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Poste chiude il 2020 con un IV trimestre record

Nel IV trimestre l’utile netto è salito del 18,7% a 308 milioni, battendo le attese. Boom dei ricavi da pacchi (+56% nel trimestre, +36% nel 2020), per la prima volta compensano il calo della corrispondenza. In rialzo anche il fatturato finanziario – l’Ad Del Fante: “Risultati solidi, confermato il nostro ruolo sistemico” – Dividendo in crescita – Il 19 marzo il nuovo piano strategico

Poste chiude il 2020 con un IV trimestre record

Poste italiane ha chiuso il quarto trimestre del 2020 con un utile netto pari a 308 milioni di euro, in rialzo del 18,7% grazie anche a “un effetto fiscale positivo una tantum pari a 96 milioni di euro”. Il risultato ha superato di gran lunga le attese degli analisti, che si aspettavano profitti pari a 160 milioni di euro. Nell’intero 2020 i profitti netti ammontano a 1,2 miliardi, in calo del 10,2% rispetto all’anno precedente. 

L’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante ha annunciato l’intenzione di proporre all’assemblea un dividendo pari a 0,486 euro per azione, in crescita del 5% rispetto all’anno passato.

“Il ruolo sistemico di Poste Italiane è stato confermato”, ha detto Matteo Del Fante, in occasione della presentazione dei risultati sul quarto trimestre e sull’intero 2020 agli analisti. La politica dei dividendi per il 2020 “è stata confermata” e “il 19 marzo sarà presentato il nuovo piano strategico” del gruppo.

Passando ai ricavi, nel quarto trimestre il fatturato del settore Corrispondenza, pacchi e distribuzione è aumentato dell’1,4%, toccando quota 950 milioni, mentre nel 2020 i ricavi totali ammontano a 3,2 miliardi di euro (-8,3%). I ricavi infragruppo da distribuzione sono cresciuti del 2,8% a 1,3 miliardi (4,6 miliardi nel 2020, in calo dell’1,9% rispetto all’esercizio del 2019), grazie alla ripresa delle attività commerciali su tutta la rete, spiega la società.

Parlando dei singoli settori, negli ultimi 3 mesi del 2020 a registrare un’impennata sono stati soprattutto i ricavi dei pacchi, saliti del 56% a 395 milioni (1,16 miliardi nell’anno, +36%) sostenuti da una importante crescita a doppia cifra dei volumi in tutti i segmenti: i volumi B2C pari a 52 milioni, sono in crescita del 77% (149 milioni nel 2020, in crescita del 60% rispetto al 2019); i volumi B2B pari a 12 milioni, in crescita del 25% (38 milioni nel 2020, in crescita dell’11% rispetto al 2019), mentre i volumi C2X pari a 2 milioni, in crescita del 37% (6 milioni nel 2020, in crescita del 17% rispetto al 2019). Complessivamente nel 2020 sono stati recapitati in totale 210 milioni di pacchi (+41,7% rispetto al 2019), con i postini che hanno consegnato 74 milioni di pacchi, in crescita del 44% rispetto al 2019. A dicembre è stata raggiunta una media record di 1,3 milioni di pacchi consegnati al giorno.

In rialzo anche i ricavi da pagamenti e mobile, aumentati del 15,2% a 215 milioni (+20,1% per i ricavi da pagamenti con carta e + 10,3% ricavi da servizi telco). I ricavi da servizi finanziari si sono attestati a 1,3 miliardi, in calo dello 0,1%, (4,9 miliardi nel 2020, -3,7%) mentre i ricavi da servizi assicurativi sono stati pari a 451 milioni, in crescita dello 0,1%. 

“Poste Italiane – ha affermato Matteo Del Fante – ha riportato risultati solidi nel quarto trimestre, con tutti i segmenti che hanno contribuito alla progressione della redditività operativa, gettando solide basi per la crescita futura di tutte le nostre attività. I volumi dei pacchi, pari a 210 milioni, sono più che raddoppiati dal 2016 e, per la prima volta, l’aumento dei ricavi da pacchi ha più che compensato il calo dei ricavi da corrispondenza, confermando i pacchi come pilastro strategico per la sostenibilità dell’attività logistica in futuro.”

Andando avanti con i parametri, nel quarto trimestre, l’Ebit è salito dell’1,9%, attestandosi a -344 milioni (- 588 milioni nel 2020, in calo del 69,5% rispetto all’esercizio del 2019), nonostante “i costi one-off per far fronte all’emergenza e i maggiori oneri di pensionamento anticipato a sostegno della trasformazione”, specifica la società in una nota. Le attività finanziarie totali (TFA) sono arrivate a quota 569 miliardi, in crescita di 33 miliardi nell’anno, grazie ad una raccolta netta retail di 15 miliardi. Solida la posizione patrimoniale, con un CET1 ratio al 17,8% ed un Solvency II ratio del gruppo assicurativo poste Vita al 279%. 

“Il nostro rinnovato focus sul risparmio postale – ha continuato Del Fante – ci ha permesso di ottenere risultati record, con i minori deflussi dal 2012. Durante questo anno difficile abbiamo beneficiato appieno del nostro modello di business diversificato e rafforzato ulteriormente la fiducia dei nostri clienti, grazie al lavoro e alla dedizione dei nostri dipendenti. Nonostante il primo e più duro lockdown abbia avuto un impatto grave sull’operatività per un quarto dell’anno, la resilienza dei nostri business ha portato nel 2020 ad un utile netto di 1,2 miliardi di euro”. 

A Piazza Affari il titolo Poste Italiane ha avviato le contrattazioni con un rialzo dell’1,3% per poi girare in negativo, cedendo lo 0,5% a 9,602 euro.

Nel corso della conference call pomeridiana, rispondendo a una domanda sul Recovery Plan, Del Fante ha sottolineato il “ruolo significativo” svolto da Poste “riguardo all’inclusione e alla coesione sociale” con “iniziative che tengono insieme la comunità aumentando posti lavoro”. Il ceo ha poi ricordato che “Poste italiane, come qualsiasi altra grande società, è stata invitata a presentare idee” in vista della definizione del Piano di rilancio. Il gruppo “è nella miglior posizione per dare supporto a obiettivi molto vicini alla nostra mission” ha concluso Del Fante.

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