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Ubi Banca, al via la fusione di Banca Adriatica e Carilo

Il progetto di fusione continuerà con l’incorporazione in Ubi Banca di altri tre istituti di credito: per Banca Tirrenica e Banca Federico Del Vecchio l’operazione si concluderà a novembre, Banca Teatina invece sarà incorporata nel febbraio 2018. Il titolo Ubi Banca apre in ribasso a Piazza Affari

Ubi Banca, al via la fusione di Banca Adriatica e Carilo

Ubi Banca ha comunicato ufficialmente il via libera per la fusione per incorporazione di Banca adriatica e Carilo, la Cassa di risparmio di Loreto.

Nel progetto di fusione sono incluse anche Banca Tirrenica, e Banca Federico del Vecchio, ma questa seconda tranche dell’operazione vedrà la luce alla fine di novembre. Per la fusione di Banca Teatina invece bisognerà attendere febbraio 2018.
La fusione delle tre suddette incorporande non produrrà alcuna variazione nel numero delle azioni e nel capitale sociale di Ubi Banca, essendo dette incorporande detenute direttamente o indirettamente al 100% dalla stessa Ubi Banca.

Gli effetti verso i terzi della fusione di Banca Adriatica e di Carilo in Ubi Banca decorreranno dal 23 ottobre 2017, mentre gli effetti contabili e fiscali della fusione sono attivi dallo scorso 1 ottobre.

A partire dal 23 ottobre dunque il capitale sociale di Banca Adriatica e quello di Carilo saranno annullati. Tenuto conto che Banca Adriatica è detenuta al 100% da Ubi Banca, non saranno emesse azioni Ubi Banca in dipendenza della fusione di tale incorporanda.

Discorso diverso per Carilo: la fusione comporterà l’emissione di 40640 azioni di Ubi con godimento regolare da assegnare in concambio delle 64mila azioni Carilo detenute dall’unico socio di minoranza della stessa. Il rapporto di cambio sarà di 0,635 azioni Ubi ogni azione Carilo. L’operazione prevede un correlato aumento del capitale sociale di Ubi Banca per 101.600 euro. Non sono previsti conguagli in denaro in sede di concambio. 

Nonostante si sia trattato solamente di una ufficialità (la notizia della fusione era già stata anticipata da diverse settimane), il titolo del quarto Gruppo bancario per capitalizzazione di Borsa ha aperto la sessione in ribasso (-0,25% a quota 4,07 euro)..

Le nuove azioni Ubi Banca al servizio della fusione di Carilo saranno messe a disposizione dal 23 ottobre e, al pari di quelle già in circolazione al momento della loro emissione, saranno accentrate in regime di dematerializzazione presso Monte Titoli S.p.A. e quotate sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A..

A decorrere dal 23 ottobre lo statuto sociale di Ubi Banca sarà modificato, al fine di recepire il nuovo numero delle azioni (n. 1.144.285.146 azioni) e il nuovo importo del capitale sociale (2.843.177.160,24 euro) per effetto della fusione di Carilo. Non sono previste ulteriori modifiche dello statuto sociale di Ubi Banca in dipendenza della fusione di Banca Adriatica e di Carilo.

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