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Filippine a caccia di investimenti da Taiwan

Le Filippine bussano alle porte di Taiwan chiedendo nuovi investimenti, in particolare nel settore agricolo.

Filippine a caccia di investimenti da Taiwan

Le Filippine bussano alle porte di Taiwan chiedendo nuovi investimenti, in particolare nel settore agricolo. “Taiwan ha molte imprese specializzate nella lavorazione degli alimenti,” ha detto Lilia de Lima, direttore generale della Philippine Economic Zone Authority (PEZA), “sono aziende moderne e tecnologicamente avanzate, e sarebbero le benvenute nei tanti parchi agricoli e industriali istituiti nella PEZA”. La presenza taiwanese nella PEZA è già consistente: a tutt’oggi infatti sono 63 le imprese taiwanesi che operano nelle aree economiche sotto il controllo delle autorità filippine. La maggior parte di queste aziende è attiva nei campi della tecnologia clinica, dell’abbigliamento, dell’elettronica e della lavorazione della gomma e delle materie plastiche. Lilia de Lima si è detta anche favorevole alla stipula di un accordo economico tra il proprio Paese e Taiwan. Il primo passo sulla strada verso questo accordo potrebbe essere proprio l’ingresso nelle Filippine di un flusso di nuovi investimenti proveniente da Taiwan.

La De Lima, che da 19 anni, come direttore della PEZA, viaggia da un Paese all’altro in cerca di capitali freschi per l’economia filippina, ha già ottenuto importanti investimenti dalla Corea del Sud e ora, dopo una serie di incontri preparatori, si prepara a partire per Taiwan in vista dell’accordo conclusivo. Nuove possibilità di crescita offre inoltre alle Filippine il mercato unico dei Paesi dell’ASEAN, che sarà varato alla fine del 2015. “Con l’instaurazione dell’ASEAN Economic Commuty” dice ancora Lilia De Lima “le aziende straniere potranno utilizzare le Filippine come base per l’ingresso nel mercato del Sudest asiatico”. Le Filippine – sottolinea il direttore della PEZA – possono far valere le proprie ingenti risorse umane. I lavoratori filippini rappresentano infatti un grande vantaggio competitivo: conoscono bene l’inglese, possono essere facilmente formati, sono disposti a spostarsi e, avendo un’età media bassa, hanno davanti molti anni di attività produttiva.



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