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Venezuela in fiamme, Maduro ferma gli aiuti: scontri e vittime

Situazione fuori controllo nel Paese latino, dove il presidente ormai destituito ha chiuso il confine col Brasile e sta fermando gli aiuti umanitari internazionali in arrivo dalla Colombia – Scontri tra oppositori e polizia: si parla di 4 morti e centinaia di feriti – VIDEO.

Venezuela in fiamme, Maduro ferma gli aiuti: scontri e vittime

Sta precipitando la situazione in Venezuela. Nicolas Maduro, presidente di fatto destituito, ha chiuso la frontiera col Brasile e ha fermato gli aiuti umanitari internazionali, ordinando di dare fuoco ai pacchi di alimenti in arrivo dall’estero. La mossa ha scatenato la rivolta della popolazione e innescato scontri tra sostenitori del dittatori e oppositori, con le forze di sicurezza che hanno sparato lacrimogeni sui manifestanti provocando centinaia di feriti e anche quattro morti, secondo quanto riportano le agenzie di stampa. Dopo questo ennesimo tragico affronto, il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidò afferma che chiederà alla comunità internazionale di mantenere “tutte le opzioni aperte” nella lotta per cacciare il presidente Nicolas Maduro. Ieri sera il leader dell’opposizione, proclamatosi presidente ad interim e riconosciuto da diversi Paesi occidentali, ha twittato: “Gli eventi di oggi mi hanno obbligato a prendere una decisione: proporre in modo formale alla comunità internazionale di mantenere tutte le opzioni disponibili per liberare questo Paese, che lotta e continuerà a lottare”.

 

“Continuiamo a ricevere sostegno dalla comunità internazionale, che ha potuto vedere con i suoi stessi occhi come il regime usurpatore violi il protocollo di Ginevra, dove si dice chiaramente che distruggere gli aiuti umanitari è un crimine contro l’umanità”, aveva precedentemente scritto sempre su Twitter Juan Guaidò. Nello specifico le ricostruzioni parlano di almeno tre camion carichi di aiuti umanitari, che erano riusciti ad entrare nel territorio venezuelano attraverso la città di Urena, nello stato di Tachira, al confine con la Colombia, e che sono stati bruciati dai membri della Polizia nazionale bolivariana (Pnb): a renderlo noto è Gaby Arellano, deputato dell’Assemblea nazionale di Caracas, controllata dall’opposizione, prima che alcune immagini girassero anche sui social. Intanto sono diventati 23 i membri delle forze dell’ordine venezuelane che oggi hanno disertato il governo del presidente in carica, Nicolas Maduro, sconfinando in Colombia: lo ha reso noto l’agenzia governativa Migracion Colombia.

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