Condividi

Whisky-mania: gli italiani si appassionano alle aste come investimento

La piattaforma di aste online Catawiki ha registrato nell’ultimo anno aumenti nelle vendite del 50 per cento. Il perché sta nel successo delle aste di bottiglie pregiate che spuntano prezzi di oltre 10.00 euro. I prossimi lotti da tenere d’occhio. La curiosità: le origini italiane di J&B

Whisky-mania: gli italiani si appassionano alle aste come investimento

Whisky come investimento: gli italiani, da sempre legati al buon vino e alla birra da qualche tempo a questa parte mostrano maggiore interesse ai distillati. A conquistare il Belpaese è il whisky, la bevanda nazionale scozzese per eccellenza, che nell’ultimo anno ha visto aumentare su Catawiki, la piattaforma di aste online a livello europeo per oggetti speciali, le vendite del 50%. Il perché sta nel fatto che il distillato più venduto al mondo è diventato un ottimo investimento al punto che per le bottiglie più pregiate si arrivano a spuntare prezzi fino e oltre i 10.000 euro.

Gli italiani, in effetti, hanno sempre apprezzato un buon bicchiere whisky, pochi sanno infatti che il legame tra questo distillato e l’Italia risale ad almeno due secoli fa.

La famosa marca di whisky J&B ha infatti una radice italiana. Risale a un bolognese, Giacomo Giusterini che, nel 1749, innamorato del soprano Margherita Bellino, lasciò l’Italia per seguirla a Londra e per lei arrivò perfino a cambiare nome in  Justerini, che faceva più english. Stando a Londra avviò una piccola attività di preparazione di bevande alcoliche. La cosa andò bene al punto che Giusterini-Justerini si mise in società con un investitore inglese George Johnson, dando vita a uno spaccio di vini e liquori chiamato Johnson & Justerini. Ottanta anni dopo il nipote di Johnson vendette a sua volta la propria quota ad Alfred Brooks: nacque così la Justerini & Brooks, la J&B storico mmarchio di successo nella produzione di  blended whisky di successo.

Jeroen Koetsier, esperto di whisky di Catawiki spiega che collezionare whisky non è più un hobby per pochi appassionati: negli ultimi decenni, questo distillato è diventato un vero e proprio investimento, stabile e soprattutto redditizio. L’arrivo delle aste dedicate a questo prodotto è stato un fattore determinante. Sempre più bottiglie rare e pregiate sono state messe a disposizione di un vasto pubblico, ridefinendo così i prezzi di mercato. Questo ha dato modo a molte più persone di scoprire quanto sia interessante collezionare whisky. Inoltre, grazie alle aste online è possibile iniziare facilmente la propria personale collezione di whisky, sia come investimento o come una bevanda da degustare.

Si dice whisky o whiskey? La prima si riferisce alla Scozia, la seconda all’Irlanda. In realtà, Scozia e Irlanda si contengono ancora la paternità. Comunemente, l’origine viene attribuita agli scozzesi, per mano di un frate John Corr, nel 1494. Gli irlandesi, invece, fanno risalire al XII la distillazione per mano loro. Al di là delle controversie tra i due paesi, il mondo del whisky è decisamente variegato: oltre al whisky irlandese e scozzese, anche negli Stati Uniti è molto noto e apprezzato e si producono le loro varianti. Il più famoso è il Bourbon, che prende il nome della contea del Kentucky, nel quale nasce, ma anche noto è il Tennessee Whiskey.

A differenza di quella che è la sensazione in Italia, il mercato mondiale del whisky è suddiviso in Blended 92% e Single 8% circa. Gli Italiani sono appassionati ed esperti di Single Malt, e per questo motivo il mercato italiano non è molto importante se non per i Single Malt.

Il whisky raccoglie appassionati in molte parti del globo. In Giappone ci sono alcune distillerie che producono whisky secondo il disciplinare scozzese ed esiste anche una distilleria a Bangalore che produce il marchio Amrut la cui caratteristica, data dal clima tropicale, è di avere un angel share molto elevato (circa il 12%) e quindi di assumere caratteristiche di invecchiamento molto precoci (già al quarto anno in botte).

