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Voto inglese, petrolio, Trump e Draghi: giovedì bollente

UK al voto: May recupera nei sondaggi – Petrolio a picco dopo l’aumento delle scorte Usa – L’Iran accusa: “Mano saudita negli attentati di Teheran” – L’ex capo dell’Fbi rivela: “Trump mi chiese di insabbiare le indagini sull’ex consigliere per la sicurezza nazionale” – Bce: meno inflazione, più ripresa

Voto inglese, petrolio, Trump e Draghi: giovedì bollente

È arrivato il super-giovedì con il suo carico di emozioni distribuite tra attese elettorali (voto in Gran Bretagna), tensioni politiche (la testimonianza al Congresso di William Comey, il numero uno dell’Fbi licenziato da Donald Trump) e decisioni di politica monetaria (il direttorio della Bce). Ma chi si aspettava, in attesa egli eventi, una vigilia tranquilla, è stato smentito.

Il terrorismo, innanzitutto, ha colpito a sorpresa il “paese canaglia” agli occhi di Trump, l’Iran, proprio mentre il Pentagono cercava di mettere una pezza alla sortita anti-Qatar del presidente, che mette a rischio la base americana nel Paese, la più importante della regione. Non è difficile collegare il tonfo del petrolio, attribuito all’aumento delle scorte Usa, anche ai nuovi venti di guerra che spirano lungo i confini tra il mondo sunnita (di nuovo forte dell’appoggio dell’amministrazione Usa) e quello sciita. È difficile pensare che l’accordo sul tetto alla produzione di petrolio possa reggere in questa situazione.

L’altra grande sorpresa, stavolta incruenta, arriva da Madrid. In meno di 72 ore è stata decretata la risoluzione del Banco Popular grazie all’intervento del Banco de Santander (7 miliardi), previo però l’azzeramento degli azionisti e dei portatori delle obbligazioni subordinate (circa 3,3 miliardi). Una bella lezione per dubbi, incertezze e qualche furberia di troppo del Bel Paese. Aumenta così lo spread tra Btp e Bonos spagnoli, tornato ai livelli del 2012. Una magra figura proprio alla vigilia del direttorio della Banca centrale oggi a Tallin.

ASIA PIATTA, WALL STREET “ASSOLVE” TRUMP

Poco mosse le Borse asiatiche: Tokyo +0,07%. È stata rivista al ribasso all’1% la crescita del Pil nel primo trimestre (contro +2,2% della prima stima). Hong Kong +0,19%. Seul perde lo 0,2%. Stanotte la Corea del Nord ha lanciato una serie di missili dalla base di Wonsan, sulla costa orientale del Paese, una dimostrazione di potenza che sembra rivolta agli Stati Uniti, presenti con loro navi nella zona.

Positiva Wall Street nell’attesa della testimonianza di Comey, al via alle 16 ora italiana: Dow Jones+0,18%, S&P 500 + 0,16%. Il Nsdaq avanza dello 0,36%. Dalla nota scritta presentata alla vigilia dall’ex capo dell’Fbi non sono emerse novità clamorose. Comey ha confermato che Trump gli chiese, come prova di fedeltà, di non indagare più sui rapporti tra il generale Flynn e la Russia. Il Presidente ha intanto scelto ieri il nuovo capo del Federal Bureau: Christopher Wray, nel 2003 vice procuratore federale ai tempi di George Bush jr.

SALGONO LE SCORTE USA, CROLLANO I PETROLIFERI

La nota dominante della seduta è stata la brusca discesa del comparto Energia, giù del 2%: 32 titoli su 34 del paniere hanno chiuso in rosso dopo l’inatteso aumento delle scorte Usa di idrocarburi, nettamente sopra le attese, che ha interrotto una striscia di otto settimane di ribassi. Il greggio americano Wti ha chiuso in ribasso del 4,4%, a 46 dollari al barile. Brent – 3,5%, a 48,3 dollari.

A Milano Eni ha perduto l’1,9%, Tenaris -1,1%, positiva Saipem (+0,9%). Per Jefferies (target price a 3,8 da 0,38 euro) il titolo è da tenere in portafoglio (rating hold). A Parigi Total è arretrata dello 0,9%, Royal Dutch Shell -0,6%.

L’IRAN ACCUSA: MANO SAUDITA NEGLI ATTENTATIDI TEHERAN

Sempre rovente la situazione nel Golfo. Teheran ha accusato l’Arabia Saudita di essere il mandante del blitz dei terroristi al Parlamento e al mausoleo di Khomeini che hanno provocato 12 vittime.

Intanto Standard & Poor’s ha rivisto il rating di lungo termine del Qatar a ‘AA-‘ da ‘AA’ mettendolo in CreditWatch con implicazioni negative. L’agenzia ritiene che la disputa con i paesi arabi che hanno rotto le relazioni con il Qatar, unico Paese sunnita in buone relazioni con l’Iran, esacerberà le vulnerabilità esterne del paese e potrebbe mettere sotto pressione la crescita economica e i parametri fiscali.

NUOVE STIME BCE: MENO INFLAZIONE, PIÙ RIPRESA

Borse europee in altalena, sotto la pressione degli eventi: mattinata positiva grazie alle buone notizie sulle banche in arrivo dalla Spagna, pomeriggio in rosso sotto la pressione del calo del petrolio. La giornata è stata dominata dall’attesa per la riunione della Bce: secondo alcune voci la banca centrale si appresta a rivedere al ribasso la propria stima di inflazione e al rialzo quelle sulla crescita per il triennio 2017-2019 con le nuove proiezioni trimestrali dello staff che verranno diffuse oggi. L’euro tratta a 1,1258.

