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Oi-Portugal Telecom, la Borsa di Lisbona boccia l’operazione

Il titolo della compagnia telefonica lusitana accusa un tonfo del 20% (a 0,96 euro) alla Borsa di Lisbona, risentendo delle incertezze sul progetto di fusione con l’operatore brasiliano, Oi.

Oi-Portugal Telecom, la Borsa di Lisbona boccia l’operazione

Portugal Telecom in picchiata alla Borsa di Lisbona: i titoli della compagnia telefonica accusano un tonfo del 20% (a 0,96 euro), risentendo delle incertezze sul progetto di fusione con l’operatore brasiliano, Oi. Altice, la controllante dell’operatore francese Numericable, sta infatti portando avanti delle trattative con Oi da inizio ottobre, per cercare di rilevare asset portoghesi di Portugal Telecom. Le indiscrezioni avevano inizialmente gonfiato le quotazioni della compagnia lusitana. Tuttavia, dopo le dimissioni di Zainal Bava, numero uno di Oi, le azioni di Portugal Telecom hanno imboccato la strada del ribasso, lasciando complessivamente sul parterre oltre il 30% del proprio valore. La fusione Oi-Portugal Telecom avrebbe dovuto dare origine a un gigante nelle tlc con più di 100 milioni di clienti e 30mila dipendenti.

Un prestito da 897 milioni di euro concesso ad aprile dalla compagnia portoghese a Rioforte, una holding del gruppo Espirito Santo, ha messo però in discussione l’operazione di fusione. Venerdì scorso la giustizia del Lussemburgo ha rigettato la richiesta di Rioforte di riassetto finanziario e ha invece aperto la strada della liquidazione degli attivi. Questo scenario rende ancora più improbabile il rimborso del prestito di Rioforte a Portugal Telecom. Dallo scorso 26 giugno, giorno in cui è emersa l’esistenza del prestito, Portugal Telecom ha perso il 65% circa in Borsa, con i prezzi delle azioni che sono passati da 2,89 euro a meno di un euro. In pratica la capitalizzazione è passata da 2,5 miliardi a meno di un miliardo. Oi ha imposto al partner portoghese di rivedere le condizioni di fusione: Portugal Telecom deterrà solamente il 25,6% del nuovo gruppo nato dalla fusione tra le due società di tlc e non più il 38%, come previsto inizialmente. D’altra parte la fusione potrebbe cadere nel vuoto, se andassero in porto le trattative tra Altice e Oi.



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