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Savona: fintech e criptovalute corrono, servono regole globali

Il presidente Consob mette in guardia dal rischio di proliferazione di quadri normativi diversi tra Paesi. Il caso delle criptovalute. L’innovazione deve essere legittimata da regole chiare e coordinate o il risparmiatore è più esposto

Savona: fintech e criptovalute corrono, servono regole globali

«Stiamo vivendo tempi molto interessanti. Forse pure troppo». Così Paolo Savona, presidente Consob, provocatorio come sempre, in apertura del convegno Consob-G20 che si tiene oggi a Roma dal titolo “Regulating innovation in the financial system to power a resilient recovery”. Questa volta il riferimento va al rapporto innovazioni tecnologiche/finanza e alla discontinuità che ne consegue tra operatori di mercato e autorità pubbliche.

«Gli operatori di mercato corrono più velocemente delle autorità pubbliche e comunicano attraverso i social e i media tradizionali invece di usare lunghi e pesanti documenti ufficiali, come fanno di solito le autorità. Inoltre il livello di attenzione delle persone è anche molto ridotto e avviene attraverso messaggi brevi e incisivi», commenta Savona. Come fare allora per trovare una sintesi? «Occorre mettere in atto una collaborazione tra i regolatori», afferma. Alla base dell’attuale dibattito sul fintech, del resto, c’è un dilemma sociale tra libertà economica e tutela dei risparmiatori meno informati ed «è noto che l’asimmetria informativa finisca per mettere a rischio una concorrenza efficiente». L’innovazione tecnologica nella finanza, in altre parole, non fa che esacerbare questa distanza. Per questo va gestita e per questo è ora allargata (inevitabilmente) ai criteri Esg, ovvero alle questioni di governance sociale ambientale. Tanto che Savona parla di inclusività e di sostenibilità. «Una finanza adeguata e inclusiva e l’innovazione digitale sono fortemente intrecciate e forniscono il terreno per forme completamente nuove di regolamentazione e supervisione del mercato finanziario».



IL NUOVO CONTESTO FINANZIARIO

Il G20 ha riconosciuto la rilevanza della trasformazione tecnologica e punta a regolamentare il nuovo contesto finanziario. Nella riunione dello scorso 13 ottobre, il G7 ha riaffermato l’importanza di coordinamento e cooperazione internazionale in materia di moneta digitale e pagamenti e ha approvato 13 principi di politica pubblica per le valute digitali delle “Retail Central Bank Digital Currencies” per sostenere e informare le politiche nazionali in questo campo. La Consob, come molti regolatori nel mondo, nell’adempiere ai suoi obiettivi statutari di salvaguardia di integrità, stabilità e trasparenza del mercato finanziario nonché di tutela del risparmio, come garantito dalla nostra Costituzione, è tenuta a definire regole e norme di dettaglio per individuare il quadro normativo di riferimento. 

«Nel farlo sarebbe negligente se non tenesse pienamente conto di queste ondate di innovazione. Questo processo porta anche a una maggiore diversità di attori, servizi e prodotti che hanno fortemente aumentato la possibilità di attività opache al di fuori dei noti perimetri normativi. Tendenze che hanno prodotto frammentazione da parte di diverse agenzie di regolamentazione e asimmetria nella definizione delle regole», continua Savona. In questo contesto, il rischio reale è la proliferazione di un guazzabuglio di diversi quadri normativi tra diverse agenzie di regolamentazione, che possono essere appunto molto frammentati, e finiscono per avere molti aspetti sovrapposti e incoerenti. 

Il riferimento non può che andare al mondo delle criptovalute. «I rischi operativi e di stabilità, come quelli posti dalla diffusione delle criptovalute, si muovono spesso al di fuori degli attuali perimetri di regolamentazione e supervisione, mostrando così che i confini di questi perimetri stanno diventando sempre più confusi», sottolinea il presidente Consob.

Inoltre, innovazioni digitali e tecnologiche permettono a molti più paesi (in particolare quelli in via di sviluppo) di entrare nei mercati finanziari con prodotti e servizi finanziari innovativi. E anche questo pone nuove sfide normative. «Bisogna capire come gestire le minacce che riguardano alcuni dei nostri più importanti valori economici e sociali, come la privacy, la competitività, l’integrità e la stabilità del sistema macroeconomico generale», aggiunge. Del resto, questo è il tempo degli algoritmi di apprendimento automatico, dell’intelligenza artificiale, delle piattaforme di robo-consulenza, dei sistemi blockchain. «Le innovazioni tecnologiche finanziarie funzioneranno in modo più efficiente quando saranno costruite su basi che provengono dall’esperienza di autorità indipendenti riconosciute dai governi. La regolamentazione fornisce non solo un limite ma anche la legittimazione per l’innovazione», conclude. Per farlo, gli elementi sono tre: sperimentazione, trasversalità e coordinamento internazionale.

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