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Lufthansa torna a volare: primo utile dopo il Covid

La compagnia tedesca salvata con i soldi pubblici l’anno scorso ora riprende quota, segnando il ritorno al profitto: il titolo vola in borsa con un’apertura a +4%. A trainare la crescita l’incremento dei viaggi e record per divisione cargo

Lufthansa torna a volare: primo utile dopo il Covid

Lufthansa spicca il volo e incassa il primo utile operativo da quando è scoppiata la pandemia. La compagnia tedesca ha battuto tutte le aspettative sulla trimestrale, registrando un utile operativo di 17 milioni di euro contro una perdita di 1,3 miliardi di euro dell’anno precedente e contro il rosso di 33 milioni atteso dagli analisti. I ricavi sono quasi raddoppiati a 5,2 miliardi, un po’ sotto le previsioni di 5,5 miliardi di euro. Le prospettive tornano a essere ottimistiche per il comparto aereo. In questo contesto, le azioni Lufthansa scambiano a 6,17 euro con un rialzo di oltre il 4% alle ore 10.

Un risultato ottenuto grazie all’allentamento delle restrizioni ai viaggi per effetto della crisi pandemica e alla forte domanda durante la stagione estiva. Le prenotazioni sono tornate quasi ai livelli pre-crisi, ha affermato Lufthansa, con forti vendite nelle classi premium. Poi il boom della domanda nelle ultime settimane, con un incremento delle prenotazioni del 51% grazie all’apertura dei confini degli Usa ai viaggiatori europei da lunedì 8 novembre.



Nel quarto trimestre il gruppo prevede che gli utili rimarranno positivi, con una perdita per l’intero anno inferiore al livello dello scorso anno. Ma non solo l’impennata dei viaggi transatlantici ha spinto alla ripresa, anche l’attività cargo di Lufthansa ha aiutato a registrare guadagni record di 301 milioni di euro per il trimestre.

Inoltre, il gruppo aereo ha sottolineato di avere completato un aumento di capitale di oltre 2 miliardi di euro, con cui intende rimborsare il prestito ottenuto dal governo di Berlino nell’estate del 2020, per fronteggiare la crisi pandemica.

In quest’ottica, Lufthansa ha deciso di tagliare circa 30mila posti per risparmiare 3,5 miliardi di euro, passando da 138mila a 107mila dipendenti a livello globale con l’obiettivo di “assicurare l’occupazione di lungo termine di oltre 100mila persone” nel gruppo.

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