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Olschki: l’inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi

La casa editrice fiorentina pubblica in quattro volumi l’opera filologica di Annamaria Petrioli Tofani, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi fino al 2005 – Un’opera che riprende e trascrive l’inventario settecentesco dell’allora direttore Giuseppe Pelli Bencivenni.

Olschki: l’inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi

I quattro volumi, editi da Olschki, che compongono l’opera “L’Inventario settecentesco dei disegni degli Uffizi di Giuseppe Pelli” di Annamaria Petrioli Tofani Bencivenn direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi dal 1981 al 2005, attraversano la diacronia dell’intero corpus di disegni della Galleria. La metodologia è puramente filologica: partendo dall’inventario settecentesco dell’allora direttore Giuseppe Pelli Bencivenni, del quale questo libro è anzitutto una trascrizione, l’autrice è giunta all’originale sistemazione dei disegni con un corredo critico di note, commenti e varianti delle attribuzioni. Una sorta di immagine-archetipo, per così dire, della Galleria nel tardo Settecento.

Pelli Bencivenni fu, infatti, protagonista di primo piano nella storia delle collezioni d’arte fiorentine quando, in età lorenese e in epoca di imperante Illuminismo, affiancò Luigi Lanzi nella trasformazione dell’antico Museo degli Uffizi – ancora improntato al carattere di universalità da Wunderkammern impressogli nel Cinquecento da Francesco I dei Medici – in un organismo moderno, razionalmente organizzato per categorie di oggetti.



Lo scopo era quello di approfondire la conoscenza delle collezioni conferendo loro nel contempo una chiarezza e un’intelligibilità di forte potenziale didattico, in linea con le nuove finalità culturali di cui era ora investita tale istituzione. Rientra in quest’ottica l’enorme lavoro di catalogazione svolto da Pelli Bencivenni negli anni in cui occupò la carica di direttore della Galleria (dal 1775 al 1793): l’attività, che non trascurò gli aspetti più specialistici, è documentata da un’ingente mole di carte, ancora preziosissime per ricostruire snodi cruciali del collezionismo dell’epoca.

È il caso degli importanti manoscritti nei quali è conservato quello che possiamo considerare il primo tentativo di inventariazione della raccolta dei disegni. Si può dunque affermare che con questo prezioso strumento di consultazione Annamaria Petrioli Tofani porti luce su una tappa fondamentale della storia delle collezioni grafiche mediceo-lorenesi.

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