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Trimestrali banche: Santander delude, utile boom per Deutsche Bank

Gli utili della banca spagnola si sono attestati a 1,46 miliardi di euro, rispetto agli 1,70 miliardi del terzo trimestre dello scorso anno – Fa meglio delle attese invece la prima banca europea, che quasi triplica il profitto da 256 a 650 milioni (e patteggia per il caso Libor una maxi multa da 220 milioni).

Trimestrali banche: Santander delude, utile boom per Deutsche Bank

Mattinata di trimestrali bancarie, con gli occhi puntati su due delle banche più grandi d’Europa, la spagnola Santander e Deutsche Bank. Con risultati in chiaroscuro: Banco Santander ha infatti reso noto di aver assistito nel terzo trimestre di quest’anno a un calo degli utili netti, nonostante il rialzo del margine netto di interesse su base annua (a 8,68 miliardi, rispetto ai 7,80 miliardi dell’anno precedente). Gli utili si sono attestati a 1,46 miliardi di euro, rispetto agli 1,70 miliardi del terzo trimestre dello scorso anno, mentre è migliorato il Common Equity Tier 1, parametro chiave che misura la solidità patrimoniale di una banca, salito al 10,80% rispetto al 10,47% del terzo trimestre dello scorso anno.

Deutsche Bank invece ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 647 milioni, superiore alle stime degli analisti. La piu’ grande banca europea ha annunciato una riduzione dei costi legati alla ristrutturazione e degli accantonamenti per le liti giudiziarie. Nel terzo trimestre dello scorso anno Deutsche Bank aveva realizzato profitti netti per 256 milioni. Inoltre la banca tedesca ha raggiunto l’accordo di patteggiamento con le autorità di 45 Stati Usa e pagherà complessivamente 220 milioni di dollari per chiudere gli ultimi contenziosi relativi alle accuse di avere partecipato tra 2005 e 2009 a un cartello per la manipolazione del London Interbank Offered Rate (Libor).

Vicenda per cui il colosso bancario tedesco ha già pagato 2,5 miliardi di dollari (dei 9 miliardi complessivi sborsati dagli istituti coinvolti) in sanzioni e risarcimenti alle autorità di Washington e Londra e lo scorso giugno altri 77 milioni di dollari per chiudere cause intentate da investitori sempre in Usa.

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