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Le Borse guardano al G20. Caso Deutsche Bank a Francoforte

Salvini assicura che il deficit-Pil italiano non scenderà sotto il 2,2%, confermando così il braccio di ferro con l’Europa – Correzione del dollaro dopo le parole di Powell, ma i mercati aspettano soprattutto l’incontro Trump-Xi Jinping – A Piazza Affari in evidenza Luxottica, Prysmian e Stm – Bene anche Ferrari

Le Borse guardano al G20. Caso Deutsche Bank a Francoforte

L’Italia non sta trattando con la Commissione europea in vista di una riduzione del deficit/Pil 2019 al di sotto del 2,2%. Lo ha assicurato il vicepremier leghista, Matteo Salvini, all’indomani dell’intervista con cui il vicepresidente dell’Esecutivo comunitario, Valdis Dombrovskis, ha avvisato l’Italia che un’eventuale correzione dal 2,4 al 2,2% non basterebbe a disinnescare la procedura d’infrazione europea.

Per il momento le nuove schermaglie Roma-Bruxelles non spaventano gli investitori. A metà seduta la Borsa di Milano viaggia poco sotto la parità (-0,1%) e lo spread si raffredda ancora, a 291 punti base. Positive invece Francoforte (+0,3%) e Parigi (+0,6%). Piatta Madrid. Fuori dall’Eurozona, Londra +0,7%, nonostante i timori legati all’eventualità di una Brexit incontrollata.

Sul fronte valutario – dopo le parole del numero uno della Fed, Jerome Powellil dollaro ha avviato una brusca correzione, arrivando a sfiorare quota 1,14 nei confronti dell’euro, per poi tornare a 1,136. In calo anche il cambio fra biglietto verde e yen, a 113,3.

Il focus dei mercati si sposta ora sul G20 che prenderà il via domani in Argentina. L’attenzione si concentra soprattutto sull’incontro fra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, che dovrebbero tentare un avvicinamento sulle questioni commerciali.

Intanto, a metà seduta sul Ftse Mib brilla Luxottica (+2,5%), che mette a segno una delle migliori performance del listino. L’ondata di acquisti arriva in scia alla chiusura dell’Ops lanciata da EssilorLuxottica sul gruppo italiano, che dirà addio alla Borsa di Milano entro il primo trimestre del 2019.

Il miglior titolo è però quello di Prysmian, arrivato a rimbalzare di quasi il 5% dopo aver toccato nel corso della seduta di ieri i minimi da gennaio 2015, a 15,315 euro. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, le raccomandazioni su Prysmian si suddividono in 14 buy, 2 hold e 1 sell, con prezzo obiettivo medio sui 12 mesi a 24,05 euro, che implica un potenziale upside di circa il 50% rispetto alla quotazione attuale.

Il secondo rialzo più consistente è quello di Stm, che guadagna il 3% (+2,7% il settore dei chip) in scia alla seduta positiva del Nasdaq e soprattutto di Apple (+3,8%). Il colosso di Cupertino è il primo cliente dell’azienda italofrancese, che deve alla Mela circa il 10% del proprio fatturato.

Fra i titoli migliori c’è anche Ferrari, che – dopo aver toccato i minimi da inizio gennaio – prosegue il recupero avviato ieri (+1,1%) risalendo di un altro 2%.

Positiva Fca (+0,4%) nel giorno dell’incontro con le organizzazioni sindacali per la presentazione delle missioni produttive degli stabilimenti italiani.

Sul versante dei ribassi, deboli le banche (Unicredit -1,3%, Intesa -1,2%, Banco Bpm -0,6%, Ubi -0,7%) e Unipolsai (-1,7%). Limita i danni Eni (-0,3%) nonostante JP Morgan abbia tagliato il target price da 16 a 13,50 euro.

Fra le notizie finanziarie che non riguardano Piazza Affari, spicca alla Borsa di Francoforte il crollo di Deutsche Bank (-2,85%), in coda al Dax 30 dopo che il tribunale tedesco ha ordinato perquisizioni in sei locali del gruppo. L’indagine riguarda almeno due dipendenti della Banca che avrebbero aiutato i clienti a creare società in paradisi fiscali per riciclare denaro.

Per quanto riguarda le materie prime, l’oro si riporta in zona 1.230 dollari l’oncia grazie all’indebolimento del dollaro, mentre il petrolio continua ad arretrare dopo gli ultimi dati sull’aumento delle scorte (Wti a 49,9 dollari il barile, Brent a 58,5).

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