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Enel cede Porto Tolle e sale in Enel Americas

Sul Delta del Po sorgerà un innovativo villaggio turistico di Human Company che investirà 60 milioni – Il gruppo prosegue nella crescita in Sud America e sale nel capitale della controllata cilena

Enel cede Porto Tolle e sale in Enel Americas

Enel lascia l’ex centrale elettrica di Porto Tolle che si trasformerà in un villaggio turistico di lusso e orientato all’ambiente. Dall’Italia al Sud America: il gruppo ha annunciato venerdì che è procederà ad un aumento di capitale per salire fino ad un ulteriore 5% – dall’attuale 56,8% – nel capitale di Enel Americas, la cassaforte in cui sono contrate le attività nel continente sud-americano

Proprio mentre veniva diffuso il comunicato su Enel Americas, l’Ad Francesco Starace si trovava a Venezia per annunciare il nuovo destino dell’ex centrale di Porto Tolle, inserita insieme ad altre 22 centrali fuori produzione, nel progetto Futur-E che prevede la loro riconversione ad altri usi. L’ex centrale, collocata sul Delta del Po, sarà convertita in un villaggio turistico in grado di accogliere fino a 8mila turisti al giorno. La nuova struttura sorgerà al centro di un’area di 110 ettari, di cui 20 ad area boschiva.

Il progetto Delta Farm – così si chiama al momento l’iniziativa – sarà realizzato da Marco Galletti – Ad di Human Company, la società che ha acquistato i terreni da Enel – anche lui a Venezia per illustrare il progetto insieme al governatore del Veneto Zaia.

Le mosse di Enel si inquadrano nel contesto della transizione energetica in corso e delle nuove sfide che apre. “La crescita di domanda elettrica sarà modesta, semmai la sfida sarà rendere più efficiente e flessibile la rete”, ha dichiarato Francesco Starace. “I target di efficienza del Governo – ha proseguito – prevedono che, se entreranno in circolo il sistema solare e quello eolico, ci sarà una necessità di maggiore flessibilità, più che capacità addizionale”. Quindi Starace ha annunciato che “le centrali di La Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi passeranno da carbone a turbine a gas”. 

Il costo dell’investimento a Porto Tolle va diviso in due capitoli: 60 milioni a carico di Human Company per il nuovo insediamento turistico, 30 milioni a carico di Enel per le opere di bonifica. Il villaggio “coniugherà biodiversità ed eccellenze locali con aree ricettive destinate alle diverse tipologie di ospitalità open air, dalle piazzole alle case mobili di ultima generazione. Tra le principali attrazioni un polo sportivo multifunzionale, con un’area per gli sport acquatici, e spazi dedicati al benessere attraverso percorsi di attività, esperienze sensoriali e allenamenti rigeneranti”. “Noi italiani siamo imbattibili con testa e cuore, questo progetto sarà straordinario come mai visto prima. Rispetteremo l’ambiente al 100%, cureremo l’aspetto naturalistico e quello di risparmio energetico”, ha annunciato con entusiasmo Claudio Cardini, presidente del gruppo Human Company. L’oasi turistica dovrebbe aprire ai turisti nel 2023.

Venendo invece all’America Latina, Enel prevede di aumentare fino a un massimo del 5% la propria partecipazione nella controllata quotata cilena Enel Américas, dall’attuale 56,8%. Per raggiungere l’obiettivo il gruppo ha stipulato due nuovi contratti di Share Swap con un istituto finanziario per acquisire, entro il terzo trimestre del 2020, ulteriori azioni ordinarie e American Depositary Shares (“ADS”) di Enel Américas. 

Il numero di azioni ordinarie e di ADS di Enel Américas effettivamente acquistate da Enel in base alle Operazioni di Share Swap dipenderà dalla capacità dell’istituto finanziario che agisce quale controparte di effettuare le previste coperture nell’ambito delle Operazioni stesse, anche acquistando ed esercitando i diritti di opzione relativi all’aumento di capitale deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti di Enel Américas tenutasi il 30 aprile 2019. Transazioni che – sottolinea il comunicato del gruppo – risultano in linea con il Piano strategico 2019-2021 del Gruppo Enel presentato ai mercati.

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