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Npl, Visco: “Più flessibilità sulle regole”

Il Governatore della Banca d’Italia ammette che la crisi farà aumentare i crediti deteriorati, ma sottolinea anche la necessità di evitare una nuova stretta del credito – “Urgente una riforma della giustizia civile per accorciare i tempi di recupero degli Npl”

Npl, Visco: “Più flessibilità sulle regole”

Sui crediti deteriorati delle banche, si possono individuare nuovi “margini di flessibilità nell’applicazione delle regole prudenziali, anche in materia di crediti deteriorati”, oltre a quelli introdotti negli ultimi mesi. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, parlando davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario delle nuove norme Bce sulla copertura degli Npl.

Il riferimento è in particolare al “meccanismo di calendario” varato nel 2017 dall’Eurotower, che prevede la svalutazione integrale dei crediti deteriorati secondo scadenze prestabilite. L’obiettivo è assicurare che gli Npl non si accumulino nei bilanci bancari, ma in questa congiuntura l’applicazione rigida della norma rischia di produrre un’ulteriore stretta del credito, che sarebbe il colpo di grazia per imprese e cittadini. Di qui l’importanza della flessibilità, che – stando al Governatore – in futuro potrebbe aumentare ancora.

Al momento la priorità è non compromettere “la capacità delle banche di finanziare adeguatamente l’economia, in particolare nella fase complessa dell’uscita dall’emergenza sanitaria”, ha sottolineato ancora il numero uno di Bankitalia, aggiungendo però che “alla flessibilità da parte delle autorità di vigilanza deve corrispondere il presidio e la mitigazione dei rischi da parte degli intermediari”.

Secondo Visco, “c’è da aspettarsi che questa congiuntura spinga verso l’alto i crediti deteriorati”, che rappresentano ancora “il principale rischio per le banche italiane”. Il contesto, tuttavia, è meno preoccupante che in passato, perché il sistema del credito parte “da una posizione più solida. Rispetto al 2007, nel complesso del settore bancario il rapporto tra capitale di migliore qualità e attivi ponderati per il rischio è più che raddoppiato, mentre rispetto al picco del 2015 lo stock degli Npl si è ridotto di oltre due terzi”.

Per rafforzarla ulteriormente, il Governatore auspica “passi avanti nell’istituzione di società di gestione dei crediti deteriorati (Amc)”, ma riconosce anche che “il progetto trova un limite negli orientamenti restrittivi della Commissione europea in tema di aiuti di Stato”.

In particolare, in caso di cessione di crediti deteriorati a una bad bank pubblica a prezzi superiori a quelli di mercato, “sarebbe necessario imporre la condivisione delle perdite agli azionisti e ai creditori, condizione che evidentemente scoraggia del tutto il ricorso a questo strumento – ha detto ancora il numero uno di Via Nazionale – In assenza di un mutamento di opinione da parte della Commissione su questo aspetto chiave, il progetto, di cui si discute da tempo, non sembra destinato a produrre significativi benefici”.

La soluzione del rebus passa quindi per una delle riforme che l’Europa ci chiede da anni (e che Mario Draghi è intenzionato a varare con il nuovo governo): quella della giustizia civile. “Il meccanismo di calendario non costituirebbe un problema se i tempi della giustizia civile nel nostro paese fossero allineati a quelli prevalenti nel resto d’Europa – conclude Visco – A parità di altre condizioni, infatti, l’elevata durata delle procedure di recupero dei crediti si traduce, meccanicamente, in un maggiore stock di Npl e ne deprime il valore. È quindi necessario intervenire alla radice per accelerare i tempi della giustizia civile, incidendo sulla causa prima del fenomeno”.

Leggi il testo integrale dell’audizione.

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