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Tim: separazione rete, nuovo piano e conti in crescita

Mentre il fondo Elliott comunica di detenere – per ora – meno del 5% del gruppo telefonico italiano, il cda di Tim approva la separazione volontaria della rete fissa di accesso, vara il nuovo piano strategico 2018-20 e presenta conti con tutti gli indicatori in crescita e un forte incremento della clientela

Tim: separazione rete, nuovo piano e conti in crescita

Giornata campale ieri per Tim. Mentre il titolo, sostenuto dagli acquisti dell’aggressivo fondo Elliott (che ha comunicato di detenere – per ora – una quota sotto il 5%), volava in Borsa, il Cda della compagnia telefonica ha avviato il progetto di separazione della rete, ha lanciato il nuovo piano strategico e ha presentato i conti dell’ultimo trimestre e quelli dell’intero 2017, che oggi saranno illustrati agli analisti finanziari.

Ma ecco, punto per punto, tutte le novità Tim.

SEPARAZIONE VOLONTARIA DELLA RETE FISSA

Innanzitutto, il Cda di Tim ha dato mandato all’amministratore delegato Amos Genish di avviare l’iter formale per la notifica ad Agcom del progetto di separazione volontaria della rete di accesso fissa.

Il progetto, spiega la società in una nota, prevede la creazione di un’entità legale separata (Netco) controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso (dalla centrale alla casa dei clienti) e di tutta l’infrastruttura (edifici, apparati elettronici e sistemi IT) e dotata del personale necessario per fornire servizi all’ingrosso in maniera indipendente.

Il progetto darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa, creando un punto di accesso “one-stop shop” per i servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa Tim, a garanzia della parità di trattamento.

La Netco, continua la nota del gruppo, avrà le risorse per mantenere un’alta qualità della rete e sostenere il Paese nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2025 sulla banda ultra larga. L’iniziativa darà un contributo significativo al processo di digitalizzazione dell’Italia, contribuendo all’evoluzione dell’attuale quadro regolatorio.

La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del Gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

Il progetto di separazione volontaria della rete sarà comunicato ad Agcom secondo le procedure e le tempistiche previste dal Codice per le Comunicazioni Elettroniche.

NUOVO PIANO STRATEGICO

Il Consiglio ha dato il via libera anche al Piano Strategico 2018 – 2020, che con il progetto DigiTIM prevede la digitalizzazione di tutti i processi. L’obiettivo nell’arco di Piano è di aumentare significativamente l’engagement digitale con il cliente, aumentando l’utilizzo della App di self care all’85% e riducendo del 30% l’interazione da parte di addetti al call center.

L’offerta commerciale punta a raggiungere oltre 5 milioni di nuovi clienti Fibra grazie a nuovi contenuti video, musica e gaming, di cui molti esclusivi. Sul mobile, la penetrazione LTE salirà dall’attuale 76% a oltre il 95% nell’arco di Piano. TIM punta, inoltre, a triplicare i clienti TIMVISION (1,3 milioni nel comparto Fisso a fine 2017) e a raddoppiare la clientela convergente Fisso/Mobile. Tali obiettivi fanno leva su contenuti di intrattenimento disponibili attraverso importanti accordi di partnership con player nazionali e internazionali e produzioni e coproduzioni di opere inedite.

Nel segmento Business, il focus su convergenza Fisso/Mobile/IT, UBB, e brand heritage farà evolvere il Gruppo in una vera e propria ICT company con un posizionamento distintivo nei servizi IT e consolidando i ricavi tradizionali. Entro il 2020, i ricavi ICT e Cloud rappresenteranno il 25% del totale dei ricavi del segmento, e il numero di clienti Fibra sarà triplicato.

Il comparto Wholesale tornerà a crescere, migliorando l’efficienza attraverso nuovi strumenti digitali e di automazione. Le linee UBB con altri operatori cresceranno da circa 1 a circa 3 milioni.

Un importante contributo al Piano, spiega Tim, sarà dato dalle società controllate TIM Brasil, Inwit, e Sparkle.

In Brasile, driver sono la migrazione verso Mobile post-paid, oggi 17,8 milioni pari al 30% della clientela totale; la rapida crescita dei clienti residenziali in fibra a circa 1 milione; e il rapido sviluppo della rete 4G, che al 2020 raggiungerà oltre 4.000 città (il 96% dell’intera popolazione urbana).

Inwit rafforzerà la propria leadership attraverso la crescita della base clienti, raggiungendo una tenancy di 2,1x clienti per sito e la diffusione di infrastrutture di nuova generazione come i nuovi siti “5G ready” dotate di backhauling in fibra e migliaia di small cell.

