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La Bce spinge solo Piazza Affari: volano Popolari e Fca

L’invarianza dei tassi e soprattutto del Qe e, ancor di più, la conferma di Draghi che il debito pubblico italiano è sostenibile dà slancio alle banche e alla Borsa di Milano – Ubi superstar (+7,33%) ma brillano anche Bper, Banco Bpm e Fca – Vendite su Yoox, Luxottica, Prysmian e Banca Mediolanun – Contrastati i listini europei e americani.

La Bce spinge solo Piazza Affari: volano Popolari e Fca

Forse è una colomba, ma vola sempre alto. Mario Draghi ribadisce la linea della Bce e senza cedimenti difende l’euro e la politica monetaria della Ue: tassi invariati e termini inalterati del Qe con acquisti fino a dicembre 2017 o anche oltre se necessario. E sottolinea: “Non vediamo alcun Paese nell’area dell’euro con un debito pubblico insostenibile”.

Le parole del governatore scaldano Milano, che chiude +0,69%, con le banche e Fiat grandi protagoniste. Titolo migliore è Ubi, +7,33%; ma anche Fca oggi parte alla riscossa e, dopo la batosta del presunto dieselgate, finisce la seduta a +4,81%.

Decisamente più fredde le altre piazze europee: Francoforte e Madrid, galleggiano intorno alla parità, rispettivamente a -0,02% e -0,08%. Parigi si ferma a -0,25% e Londra arretra dello 0,54%, con la sterlina in rialzo. 

Avvio contrastato per Wall Street, dove i tre principali listini virano compatti in rosso a metà giornata. Cresce l’attesa per il giuramento del nuovo presidente Donald Trump e il discorso di domani. Il T-Bond intanto sale di altri quattro punti base al 2,47% dopo averne guadagnati dieci ieri, con le parole del presidente della Fed, Janet Yellen, che vuole procedere velocemente a un ulteriore rialzo dei tassi, anche per contrastare la continua ma incessante crescita dell’inflazione negli Stati Uniti. La crescita dei prezzi nell’Eurozona non è invece altrettanto decisa secondo Draghi. Non bastano le fiammate del petrolio per accendere i motori e perché la banca centrale cambi rotta, è necessario piuttosto che l’inflazione si avvicini in modo durevole all’obiettivo (2%) e si sostenga da sola.

Tornando al Ftse Mib: oltre a Ubi, oggi festeggia Bper, +5,41%, che i rumors stimano sempre più vicina a Cariferrara e in procinto di presentare un’offerta entro fine gennaio. In ambito popolari brinda Banco Bpm, +4,2%. Performance positive  per Intesa San Paolo +1,82% e Unicredit +1,11%. Per il ministro Pier Carlo Padoan la situazione problematica bancaria “sta finendo e c’è una buona notizia perché Unicredit ha lanciato un’importante operazione di ricapitalizzazione che è stata ben accolta dal mercato”. Per gli Npl inoltre la situazione “sta iniziando a cambiare, stanno cominciando a scendere”.

Si tratta di un capitolo fondamentale per Draghi: le  riforme per  “migliorare la soluzione del problema degli Npl bancari sono fra le priorità” assieme al “rafforzamento delle iniziative di investimento già in corso e ai progressi sull’unione del mercato dei capitali”. In controtendenza sul listino Banca Mediolanum: -1,27%.

Fra i bancari resta ancora sospesa Mps che dovrebbe restare quotata secondo il presidente della Consob Giuseppe Vegas, anche dopo la nazionalizzazione. La riammissione in Borsa però, non potrà essere immediata, ma concretizzarsi solo  dopo il piano di ristrutturazione. Altri titoli da segnalare: Generali, in ripresa a +1,25%. Bene Moncler +1,99%. Vendite invece su Luxottica, -2,75% e Prysmian -1,48%. Profondo rosso per Yoox, -5,05%.

Sul fronte cambi, dopo qualche altalena, l’euro arretra di poco sul dollaro: -0,05%, scambiato a 1,06291. Brent in crescita: +0,70%, 54,3 dollari al barile, mentre l’oro scende sotto 1200 dollari l’oncia, 1199,07 – 0,38%.

Sul secondario italiano: sale il tasso del decennale a 1,98%, (dopo aver superato anche il 2%) e lo spread col bund tedesco si porta a 160.30 punti base, in crescita dell’1,52%.

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