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Imu, Irap e taglio al debito: il programma del centrodestra

PROGRAMMI ELETTORALI – Due i provvedimenti centrali nelle intenzioni del centrodestra: l’abolizione dell’Imu sulla prima casa (con restituzione di quella versata nel 2012) e il piano shock sul debito – Irap da azzerare in cinque anni – Detassazione dei contratti a tempo indeterminato – Tagli alla spesa.

Imu, Irap e taglio al debito: il programma del centrodestra

Abolizione dell’Imu sulla prima casa e rimborso di quella versata nel 2012. Azzeramento dell’Irap in cinque anni e mantenimento di almeno il 75% del gettito erariale nelle regioni che lo hanno prodotto. Piano shock sul debito pubblico per ridurlo in rapporto al Pil dall’attuale 126% al 100% entro fine legislatura. Apertura al mercato di settori come scuola, università, poste, energia e servizi pubblici locali. Detassazione sui contratti a tempo indeterminato per i primi cinque anni del rapporto di lavoro. Sono queste le linee guida del programma elettorale di centrodestra, almeno per quanto riguarda il versante economico (capitoli a parte quelli dedicati alle riforme delle istituzioni e della giustizia). 

In attesa delle elezioni del 24 e 25 febbraio, vediamo più nel dettaglio quali sono le proposte avanzate dalla coalizione guidata dal binomio Pdl-Lega, di cui fanno parte anche La Destra, Fratelli d’Italia, Grande Sud, Mpa, Mir, Pensionati e Liberi da Equitalia. 

FISCO 

La misura principale fra quelle annunciate dal centrodestra in campagna elettorale è certamente l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, che Silvio Berlusconi ha detto più volte di ritenere “sacra”. Non solo: il Pdl intende anche restituire agli italiani i soldi pagati l’anno scorso per l’imposta sull’abitazione principale.

“Le famiglie italiane saranno rimborsate, sarà un risarcimento ad un’ imposizione sbagliata – ha annunciato Berlusconi -. Sarò io, come ministro dell’Economia, a restituire agli italiani i soldi dell’Imu, l’imposta che ha dato il via a questa crisi. Non possono essere messe tasse sulla prima casa, che rappresenta una sicurezza per le famiglie”. Il rimborso avverrà “sul conto corrente, oppure, specie per i pensionati, in contanti, attraverso gli sportelli delle poste”. 

I cinque miliardi necessari all’operazione saranno recuperati “chiudendo l’accordo con la Svizzera per la tassazione delle attività finanziarie detenute in quel Paese da cittadini italiani. Il gettito è una tantum di 25-30 miliardi, e poi 5 miliardi l’anno”, ha detto ancora il Cavaliere. 

Ma non è finita: Berlusconi sostiene di poter eliminare nel giro di cinque anni “l’Irap, imposta che pesa sulle imprese, un’imposta odiosa che deve essere pagata dalle aziende anche se non chiudono i bilanci in utile. Poi non ci sarà alcun aumento dell’Iva e ovviamente nessuna patrimoniale”. Il tutto sarà realizzato con un “aumento delle accise su giochi, scommesse, lotto e tabacchi”.

Queste misure dovrebbero arrivare nel quadro generale di una riduzione della pressione fiscale pari ad un punto l’anno per i prossimi cinque anni. In agenda anche un taglio del 3% annuo delle tax expenditures. I finanziamenti arriveranno anche da una parte delle operazioni programmate per abbattere il debito.

Su pressione della Lega, inoltre, il programma prevede che almeno il 75% del gettito tributario prodotto nelle singole regioni rimanga a disposizione del territorio da cui proviene. 

Altre misure fiscali prevedono la detassazione degli utili reinvestiti in azienda, il concordato fiscale preventivo, la riduzione dei poteri di Equitalia, la revisione del redditometro, la compensazione tra crediti verso la PA e debiti fiscali e la generale semplificazione degli adempimenti fiscali delle Pmi, degli artigiani e dei lavoratori autonomi, senza struttura o con struttura di piccole dimensioni. Infine, il Cavaliere ha annunciato che “il condono tombale si potrà fare solo dopo una profonda riforma del sistema fiscale”.

PAREGGIO DI BILANCIO E DEBITO PUBBLICO 

Il Pdl sostiene che il pareggio di bilancio vada perseguito “in tempi possibili” (anche se l’accordo con l’Europa per fissare la scadenza nel 2013 fu siglato dall’ultimo governo Berlusconi), con parametri sostenibili e senza interventi recessivi. 

In tema di conti pubblici, il cavallo di battaglia del centrodestra è certamente il piano shock sul debito dello Stato. L’ambizione è ridurre il rapporto debito-Pil dall’attuale 126% al 100% entro il termine della prossima legislatura. Gli strumenti da utilizzare saranno le dismissioni immobiliari, una serie d’interventi sulle concessioni governative e un nuovo accorda con la Svizzera per il rientro dei capitali. 

Il Pdl si impegna inoltre ad abolire il finanziamento pubblico ai partiti, nell’ambito di un dimezzamento complessivo dei costi della politica. In generale, l’obiettivo è tagliare la spesa pubblica per ottenere un risparmio di almeno 16 miliardi l’anno.  

CRESCITA 

Il centrodestra intende combattere le politiche d’austerità imposte dall’Europa, rilanciando quindi le politiche per la crescita, soprattutto grazie alle risorse recuperate con il piano sul debito pubblico. Quanto alle imprese, oltre alla riduzione delle tasse (con la cancellazione dell’Irap entro fine legislatura), l’obiettivo è abolire i trasferimenti trasformandoli in credito d’imposta. 

Il Pdl punta inoltre a utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti per finanziare l’innovazione e garantire i crediti alle esportazioni. Prevista anche l’apertura al mercato di settori come scuola, università, poste, energia e servizi pubblici locali.

LAVORO 

Come la coalizione di centrosinistra, anche il fronte capitanato dal Cavaliere vuole correggere la riforma del lavoro targata Elsa Fornero, ma in senso diametralmente opposto: secondo il centrodestra l’ultimo provvedimento avrebbe mantenuto troppo bassa la flessibilità in uscita. 

La proposta principale per incrementare l’occupazione giovanile prevede di azzerare tasse e contributi previdenziali per i primi cinque anni del rapporto di lavoro nel caso di assunzione a tempo indeterminato. In agenda anche vantaggi fiscali triennali per gli imprenditori under 35 e la detassazione del salario di produttività.

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