Molti marchi e distillerie sono attualmente in mano a grandi gruppi nel settore delle bevande. Due dei maggiori gruppi sono la Pernod Ricard, che detiene più di 30 marchi (tra i quali JamesonChivas, Paddy, The Glenlivet, Scapa, Aberlour, Four Roses), e il gruppo Diageo (J&B, Johnnie Walker, Cragganmore, Glenkinchie, Dalwhinnie, Cardhu). Ci sono segnali di deconcentrazione con l’apertura o riapertura di nuove distillerie indipendenti e la ridistribuzione di marchi ad altri gruppi, quali Glen Grant e Wild Turkey entrambe appartenenti al gruppo Pernod Ricard e acquisiti dal gruppo Campari, il primo nel 2005[5] e, il secondo nel 2009.[6] Tra le distillerie indipendenti, l’altoatesina Puni a fine 2015, dopo cinque anni di ricerca, ha iniziato a commercializzare il primo single malt interamente italiano[

.Jeroen Koetsier spiega che “Il valore di una bottiglia sta nella sua rarità. Questa è la regola generale che si deve tenere presente se si sceglie di investire sul whisky. Le bottiglie realizzate da distillerie chiuse, come ad esempio Port Ellen, Rosebank o Hanyu, sono particolarmente apprezzate dagli investitori. I whisky prodotti lì sono molto popolari perché spesso limitati a poche centinaia di bottiglie. Altri marchi storici stanno guadagnando posti di prestigio all’asta: Macallan, Ardbeg, Bowmore, Highland Park, Balvenie e Glenmorangie.”

“Un altro elemento importante da tenere in considerazione per capire su quali bottiglie investire è lo stato generale della stessa – ha continuato Koetsier -. Le etichette devono essere leggibili, non strappate, con il minor danno possibile, e non è sempre facile per whisky datati o bottiglie che non sono state conservate nelle condizioni ottimali. Tutte le informazioni sulle etichette sono indicatori e garanzie di qualità dell’acquisto di una bottiglia. Descrivono nel dettaglio le date di distillazione e imbottigliamento, la capacità, il grado, il tipo di botti usate per l’invecchiamento e il numero di lotto.”

A seguire le 3 bottiglie di whisky più pregiate vendute all’asta:

  • Laphroaig del 1974 – La Maison du Whisky: un leggendario Laphroaig del 1974, che ha ottenuto 95 punti da Serge Valentin della rivista Whiskyfun è stato venduto all’asta nel 2020 per 10mila euro.
  • Macallan 1940 Red Ribbon: un Macallan del 1940 Red Ribbon è stato recentemente venduto per 10mila euro.
  • Glenfiddich – 40 years: è stato venduto all’asta per 6mila euro una bottiglia in edizione limitata di Glenfiddich, invecchiato 40 anni, rilasciato il 28 novembre 2002.

Mentre per quanto riguarda i lotti da tenere sotto controllo: 

  • Glenrothes – selezionato dal Principe Alberto di Monaco: il principe Alberto di Monaco (Alberto II) ha selezionato questo Glenrothes per l’esclusiva collezione Grimaldi. Questa è stata la seconda edizione di questa collezione di 10 whisky scozzesi single malt in botte singola che sono stati scelti personalmente dal principe. Sono state prodotte soltanto 322 bottiglie ognuna delle quali è stata numerata e firmata individualmente. Questa bottiglia viene fornita con un certificato. Prezzo originale 1.400 euro.
  • Macallan M Lalique: una bottiglia di Macallan imbottigliata nel 2015, dalla forma particolare è all’asta su Catawiki. Questo Single malt whisky viene venduto con la sua confezione originale. Secondo gli esperti la bottiglia ha un valore di oltre 4mila euro.
  • Teaninich 1973: all’asta anche un Teaninich del 1973 direttamente dal SMWS, la Scotch Malt Whiskey Society, un’organizzazione associativa fondata a Edimburgo nel 1983, che imbottiglia e vende whisky a botte singola e single malt.

Commenta