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G20 Roma, accordo su vaccini e global tax. Sul clima si tratta

La prima giornata del vertice G20 a Roma si è conclusa con la ratifica dell’accordo sulla Global Tax e sull’estensione della campagna di vaccinazione globale. Il vero scoglio restano gli impegni sul clima

G20 Roma, accordo su vaccini e global tax. Sul clima si tratta

Cambiamento climatico e sviluppo sostenibile sono al centro della seconda giornata del G20 a Roma. E la strada per un accordo dei 20 leader mondiali, a giudicare dalle premesse, è tutta in salita. Le bozze circolate sul documento finale del vertice G20 non lasciano spazio ad ottimismi sulla possibilità di fissare impegni stringenti verso il mantenimento degli obiettivi di Parigi: contenere il surriscaldamento climatico entro 1,5 gradi entro il 2050 e decarbonizzare il pianeta per quella stessa data. Tuttavia, fonti di Palazzo Chigi assicurano che gli sherpa del summit – i tecnici delle venti delegazioni – hanno lavorato tutta la notte e che l’Italia è determinata a trattare fino all’ultimo per raggiungere un accordo che indichi un percorso chiaro e offra una base per il Cop26 che si apre in UK domani, 1 novembre. La prima giornata del summitG20 a Roma ha intanto ottenuto dei successi sul tema dei vaccini e sulla global tax nei confronti delle grandi multinazionali.

G20 ROMA: VACCINI E GLOBAL TAX

Nel corso del G20 è stato espresso un “ampio e trasversale” sostegno all’accordo raggiunto nei lavori del vertice sulla tassazione minima globale, hanno lasciato trapelare fonti diplomatiche, a margine dei lavori. E’ già un importante successo del summit a presidenza italiana: il G20 dove confermare, nel documento finale, l’accordo raggiunto in sede Ocse la scorsa estate.



L’altro argomento forte riguarda la ripresa economica e la vaccinazione anti-Covid19: “Per conseguire pienamente l’obiettivo di una vera ed equa ripresa, tutti i leader hanno sostenuto che è necessario abbattere le diseguaglianze fra Paesi ad alto e basso reddito nella disponibilità e nella distribuzione dei vaccini”, hanno spiegato le fonti del vertice, dopo la prima sessione di lavoro del G20. L’obiettivo posto dall’Oms prevede di vaccinare almeno il 40% della popolazione globale entro il 2021 e almeno il 70% della popolazione globale entro il 2022. L’obiettivo è stato annunciato dal presidente Mario Draghi nel suo discorso introduttivo “ed è stato condiviso da tutti i leader”.

“La Francia ha già donato 67 milioni di dosi di vaccini contro il Covid hai Paesi più vulnerabili, entro metà del 2022 arriveremo a 120 milioni”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel suo intervento al vertice del G20. “Partner del G20, aumentiamo gli sforzi – è stato l’appello di Macron – Solidarietà, trasparenza e produzione comune: solo insieme sconfiggeremo il virus”.

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto di rendere lo sviluppo globale “più equo, efficace e inclusivo per garantire che nessun Paese sia lasciato indietro”. E secondo i media ufficiali cinesi Xi ha proposto un’iniziativa di cooperazione globale sui vaccini, ricordando che Pechino ha fornito alla comunità internazionale 1,6 miliardi di dosi.

Vladimir Putin ha invitato il G20, intervenendo in video conferenza, a lavorare sul riconoscimento reciproco dei certificati di vaccinazione.

G20 ROMA: CLIMA E SVILUPPO SOSTENIBILE

“Rimaniamo impegnati nell’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5” con “azioni significative ed efficaci” dei Paesi. Nella bozza, anticipata da Reuters, non si menziona però la necessità di “azioni immediate” e non c’è un riferimento all’obiettivo di emissioni zero entro il 2050 salvo un generico “entro la metà del secolo”. Ma fonti di palazzo Chigi precisano: “Le bozze finora trapelate sono versioni preliminari: gli sherpa sono al lavoro e continueranno per tutta la notte la loro sessione”. Ad aggiungere ulteriore motore alle discussioni dei 20 leader sarebbe inoltre il tentativo, promosso da Italia e Uk, di aumentare il Fondo per il clima, destinato a sostenere i Paesi in via di sviluppo verso il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Italia e Gran Bretagna vorrebbero alzare da 100 a 150 miliardi la dotazione del Fondo a cui partecipa anche il Fondo monetario internazionale.

Sulla via di un’intesa, però, pesa la posizione della Cina, restia ad accettare impegni stringenti e la data del 2050 (Pechino vorrebbe allungare al 2060 i propri impegni).

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