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Venezuela, decine di morti per il blackout

Lo ha denunciato su Twitter Julio Castro, un medico specialista locale – Il presidente proclamato Juan Guaidò ha chiamato i suoi simpatizzanti all’unità e alla mobilitazione di piazza – VIDEO.

Venezuela, decine di morti per il blackout

Almeno una quindicina di pazienti sono morti in un solo ospedale dello Stato Monegas (Nordest del Venezuela) a causa del blackout elettrico iniziato giovedì scorso nel paese sudamericano, e il bilancio è destinato sicuramente ad aumentare. Lo ha denunciato su Twitter Julio Castro, un medico specialista locale. Alle 11.30 di sabato, ha scritto Castro, nell’Ospedale Manuel Nunez Tovar di Maturin, capitale dello Stato – “senza luce e senza generatore elettrico” – sono morti 9 pazienti ricoverati nel servizio di emergenza, 2 in ostetricia, uno in traumatologia e uno in terapia intensiva neonatale. Proprio poco dopo che il medico denunciava la situazione su Twitter, il Venezuela è stato colpito da un secondo blackout, nella serata italiana, che ha di nuovo colpito il sistema elettrico e ha lasciato il 96% del paese scollegato da Internet.

Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’esecutivo, è ovviamente tornato alla carica accusando il presidente ormai destituito Nicolas Maduro, e ha parlato alla folla con un megafono, in piedi su un’automobile, dopo che la polizia ha fatto smontare la tribuna che era stata eretta per il suo comizio sulla Avenida Victoria, nell’Ovest di Caracas. Guaidò ha chiamato i suoi simpatizzanti all’unità e alla mobilitazione di piazza “per denunciare chi resta il vero responsabile della crisi della luce, della benzina, dell’acqua, degli ospedali e che ha nome e cognome: Nicolas Maduro!”.

 

Migliaia di simpatizzanti del chavismo hanno invece sfilato nel centro di Caracas, nella Marcia Antimperialista Bolivariana convocata dal governo di Nicolas Maduro, per l’anniversario dell’imposizione, da parte dell’allora presidente americano Barack Obama, delle prime sanzioni contro alti dirigenti venezuelani. “Oggi, quando l’impero Usa, disperato, per mettere le mani sulle nostre risorse naturali intensifica le sue brutali aggressioni contro la Patria, ci fermiamo decisi per difendere la nostra terra e gridare con forza: Yankee Go Home!”, ha scritto Maduro su Twitter in appoggio della mobilitazione. Il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha partecipato alla marcia dalla sede dell’ente nazionale delle telecomunicazioni, Conatel, al Palazzo di Miraflores, sede della presidenza, e ha detto ai cronisti che “questo che vediamo è un popolo che resiste, e per questo sappiamo che supererà tutte le difficoltà”.

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