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Espresso: aumento da 80 milioni per fusione con La Stampa

Quanto ai conti annuali, L’Espresso archivia il 2016 con un utile netto di 10,4 milioni, in calo rispetto ai 17 milioni dell’anno prima – Nessun dividendo in arrivo

Espresso: aumento da 80 milioni per fusione con La Stampa

L’Espresso annuncia un aumento di capitale da quasi 80 milioni di euro per finanziare la fusione con La Stampa. Lo rende noto il gruppo editoriale dopo il consiglio di amministrazione sul bilancio annuale, spiegando che il Cda “ha deciso di sottoporre all’assemblea degli azionisti la proposta di aumento del capitale sociale, da liberarsi mediante il conferimento in natura, da parte di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Ital Press Holding, di partecipazioni azionarie rappresentative complessivamente dell’intero capitale sociale di Italiana Editrice (Itedi)”, che edita La Stampa.

L’entità complessiva dell’aumento “è stata determinata in 79,969 milioni” e l’operazione sarà eseguita mediante l’emissione di 96.651.191 nuove azioni ordinarie del gruppo Espresso, ciascuna del valore nominale di 0,15 euro, di cui 74.421.417 saranno assegnate a Fca e 22.229.774 saranno assegnate a Ital Press. Al perfezionamento dell’operazione, la holding Cir deterrà il 43,40% del capitale del gruppo Espresso, mentre Fca ne deterrà il 14,63% e Ital Press il 4,37%.



L’aumento di capitale, sottolinea L’Espresso, “costituisce la modalità attuativa del progetto di integrazione delle attività del gruppo con le attività di Itedi”. Il perfezionamento dell’integrazione, “che è soggetta all’autorizzazione delle autorità competenti e al verificarsi delle condizioni sospensive tipiche per operazioni di questa tipologia (quali l’ottenimento delle autorizzazioni societarie), è previsto per il primo semestre del 2017”.

Quanto ai conti annuali, L’Espresso archivia il 2016 con un utile netto di 10,4 milioni, in calo rispetto ai 17 milioni dell’anno prima. La flessione del risultato netto è legata alla plusvalenza realizzata nel 2015 con la vendita del canale Deejay Tv. I ricavi del 2016 invece sono stati pari a 585,5 milioni, in diminuzione del 3,2%.

Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea dei soci, convocata per il 27 aprile, “di non distribuire alcun dividendo e di destinare l’utile alla riserva utili a nuovo, avendo la riserva legale già raggiunto il 20% del capitale sociale”.

Il perfezionamento dell’integrazione, “che è soggetta all’autorizzazione delle autorità competenti e al verificarsi delle condizioni sospensive tipiche per operazioni di questa tipologia (quali l’ottenimento delle autorizzazioni societarie), è previsto per il primo semestre del 2017”.

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