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Prima della Scala: 11 minuti di applausi per la Giovanna D’Arco blindata

700 agenti e tiratori scelti hanno fatto da cornice alla Prima della Scala, coronata da un grande successo – In scena una strepitosa Giovanna D’Arco interpretata da una splendida Anna Netrebko – Forfait del baritono Carlos Alvarez. – Renzi: “Dobbiamo avere coraggio in una stagione difficile: Scala irrinunciabile”.

Prima della Scala: 11 minuti di applausi per la Giovanna D’Arco blindata

E’ andato tutto come doveva andare. La Prima della Scala si è rivelata un successo. Undici minuti di applausi hanno concluso l’evento artistico più importante dell’anno. La Giovanna D’Arco di Verdi è tornata a Milano dopo 150 anni, un omaggio alla Francia. A fare da cornice 700 agenti e tiratori scelti che hanno presidiato la piazza del tempio della musica milanese, controllando parallelamente gli ospiti grazie ai metal detector posti all’entrata.

Un evento culturale di primissimo piano cui ha partecipato anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Non chiudiamoci in casa – ha affermato il premier dopo il primo atto – è un messaggio anche per il Giubileo: dobbiamo avere coraggio in una stagione difficile. Oggi è un giorno di festa era irrinunciabile esserci. La Prima è sempre un messaggio culturale per il mondo, e l’augurio è che l’Italia possa far sentire la sua voce”.



Prima dell’opera, la “classica” contestazione dei centri sociali che hanno protestato contro l’opulenza e lo sfarzo, esponendo uno striscione su Palazzo Marino “Centinaia di ricchi, miliardi di poveri. Questo è lo stato di emergenza”. Poi una “sfilata di moda popolare”, in contrasto con l’eleganza degli avventori della Scala.

Fumogeni, slogan e qualche piccola tensione prima dell’inizio, ma le forze dell’ordine, con giubbotti antiproiettile e mitra, hanno preferito non intervenire.

Nel palco reale, l’ambasciatrice di Francia in Italia, Catherine Colonna, insieme a Renzi, alla moglie Agnese e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Bisogna garantire la sicurezza ai cittadini con tutte le risorse possibili – ha detto il ministro – ma contemporaneamente bisogna continuare a vivere”. Presenti anche il sindaco Giuliano Pisapia, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, l’ex prefetto di Milano e commissario a Roma Francesco Paolo Tronca, il presidente della Camera di commercio di Milano Carlo Sangalli, Alessandro Profumo, Tommaso Cucchiani, Diana Bracco, l’ad di Poste Francesco Caio, l’ex premier Mario Monti, Gianni Letta e Corrado Passera.

Sul palco, nel ruolo di protagonisti, Carlo VII interpretato da Francesco Meli, e ovviamente Giovanna D’Arco, una bravissima Anna Netrebko che ha interpretato il ruolo in maniera perfetta, senza sbavature o toni sopra le righe. Riccardo Chailly ha diretto l’opera in maniera possente, valorizzando al massimo i cantanti, mentre il coro diretto da Bruno Casoni è stato inappuntabile. Buona anche la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier. Quanto alle scene sono di Christian Fenouillat mentre i costumi sono di Agostino Cavalca.

Impossibile non riportare infine il forfait, per motivi di salute, del baritono Carlos Alvarez, sostituito nel ruolo di Giacomo da Devid Cecconi. Prima dell’inizio dell’Inno di Mameli è stato il sovrintendente in persona, Alexander Pereira, ad annunciare la sostituzione. Quest’ultimo ha sottolineato  “l’omaggio causale” alla Francia, affermando che  “la musica deve sempre superare tutte le crisi del mondo, delle volte nella vita le cose si mettono in piazza senza che uno lo sa. C’è comunque anche Dio che fa un po’ di regia”.

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