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Borse oggi in attesa del dato chiave sull’inflazione Usa che potrebbe convincere Powell a tagliare i tassi

Wall Street si convince che la spesa per l’Intelligenza artificiale è giustificata e vola a nuovi massimi condizionando positivamente le borse cinesi. Le borse europee invece attese aprire in lieve calo. Sotto la lente a Piazza Affari Unicredit, Mps e Brunello Cucinelli

Borse oggi in attesa del dato chiave sull’inflazione Usa che potrebbe convincere Powell a tagliare i tassi

La volatilità, che ha dominato i mercati tutta la settimana, non si quieterà nemmeno nell’ultima seduta: dopo essere stati percossi dalle minacce all’indipendenza della Fed e dai risultati di Nvidia, oggi a shakerare i listini potrebbe essere un indicatore chiave sull’inflazione, il Pce, il preferito della Federal Reserve che, in base ad esso potrebbe decidere di tagliare i tassi alla prossima riunione del Fomc di metà settembre. Anche su questa speranza Wall Street ha chiuso ieri segnando nuovi record, con i titoli legati all’Intelligenza Artificiale che hanno fatto da traino. Le borse asiatiche si sono lasciate trainare da questo slancio positivo, mentre molto più tiepide appaiono le borse europee in vista dell’apertura.

Riuscirà il Pce a convincere la Fed a tagliare i tassi?

La preoccupazione delle banche centrali, si sa, è in primo luogo la pressione inflattiva e Jerome Powell ha a che fare con un presidente che, con le sue minacce commerciali, non gli ha certo spianato la strada: il timore è che l’imposizione dei dazi, che in certi annunci sembravano poter essere a 3 cifre percentuali, produca un rialzo dei prezzi al consumo interni, portando a un rallentamento dell’economia e a una perdita dei posti di lavoro.

Ora che grosso modo Trump ha stabilito accordi con i singoli partner commerciali il panorama deve essersi schiarito davanti a JPow. Ma la prova del fuoco ci sarà oggi, con il dato chiave dell’inflazione ritenuto dalla Fed il più preciso. Si prevede che l‘indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) rimanga stabile allo 0,3% su base mensile, portando il tasso annuo al 2,9%. Resta tuttavia il dubbio che si possano rivelare prove che le comuque ingenti tariffe imposte da Trump si siano infiltrate anche nei prezzi della borsa della spesa degli statunitensi dopo che, a sorpresa, un rialzo dell’inflazione si era vista recentemente anche alla produzione aziendale. Qualsiasi segnale di aumento dell’inflazione potrebbe attenuare le aspettative di allentamento monetario in vista della riunione di politica monetaria della Fed di metà settembre. Secondo FedWatch del CME Group, gli operatori stimano una probabilità superiore all’80% di un taglio dei tassi di interesse il mese prossimo.

A mitigare le preoccupazioni relative al rallentamento dell’economia sono state ieri le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono state inferiori alle aspettative, mentre gli utili aziendali sono rimbalzati nel secondo trimestre. Inoltre si è vista la revisione al rialzo del Pil americano del secondo trimestre: in seconda lettura, il dato è stato migliorato da +3% a +3,3%, sopra le stime e arrivato dopo la contrazione dei primi tre mesi dell’anno. Ieri il governatore della Fed Christopher Waller ha detto di voler iniziare a tagliare i tassi il mese prossimo e di “aspettarsi” altri tagli successivamente fino a portare il tasso di riferimento della Fed più vicino a un livello neutrale.

Wall Street metabolizza i dati di Nvidia e chiude a nuovi massimi

I risultati di Nvidia, che avevano fatto perdere al titolo oltre il 3% nelle contrattazioni after hours di mercoledì, per gli investitori sul listino ufficiale, per quanto non stellari e rilevanti le incertezze dei rapporti commerciali con la Cina, hanno confermato che la spesa relativa alle infrastrutture di intelligenza artificiale in generale rimane solida.

Così l’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average, spinti anche dalla prospettiva di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed, hanno chiuso a livelli record. Le azioni di Nvidia hanno chiuso in calo dello 0,8%, ma gli altri pesi massimi dell’intelligenza artificiale hanno guadagnato terreno, con Alphabet di Google che ha chiuso in rialzo del 2%, Amazon dell’1% e il produttore di chip Broadcom in aumento di quasi il 3%. Snowflake, azienda di analisi dati, è balzata del 20% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi dei prodotti per l’anno fiscale 2026, citando la domanda di intelligenza artificiale. HP Inc è cresciuto del 4,6% dopo aver superato le stime di fatturato trimestrali grazie alla crescente domanda di computer personali basati sull’AI.

