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Unicredit: conversione delle azioni di risparmio e nuova governance

Al di là delle voci su progetti di fusione con Commerz, il cda di Unicredit, su impulso dell’ad Mustier, propone all’assemblea del 4 dicembre di convertire le risparmio in ordinarie, di spostare la sede legale da Roma a Milano e di rafforzare la governance eliminando il limite del 5% al diritto di voto e dando più spazio al Cda e alle minoranze – Nuovo risk management

Unicredit: conversione delle azioni di risparmio e nuova governance

Il Cda di Unicredit ha approvato oggi alcune azioni di rafforzamento della propria corporate governance e di semplificazione della struttura del capitale sociale della Banca. Lo annuncia l’istituto in una nota, spiegando che le connesse modifiche statutarie sono subordinate ad approvazione assembleare e saranno sottoposte all’assemblea straordinaria convocata per il 4 dicembre 2017.

Le deliberazioni approvate dal Consiglio sono quattro:
1. attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà di presentare una propria lista di candidati alla carica di amministratore e incremento del numero degli amministratori tratti dalla lista di minoranza;
2. eliminazione del limite del 5% all’esercizio del diritto di voto;
3. conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie;
4. trasferimento della sede sociale da Roma a Milano.

Le deliberazioni riguardanti la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie saranno sottoposte anche all’approvazione dell’Assemblea Speciale degli azionisti di risparmio che si terrà lo stesso giorno, 4 dicembre 2017.

Tali azioni sono dirette principalmente a migliorare e semplificare la struttura di corporate governance di Unicredit, allineando quest’ultima alle migliori prassi, nonché a semplificare la struttura del capitale sociale.

L’avviso di convocazione delle assemblee sarà pubblicato nei prossimi giorni unitamente alle relazioni sulle materie all’ordine del giorno, nei termini e con le modalità previste dalla normativa.

Il Cda ha deliberato anche di iniziare a prendere contatti con le autorità e società di gestione del mercato polacche al fine di verificare la fattibilità in Polonia della revoca delle azioni ordinarie dalle negoziazioni sul Warsaw Stock Exchange.

CONVERSIONE OBBLIGATORIA DELLE AZIONI DI RISPARMIO IN AZIONI ORDINARIE

In particolare, la proposta di conversione obbligatoria delle attuali 252.489 azioni di risparmio in azioni ordinarie e le conseguenti modifiche statutarie contribuisce al perseguimento dell’obiettivo di conseguire una generale semplificazione della struttura di capitale, con conseguente risparmio di costi.

Il rapporto di conversione è stato stabilito dal Cda nella seguente misura: per ogni azione di risparmio oggetto di conversione, 3,82 azioni ordinarie aventi godimento regolare, oltre ad un conguaglio pari a 27,25 euro, attribuendo azioni di nuova emissione e/o azioni proprie e, comunque, senza variazione del valore del capitale sociale.

La conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, incidendo sui diritti degli azionisti di risparmio, andrà sottoposta, oltre che all’assemblea straordinaria degli azionisti ordinari, anche all’assemblea speciale di categoria e comporterà il riconoscimento del diritto di recesso agli azionisti di risparmio, da esercitarsi secondo le previsioni di legge.

Il valore di liquidazione in relazione alle azioni di risparmio oggetto di recesso sarà determinato facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’Assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso ai sensi dell’art. 2437-bis del codice civile e, pertanto, sarà calcolato a tale data.

NUOVA STRUTTURA DI RISK MANAGEMENT

Unicredit ha annunciato anche che il Cda ha approvato la proposta di modifica della struttura organizzativa della gestione del rischio e delle attività di credito del gruppo per rafforzare ulteriormente l’efficacia dei controlli sui rischi, migliorare il focus dell’organizzazione del rischio e rafforzare il controllo selettivo del business operativo.

In particolare, Unicredit separerà le funzioni di gestione dei rischi dalle operazioni creditizie individuali. La nuova struttura organizzativa, che entrerà in vigore dal primo ottobre 2017, divide le attività di Risk Management del Gruppo in due aree organizzative: Group Risk Management (GRM) e Group Lending Office (GLO), che avrà responsabilità specifiche e separate.

GRM, sarà guidato da TJ Lim, Chief Risk Officer del Gruppo (Group CRO), che sarà incaricato della gestione del rischio a livello di Gruppo, incluse le politiche e le linee guida per la gestione del rischio, i limiti di rischio, lo sviluppo di modelli e metodologie di valutazione dei rischi, il coordinamento e la gestione delle attività di validazione dei sistemi di misurazione del rischio e, in particolare, della governance e del controllo del Risk Appetite Framework (“RAF”), del processo di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (“ICAAP”) e della gestione dei rischi finanziari, operativi e reputazionali.

GRM manterrà inoltre la responsabilità di definire la strategia e la supervisione dell’implementazione, guidando e indirizzando la gestione e la vendita delle esposizioni non performing (“NPE”).

GLO, sarà guidato da Andrea Varese, Chief Lending Officer (CLO), che sovrintenderà le attività di credito, nel rispetto delle strategie di gestione del rischio, e svilupperà le politiche e le linee guida del credito, inclusa l’erogazione, la ristrutturazione e il recupero crediti.

Entrambe le aree riporteranno direttamente a Jean Pierre Mustier, Chief Executive Officer, e i nuovi Group CRO e CLO diventeranno membri del comitato di gestione esecutiva del gruppo. A seguito della riorganizzazione della struttura di gestione del rischio di UniCredit, Massimiliano Fossati si dimetterà da CRO. Massimiliano Fossati lascerà il gruppo.

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