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Piacenza, esposto un frammento originale del suolo lunare

Le riproduzioni fedeli delle tute degli astronauti e le attrezzature originali usate nelle diverse missioni, i modellini delle stazioni orbitanti e i manuali di volo: una mostra racconta a Piacenza l’avventurosa conquista dello spazio. Esposto un frammento originale del suolo lunare, raccolto nel 1971 dalla NASA.

Piacenza, esposto un frammento originale del suolo lunare

Dall’11 maggio al 12 giugno lo Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni ospita, a Piacenza, la mostra Dalla Terra alla Luna e oltre, con decine di oggetti, documenti e memorabilia che ricostruiscono l’affascinante epopea della conquista dello spazio, facendo il punto su oltre sessant’anni di missioni alla scoperta dello spazio.

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano in collaborazione con la NASA, il Gruppo Astrofili, l’associazione Daedalus e con il patrocinio del Comune di Piacenza, propone un viaggio nella storia e nella scienza declinato attraverso reperti e filmati: dagli esemplari di tuta (repliche fedeli di quelle in dotazione con le missioni Apollo, Mercury e Shuttle) alle attrezzature tecniche originali, dai documenti di volo ai modellini delle stazioni spaziali, arrivando alle razioni alimentari in uso nelle diverse missioni. Tra i reperti in esposizione, anche un autentico frammento del suolo lunare, raccolto dalla missione Apollo 14 nel 1971.



Dalla Terra alla Luna e oltre presenta diverse sezioni tematiche, tra cui una dedicata ai cosiddetti space memorabilia: manuali di volo, parti di veicoli spaziali, oggetti portati a bordo nel corso di varie missioni. Saranno esposti anche modelli di diversi veicoli, come quello della stazione spaziale internazionale, il razzo del programma Apollo, lo Space Shuttle e altri ancora. E poiché la storia dello spazio è fatta soprattutto di uomini, la mostra rende omaggio a scienziati, sognatori e precursori: a tutte le figure, insomma, che con le loro scoperte e le loro idee hanno gettato le basi che hanno permesso le conquiste e lo sviluppo della tecnologia moderna. Tra i più noti Jurij Gagarin e John Glenn, i primi due uomini in orbita attorno alla Terra, protagonisti della sfida a distanza tra Usa e Urss per la conquista dello spazio.

Non manca un’apposita sezione dedicata allo sbarco sulla Luna e ai suoi retroscena, ai successi e fallimenti del programma Apollo e delle missioni spaziali più note; ma anche ai segreti della Stazione Spaziale Internazionale, il nostro “avamposto nello spazio”: la sua costruzione, le sue finalità e curiosità sulla vita di tutti i giorni a bordo, nonché le scoperte e i risultati raggiunti nei suoi oltre quindici anni di servizio, documentati nell’apposita sezione video da contributi da spettacolari contributi realizzati dagli stessi astronauti.
Tra i pezzi esposti più affascinanti un campione di pietra lunare del peso di circa 160 grammi: si tratta di uno degli esemplari più grandi tra quelli messi a disposizione dalla NASA per esposizioni ed eventi, arrivato sulla Terra al termine della missione Apollo 14 del 1971, l’ottava del programma con equipaggio e la terza ad allunare. Per approfondire la conoscenza della roccia lunare, tutti i visitatori della mostra riceveranno un biglietto omaggio per entrare al Museo di Storia Naturale di Piacenza, forte di una ricca sezione mineralogica.
La mostra presenta anche un vasto programma di eventi collaterali e incontri.

Attesi a Piacenza, tra gli altri, l’astronauta Maurizio Cheli – il primo italiano ad avere il ruolo di mission specialist durante la missione spaziale STS-75 del Programma Space Shuttle – e il giornalista Paolo Attivissimo, impegnato a smentire in modo rigoroso e scientifico le tesi che mettono in dubbio l’effettivo sbarco dell’uomo sulla Luna; tra gli appuntamenti più suggestivi quello con il Gruppo Astrofili di Piacenza, che sabato 14 maggio propone – dalle 21.15 alle 23.00 in p.zza Sant’Antonino – la visione via telescopio dei particolari lunari ingranditi e delle bande equatoriali del pianeta Giove, insieme alla cosiddetta danza dei suoi satelliti medicei, scoperti da Galileo Galilei nel 1610.

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