L’indice S&P 500 è salito dello 0,32% chiudendo la sessione a 6.501,86 punti, raggiungendo un massimo storico per il secondo giorno consecutivo e segnando il ventesimo nel corso del 2025. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,53% a 21.705,16 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,16% a 45.636,90 punti, superando il precedente massimo storico raggiunto il 22 agosto.

Shanghai e Shenzhen protagoniste del mese di agosto

All’indomani del , in Asia Pacifico sono ancora le borse della Cina a mettersi in luce. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen guadagna lo 0,7% a 4.487 punti, sui massimi dal marzo del 2022: il mese sta per chiudersi con un rialzo dell’8,1%.

Goldman Sachs ha alzato l’obiettivo a 12 mesi per l’indice CSI 300 a 4.900 punti, dal precedente 4.500. Al contrario, Morgan Stanley avverte che ci sono segnali di surriscaldamento del mercato. La borsa di Hong Kong sale, indice Hang Seng +0,6%: agosto si sta per chiudere con un calo dell’1,5%. Bilancio del mese più che positivo per il Taiex di Taipei, +5%.

In Giappone, l’indice Nikkei della borsa di Tokyo è in lieve calo, il mese invece, nonostante la zavorra del cambio sfavorevole, si sta per chiudere con una performance molto positiva, +5%. Lo yen è poco mosso su dollaro, in agosto, la valuta nipponica si è apprezzata di circa il 2,5% sulla controparte degli Stati Uniti.

Borsa di Seul in calo dello 0,4%, -1% il bilancio provvisorio da inizio agosto. L’azionario dell’India è sulla parità, -3,6% in agosto a seguito delle tensioni sui dazi con gli Stati Uniti.

Il petrolio è in calo dello 0,5% dopo due sedute consecutive di rialzo: il mese si sta per chiudere con un ribasso del 7% circa. L’oro tratta a 3.410 dollari l’oncia, a questi prezzi, agosto termina con un rialzo del 3,7%.

Borse europee attese in lieve calo. Sotto la lente a Piazza Affari Unicredit, Mps e Brunello Cucinelli

Le borse europee sono viste aprire in lieve calo in base alle indicazione del Future Euro Stoxx 50 Set 2025 a -0,23%. Oggi saranno pubblicati anche i dati preliminari sull’inflazione di Francia e Germania.

La Commissione europea ha presentato due proposte che aprono la strada all’attuazione della dichiarazione congiunta tra Ue e Usa del 21 agosto 2025. Queste proposte garantiscono un alleggerimento dei dazi da parte degli Stati Uniti per il settore automobilistico dell’Ue, con effetto retroattivo a partire dal primo agosto.

Società quotate. Secondo le indiscrezioni riportate oggi sulla stampa italiana, la potenziale tassa sui buy back potrebbe ammontare al 2/3% del valore delle azioni ricomprate.

Brunello Cucinelli ha chiuso il semestre con un utile netto di 76,7 milioni, in rialzo di 16% sullo stesso periodo del 2024, ricavi pari a 684,1 milioni (+10,2% a cambi correnti, +10,7% a cambi costanti) e un Ebit di 113,8 milioni, in aumento di 8,8%.

Banca Monte Paschi. Le adesioni all’offerta su Mediobanca da parte degli azionisti di Mps, dicono gli aggiornamenti a cura di Borsa Italiana, risultano salite al 27,06% dei titoli oggetto dell’Ops. Lo scorso 18 agosto erano al 19,4168%.

Stellantis ha firmato un accordo con i sindacati per prorogare di cinque mesi il regime di riduzione dell’orario di lavoro per i dipendenti dello storico stabilimento di Mirafiori.

Unicredit ha sottoscritto ulteriori strumenti finanziari relativi ad azioni della greca Alpha Bank ACBr.AT pari a circa 5%, portando la propria partecipazione aggregata intorno a 26%. La mossa avrà un impatto di circa 65 punti base sul Cet1.

Banca Ifis. Termina procedura per l’obbligo di acquisto azioni residue OPAS su illimity Bank

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