Sparkle si focalizzerà sui servizi dati, sfruttando i trend di crescita del mercato attraverso l’integrazione del proprio portafoglio con soluzioni Cloud, Data Center, sicurezza delle reti e disaster recovery, oltre a consolidare l’offerta di servizi Voce e Mobile. Proseguirà, inoltre, nell’ampliamento geografico della propria infrastruttura estendendo nell’arco di Piano la propria presenza a 11 nuovi Paesi (+25 IP POP). Infine, il 30% degli investimenti sarà dedicato allo sviluppo dell’infrastruttura e alla virtualizzazione e digitalizzazione della rete.

La strategia DigiTIM punta a incrementare la generazione di cassa e a creare valore attraverso un’attenta disciplina finanziaria basata sul controllo dei costi, e l’ottimizzazione degli investimenti. L’utilizzo di data analytics permetterà a TIM, da un lato di migliorare l’efficienza degli investimenti dando priorità a quelli a maggior valore, e facendo leva sull’infrastruttura di rete UBB già esistente; dall’altro di incidere sull’80% degli OPEX in Italia con opportunità di efficienza. Nell’arco di Piano, TIM raggiungerà in Fibra l’80% delle unità abitative e 100 città con tecnologia FTTH, grazie a un programma di investimenti cumulati in Italia pari a 9 miliardi di euro, di cui oltre il 50% in ampliamento dell’infrastruttura di rete e innovazione. In Brasile, investimenti per circa 12 miliardi di reais nell’arco di Piano saranno dedicati all’ulteriore espansione dell’UBB. A fine 2019 il rapporto CAPEX/Sales sarà inferiore al 20% in Italia e pari a circa il 20% in Brasile entro il 2020.

CONTI ULTIMO TRIMESTRE E INTERO 2017

Per quanto riguarda i conti, Tim archivia il 2017 con ricavi pari a 19.828 milioni di euro, in crescita del 4,2% rispetto al 2016 (19.025 milioni di euro). La crescita di 803 milioni è attribuibile alla performance delle Business Unit Domestic (348 milioni di euro) e Brasile (455 milioni di euro, comprensivo di un effetto cambio positivo di 284 milioni di euro). La variazione organica dei ricavi consolidati ha registrato un incremento del 2,7% (+526 milioni di euro) su anno.

L’utile dell’esercizio 2017 attribuibile ai soci della controllante si attesta a 1.121 milioni di euro (1.808 milioni di euro nel 2016) e sconta oneri netti non ricorrenti per 714 milioni di euro. In termini comparabili, escludendo cioè le partite non ricorrenti nonché, nell’esercizio 2016, l’impatto positivo della valutazione al fair value dell’opzione implicita inclusa nel prestito obbligazionario a conversione obbligatoria, l’utile 2017 attribuibile ai soci della controllante risulterebbe superiore di circa 270 milioni di euro rispetto a quello dell’anno precedente.

L’EBIT è pari a 3.291 milioni di euro, in calo di 431 milioni di euro su anno (-11,6%), con un`incidenza sui ricavi del 16,6% (19,6% nell`esercizio 2016, -3,0 punti percentuali). L’EBIT organico evidenzia una variazione negativa di 455 milioni di euro (-12,1%) con un’incidenza sui ricavi pari al 16,6% (19,4% nell`esercizio 2016); sconta l’impatto negativo di oneri netti non ricorrenti, incluse svalutazioni di asset, per complessivi 913 milioni di euro (185 milioni di euro nell`esercizio 2016, a parità di tasso di cambio). In assenza di tali oneri la variazione organica dell’EBIT sarebbe risultata positiva per 273 milioni di euro (+6,9%), con un`incidenza sui ricavi del 21,2%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto all`esercizio 2016.

Gli investimenti industriali dell’esercizio 2017 sono pari a 5.701 milioni di euro, aumentano di 825 milioni di euro rispetto all`esercizio 2016.L’indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 25.308 milioni di euro al 31 dicembre 2017, in aumento di 189 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016 (25.119 milioni di euro).

Sarà proposta la distribuzione di un dividendo per le azioni di risparmio di 2,75 euro centesimi.

Nel solo quarto trimestre il gruppo ha registrato ricavi pari a 5,1 miliardi di euro, (+2,8%) in termini organici, anche in questo caso sostenuti dalle attività in Italia (+2,0%) e Brasile (+5,3%). In particolare, i ricavi da servizi sul domestic per 3,6 miliardi di euro (+2,4%) mettono a segno il miglior risultato degli ultimi 10 anni.

Sempre nel quarto trimestre, l’Ebitda di gruppo si è attestato a 2,2 miliardi di euro (+4,1%) in termini organici e in assenza di oneri non ricorrenti, beneficiando della performance in brasile (465 milioni di euro, +13,6%,) e nel mercato domestico (1,8 miliardi di euro, + 1,9%); a livello reported l’Ebitda di gruppo è pari a 1,6 miliardi

L’Ebit di gruppo è stato pari a 1,1 miliardi di euro (+12,5%) in termini organici e in assenza di oneri non ricorrenti; a livello reported l’Ebit è pari a 457 milioni di euro.

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