiara incidenza e una chiara coloritura politica”, “le dichiarazioni di Moscovici riguardano il dibattito politico in corso ma non hanno nulla a che vedere con l’azione istituzionale della Commissione Ue. Se vogliamo alimentare il dibattito politico magari anticipando i tempi rispetto alle elezioni europee possiamo farlo, ma non credo che un Commissario Ue debba partecipare a questo dibattito”.

Sulla questione si era espresso stamattina anche il vicepresidente della commissione Ue, Valdis Dombrovskis, che in un’intervista a Bloomberg ha detto: “La Ue è impegnata in una discussione con l’Italia e spera di raggiungere un risultato costruttivo, c’è qualche margine, ma val la pena notare che il bilancio italiano devia in misura considerevole dalle regole e, dunque serve una correzione considerevole”.

Le misure adottate dal governo nella manovra sono “controproducenti” per l’economia italiana, ha proseguito il vicepresidente della Commissione. “Siamo in discussione con le autorità italiane nella speranze di arrivare a un esito costruttivo”.

“La Commissione Ue ha fatto la sua valutazione” della manovra italiana che “la Francia condivide”, ma “la Commissione Ue ha teso una mano all’Italia e auspico che l’Italia afferri questa mano tesa”. Così il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire al suo arrivo all’Eurogruppo dove l’Italia sarà al centro delle discussioni. “La Francia non è in una buona posizione per dare lezioni a nessuno”, ha aggiunto Le Maire, invitando al “dialogo” Roma e Bruxelles. “Lasciamo tutto il tempo e una chance al dialogo”.

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