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Mps ritrova l’utile nel 2018, sofferenze giù di 27 miliardi

Nel 2018 l’utile ammonta a 279 milioni contro una perdita di 3,5 miliardi del 2017 – Giù i ricavi, cet 1 al 13,7% – Nel 2018 i crediti deteriorati sono stati ridotti per 29 milioni e Morelli stima un’ulteriore riduzione di 2 miliardi nel 2019

Buone notizie per Monte dei Paschi. Dopo anni di difficoltà che hanno reso necessaria anche l’entrata nel capitale dello Stato, Mps torna in utile. Il 2018 si è chiuso infatti con 279 milioni di profitti a fronte dei 3,5 miliardi di perdita registrati nel 2017 e contro un consensus pari a 255 milioni.

L’utile arriva tra l’altro nonostante un quarto trimestre molto difficile, archiviato con una perdita di 101 milioni “per effetto di oneri di ristrutturazione”, specifica l’istituto in una nota. Il rosso però è risultato inferiore alle attese degli analisti.

Tornando al 2018, Mps specifica che “il risultato dell’intero esercizio include oneri di ristrutturazione previsti dal piano per 202 milioni di euro e contributi a fondi di sistema per 131 milioni di euro”.

Giù i ricavi, scesi del 18% a 3,287 miliardi di euro, con un margine di interesse pari a 1,742 miliardi (-2,5%). Le commissioni nette al 31 dicembre 2018 si sono assestate a 1,52 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto a quelle dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’anno scorso, il risultato operativo lordo è pari a 937 milioni di euro (+2%), mentre il risultato operativo netto ammonta a 312 milioni di euro.

Il ratio patrimoniale Cet1 è pari al 13,7%, superando dunque il livello stabilito dalla Banca Centrale Europea nella bozza Srep.

Per quanto riguarda uno dei temi più delicati per Mps, quello relativo ai Non performing Loans, l’istituto ha ridotto lo stock dei crediti deteriorati lordi di circa 29 miliardi di euro, per effetto delle cessioni di sofferenze (27 miliardi) e della riduzione delle inadempienze probabili (2,3 miliardi). I crediti deteriorati netti sono scesi al 9% dei crediti alla clientela, mentre il totale dei crediti alla clientela è leggermente salito (+0,5%) a 86,85 miliardi.

La raccolta diretta cala a 90,4 miliardi (-4,6%), mentre le rettifiche di valore sulle attività finanziarie sono state pari a 625 milioni in calo di 4,8 miliardi rispetto al 2017 (il dato di due anni fa incorporava però le rettifiche sui crediti oggetto della maxi cartolarizzazione). Giù anche gli oneri operativi (-7,6%).

Per quanto riguarda il prossimo futuro, dato l’aumento dello spread, la riduzione delle stime sul Pil e i requisiti Srep anticipati nella draft Decision della Bce, Mps “ha aggiornato le stime interne pluriennali dei valori economici e patrimoniali” abbassandole “a un livello inferiore rispetto a quanto previsto nel Piano di Ristrutturazione 2017-2021”, ma mantenendo comunque “valori di ratios patrimoniali al di sopra dei requisiti regolamentari”.

Monte dei Paschi punta a ridurre i crediti deteriorati di altri 2 miliardi quest’anno e “se il quadro non peggiora ad andare anche oltre questo obiettivo”. Queste le parole dell’amministratore delegato Marco Morelli nel corso della conferenza stampa sui conti 2018.

Alle 15.15 a Piazza Affari, il titolo Mps guadagna lo 0,73% a 1,2447 euro.

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