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Riforma Copyright Ue: da Morricone a Mogol, appello per il Sì (VIDEO)

Alla vigilia della votazione del Parlamento di Strasburgo sulla nuova direttiva in tema di diritto d’autore, Siae e Fieg pubblicano due appelli agli eurodeputati italiani per convincerli a dire Sì – Le parole di Paolo Conte, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Mogol

Riforma Copyright Ue: da Morricone a Mogol, appello per il Sì (VIDEO)

Da Paolo Conte a Ennio Morricone, da Nicola Piovani a Mogol, sono molti gli artisti italiani ad aver firmato l’appello della Siae per l’approvazione della nuova direttiva europea sul copyright, in votazione il 26 marzo all’Europarlamento di Strasburgo. L’obiettivo del provvedimento è “assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale – scrive la Società Italiana degli Autori ed Editori – I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori”.

Le nuove norme impongono ai colossi della rete come Google, Facebook o YouTube di concludere accordi con i detentori dei diritti d’autore e di pagare per il materiale che viene utilizzato su internet.



L’articolo 13 della direttiva – il più contestato – obbliga le piattaforme online a filtrare automaticamente il materiale caricato dagli utenti, rimuovendo quello coperto da diritti d’autore. Il compromesso raggiunto prevede di escludere le startup con meno di 5 milioni di visitatori unici al mese da alcuni obblighi della direttiva.

La direttiva non impone alcun costo a carico degli utenti, non ne limita in alcun modo l’attività e non ostacola lo sviluppo di siti del web 2.0 come Wikipedia. È importante sottolinearlo, visto che le aziende danneggiate dalla riforma hanno diffuso una serie di fake news per portare dalla propria parte l’opinione pubblica: ad esempio la fantasiosa “link tax” a carico degli utenti, che in realtà non esiste.

Gli Stati Ue avranno due anni per recepire la direttiva nei propri ordinamenti.

La Siae, che conta novantamila associati, ritiene sia “doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori.  Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo”.

Secondo il premio Oscar Ennio Morricone, “questa direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”.

Sulla stessa linea Nicola Piovani: “Questo provvedimento non avvantaggia i pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”.

Paolo Conte sottolinea invece che “le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa”.

Infine, Mogol, che è anche presidente della Siae, si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

Anche la Federazione italiana editori di giornali (Fieg), con un appello pubblicato a tutta pagina su diversi quotidiani, ha chiesto agli eurodeputati italiani di votare sì alla direttiva. Un sì che, scrive la federazione, andrà a “difesa della democrazia e del diritto dei 150 milioni di lettori europei ad una libera stampa”, senza avere delle ripercussioni sull’uso della Rete, che “resterà libero, senza alcuna limitazione delle libertà individuali”, con la possibilità per gli utenti di “accedere liberamente alle notizie online, usare social, a produrre blog, a condividere opinioni, foto e link”.

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