MILANO PIATTA: NEL 2018 CRESCITA FRENATA SOLO IN ITALIA

A Milano, l’indice Ftse Mib ha chiuso piatto: -0,1%, a 20.739 punti base dopo aver toccato un massimo a quota 20.966. Il mercato più debole è stata Londra (-0,62%), prudente alla vigilia di un voto che non sembra scontato. Recupera terreno la sterlina, a 1,2957 sul dollaro. Theresa May ha recuperato terreno negli ultimi sondaggi prima del voto. Francoforte cede lo 0,14%; Parigi lo 0,07% come Madrid: nel pomeriggio il Banco de Santander ha recuperato le perdite subite dopo l’annuncio del salvataggio del Banco Popular.

L’Italia crescerà nel 2017 dell’1,0% per poi rallentare nel 2018 al +0,8%. Le stime contenute nell’Economic outlook dell’Ocse confermano la previsione di marzo per il 2017, mentre incorporano un calo per il 2018. Per l’intera zona euro l’Ocse stima la crescita a +1,8% sia per il 2017 sia per il 2018. La previsione precedente si attestava per entrambi gli anni a +1,6%.

IL TESORO COLLOCA IL BTP 30, MA CON LO SCONTO

Giornata movimentata per i titoli del debito, condizionata tra l’altro dal collocamento del nuovo trentennale che staccherà una cedola di 3,45%, in forte crescita: il Btp 2047 cedola 2,70%, emesso a febbraio dell’anno scorso per 9 miliardi, nell’ultima riapertura da 1,25 miliardi nelle aste di metà maggio è stato collocato al rendimento lordo di 3,32%. La domanda ha superato quota 23,7 miliardi di euro, di cui poco più di 3 miliardi provenienti dal consorzio di banche cui è stato affidato il mandato di gestire l’emissione (Bnp Paribas, Citigroup, Goldman Sachs, Hsbc e UniCredit).

Grazie all’operazione il Tesoro ha toccato il 51% del funding previsto per il 2017 (435 miliardi di euro). La raccolta continuerà con le aste della prossima settimana: lunedì il ministero dell’Economia metterà a disposizione degli investitori 6,5 miliardi di Bot a 12 mesi, importo identico a quello in scadenza il 14 giugno.

Cresce intanto lo spread. Ieri si è divaricata ulteriormente la forbice tra tassi decennali Italia/Germania che ha raggiunto i 204 punti base, massimo dal 19 aprile scorso.

SVANISCE L’EFFETTO OPULAR, BANCHE DEBOLI IN CHIUSURA

Inversione di rotta del comparto bancario nel pomeriggio. I titoli bancari, sostenuti nella prima parte della seduta dal sollievo per il salvataggio del Banco Popular da parte del Banco de Santander (-0,88%) hanno preso la strada del ribasso. Il paniere di settore italiano, che prima delle 16,30 guadagnava un abbondante punto percentuale, è passato in negativo prima di chiudere con un più modesto rialzo dello 0,3%.

I titoli hanno chiuso in ordine sparso: Intesa -0,4%, Banco Bpm -0,8%, Ubi -0,1%. Buon rialzo di Unicredit (+0,9%) che ha perfezionato la cessione del 32,8% di Banca Pekao a Pzu e Pfr. Termini e condizioni restano invariati e il beneficio per la banca sul Cet1 è pari a 70 punti base. Carige perde un altro 2,6% alla vigilia del confronto/scontro in Cda. Paola Girdinio, consigliere di amministrazione e membro del comitato nomine della Banca, ha rassegnato le proprie dimissioni con effetto immediato.

Andamenti misti anche per il risparmio gestito: Banca Generali +2,5%, Fineco +1,2%, Azimut -1,8%.

A PIAZZA AFFARI VOLA IL TECH: STM E PRYSMIAN AL TOP

Fra le blue chip milanesi si mette in evidenza Stm (+3,7%). La società guidata da Calo Bozotti sfrutta il trend positivo del settore: a Wall Street l’indice SOX dei produttori di semiconduttori guadagna l’1,2%, portandosi su livelli che non vedeva dal settembre 2000. Per quanto riguarda Stm, il guadagno da inizio anno sfiora il 40%.

In evidenza un altro titolo industriale: Prysmian, + 2,7% dopo la relazione alla conferenza Offshore Wind Energy 2017, a conferma della crescita nel settore delle energie rinnovabili.

ENEL, NUOVA PROMOZIONE. SOFFRE ANCORA FERRAGAMO

Positiva Fiat Chrysler (+1%), mentre scendono Brembo (-1,3%) e Cnh Industrial (-1%). Netto ribasso di Recordati (-1,6%) e Buzzi (-1,5%). Enel guadagna lo 0,3%. Oddo Securities ha alzato il prezzo obiettivo da 5,05 a 5,25 euro, confermando la raccomandazione buy. Avanzano anche A2A (+0,6%) e Telecom Italia (+0,3%).

In calo invece Ferragamo (-0,68%): Kepler Cheuvreux ha ridotto il target price dell’azione da 27,5 a 26 euro con rating che resta hold.

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