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Milano come Londra negli Anni Novanta per FT: molta energia, ma anche “Dolce Vita”. Crescono i super ricchi che spostano qui la residenza

Secondo il Financial Times tutto è iniziato con le lusinghe delle agevolazioni fiscali. Ma poi i top manager hanno scoperto l’altra faccia di Milano e di come sia gradevole la sua “Dolce Vita”. Il rovescio della medaglia è l’aumento dei prezzi delle case, ma sempre meno che a Londra

Milano come Londra negli Anni Novanta per FT: molta energia, ma anche “Dolce Vita”. Crescono i super ricchi che spostano qui la residenza

Milano sta vivendo un momento d’oro, con qualcuno che paragona la sua energia a quella di Londra negli anni ’90, ma con un tocco di Dolce Vita” lo ha detto in Financial Time in un lungo approfondimento dedicato alla capitale economica italiana che negli ultimi anni ha visto una profonda trasformazione, grazie anche alle agevolazioni fiscali per il rientro dei capitali e a un mercato immobiliare redditizio che hanno aperto le porte ai “migranti di lusso” e ai fondi di private equity.

Nel bene o nel male, Milano non è più quella nota per i “ghisa” e per la nebbia. Di Milano ora si parla nei salotti dei grandi ricchi del mondo, quelli che fino a ieri avevano la loro residenza ad Antigua, alle Bahamas, alle Barbados, a Panama e Cipro e che ora l’hanno spostata a Milano: nel 2023 si sono registrati 1627 nuovi arrivi dagli Stati Uniti, il dato più alto dal 2003.

Nassef Sawiris, l’uomo più ricco d’Egitto e co-proprietario dell’Aston Villa, Richard Gnodde, vice-presidente di Goldman Sachs, e Yoël Zaoui, co-fondatore della boutique di consulenza Zaoui & Co, sono alcuni dei miliardari internazionali che hanno deciso di trasferirsi a Milano in virtù della flat tax. Ma anche Rolly van Rappard, co-fondatore di CVC Capital Partners, sta valutando il trasferimento, mentre Frédéric Arnault, figlio del magnate del lusso Bernard Arnault, si divide tra Parigi e Milano dopo aver assunto la guida di Loro Piana. Il quotidiano britannico sottolinea poi come negli ultimi anni diverse società di investimenti come Cvc, Preservation Capital e Ares abbiano aperto e ampliato uffici a Milano.

La sirena della flat tax, ovvero la “legge Ronaldo”

Certamente a dare il via ai traslochi dei multimiliardari è stata una ragione di titpo fiscale: chiunque sposti la propria residenza in Italia beneficia della cosiddetta “norma CR7”, varata dal governo Renzi, chiamata così perché permise a Cristiano Ronaldo di trasferirsi alla Juventus pagando una tassa “simbolica” e piatta su tutti i redditi provenienti dall’estero: una flat tax di 200 mila euro su tutti i redditi d’oltreconfine (erano 100mila fino all’anno scorso), su interessi di obbligazioni, dividendi da partecipazioni azionarie, plusvalenze da cessione di imprese, per un massimo di 15 anni, con l’esenzione dall’imposta di successione sui beni non italiani. Per il private equity, che non rientra nella flat tax, l’Italia applica un’aliquota del 26% sulle plusvalenze, sensibilmente inferiore al 34% introdotto nel Regno Unito.

I prezzi immobiliari salgono alle stelle, ma sono sempre inferiori a quelli di Londra

Così alcuni investitori internazionali hanno riversato capitali non da poco su immobili di lusso di Milano che intanto si stava sviluppando in molte aree, soprattutto in verticale. Su queste operazioni nelle ultime settimane si sono concentrate le inchieste della Procura. I prezzi degli immobili, già alti a Mlano, sono ulteriormente schizzati: secondo alcuni analisti negli ultimi dieci anni i prezzi delle case sono aumentati di quasi il 60%. In particolare gli appartamenti di lusso e gli attici più ambiti del centro storico stanno registrando prezzi stellari: gli attici oltre 600 metri quadri con piscina, palestra e portineria partono ormai da 8 a 10 milioni di euro. Anche gli affitti di fascia alta sono cresciuti di oltre 14% negli ultimi cinque anni, più del doppio rispetto a Roma (+7%). Nel quadrilatero della moda sono arrivati a sfiorare i 40mila euro al metro quadro, dato diciotto volte più elevato di quello della media del resto del Paese.

A parte i picchi delle abitazioni top, il prezzo medio delle abitazioni a Milano viene misurato in circa 5.000 euro al metro quadro, mentre a Londra si parla di un prezzo mdio di 12.000 sterline, circa 14.000 euro al metro quadro.

Poi è scoppiato l’amore per la “dolce vita” italiana

Ma non si è trattato solo di agevolazioni fiscali e di spostamenti di soli uffici: i dirigenti delle aziende una volta atterrati a Malpensa hanno poi iniziato a soprire l’altra faccia di Milano, apprezzandone la qualità della vita della città: “in due ore si può raggiungere Portofino; in 45 minuti si può pranzare sulla terrazza di Villa d’Este sul Lago di Como; e in tre ore si può raggiungere St. Moritz” riporta il Financial Time.

Il rovescio della medaglia è per alcuni milanesi

L’arrivo di grandi ricchezze ha costretto alcuni milanesi a spostarsi dai quartieri più richiesti alle periferie. Ciò ha provocato l’insorgere di alcuni comitati cittadini, mentre a complicare lo scenario è arrivata un’inchiesta della magistratura su un presunto sistema di tangenti legato alla riqualificazione urbana.

Il Financial Times segnala inoltre la proliferazione di club privati “all’inglese”, come Casa Cipriani e la prossima Soho House, percepiti come estranei allo stile di vita e al modo di fare business “all’italiana”. Un banchiere intervistato dal quotidiano sottolinea che questi luoghi sono frequentati quasi esclusivamente da manager del private equity e banker stranieri. Lo stesso osserva come gli stipendi “londinesi” dei nuovi arrivati stiano creando squilibri all’interno degli uffici milanesi.

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