Condividi

Telecom Italia: è flop, il mercato ha paura di un aumento di capitale

Il titolo del colosso italiano delle telecom ha chiuso a meno 4,6% – Ha risentito delle parole di Franco Bernabé, che ha indicato in un aumento di capitale una strada possibile per evitare il downgrade delle agenzie di rating – La migliore blue chip, invece, è stata Autogrill (+3,7%) – Per il resto, prudenza a Piazza Affari, che attende gli sviluppi Usa

Telecom Italia: è flop, il mercato ha paura di un aumento di capitale

Borse europee poco mosse. A Piazza Affari ( +0,14%) catalizza l’attenzione Telecom -4,6% che crolla del xx dopo una sospensione al ribasso: il mercato teme un aumento di capitale per evitare downgrade delle agenzie di rating dopo le parole di Franco Bernabè oggi sentito in audizione al Senato al Senato sulla cessione di Telco a Telefonica. Lo spread è stabile attorno a 239 punti base. Oggi il tesoro ha collocato tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz a due anni con tassi in calo e domanda in rialzo: il rendimento è sceso all’1,623% dall’1,871% dell’asta del mese scorso, mentre la domanda è stata di 1,77 volte l’importo offerto, in crescita da 1,46 precedente.

Londra -0,3%, Madrid +0,8%, invariate Francoforte e Parigi. Nel progetto di legge finanziaria presentato oggi, il governo francese ha rivisto ancora al rialzo le stime per il debito pubblico, prevedendo un livello record del 95,1% del Pil nel 2014, contro il 93,4% previsto per quest’anno.



A Wall Street gli indici hanno aperto incerti. Sul mercato pesano le tensioni e i timori di paralisi del governo americano per i mancati accordi tra Casa Bianca e Congresso su budget e debito. Il Segretario al Tesoro Jack Lew ha segnalato che il governo esaurirà le risorse entro il 17 ottobre, per quella data gli saranno rimasti solo 30 miliardi di dollari a disposizione se il Parlamento non alzerà il tetto sull’indebitamento federale. Sul fronte dei dati macro gli ordini di beni durevoli sono risultati superiori alle previsioni, +0,1% in agosto e le vendite di case nuove negli in agosto sono salite del 7,9% a un tasso annualizzato di 421.000 unità. I prezzi medi delle case sono saliti dello 0,6% a 254.600 dollari su base annua.

Non più Hong Kong ma Wall Street per Alibaba: secondo il Wsj i piani di Initial public offering a Hong Kong sono stati accantonati e l’Ipo da 70 miliardi di dollari arriverà a Wall Street. Si tratterà della maggiore Ipo tecnologica da quella di Facebook nel 2012 e sarà un test per l’appetito degli investitori per il crescente mercato cinese. Sul mercato dei cambi, l’euro si rafforza a 1,3531 dollari, poco mosso il petrolio Wti +0,32% a 103,46 dollari al barile. L’oro sale dell’1,58%, 1.336,80 dollari l’oncia.

A Piazza Affari brilla Autogrill che ieri ha incontrato la comunità finanziaria ad Amsterdam per l’Investor Day. Il titolo sale del 3,7%, in vetta al Ftse Mib, beneficiando delle attese positive degli analisti: grazie a Wdf il gruppo potrà agganciare la ripresa prevista negli Usa e nel 2015 è previsto un incremento del traffico autostradale italiano. A2A +2,5%, Pirelli +2,3%, Unicredit +1,2%, Ubi +1,1%. Contrastato nel complesso il comparto bancario: Banco Popolare +0,5%, Mps -0,4% all’indomani della decisione di rinviare l’approvazione del piano di ristrutturazione, Bpm -1,8%, Intesa -1,7%. Tra i peggiori del Ftse Mib, dietro Telecome d alcuni bancari, finiscono anche Gtech -1,7% e Mediaset -1,6% su cui pesa un report di Kepler Cheuvreux, che vede un calo della pubblicità del 3-4% in settembre dopo i primi segnali di miglioramento in estate. A fine anno previsto un utile a 28 milioni rispetto alle precedenti stime di 61 milioni.

Commenta