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Borse e banche in altalena: Piazza Affari in leggero calo (-0,2%)

Alta volatilità su tutti i mercati finanziari – A Piazza Affari rimbalzano Saipem, Unicredit, Banco Popolare, Tenaris, Poste e Anima – Forti perdite dei titoli assicurativi ma anche di Snam e Mps – Cairo non alza il prezzo dell’offerta per Rcs – Pioggia di trimestrali

Borse e banche in altalena: Piazza Affari in leggero calo (-0,2%)

Deludono i dati macro Usa, dalla Bank of England arriva un’altra riunione interlocutoria in attesa del referendum sulla Brexit mentre i mercati si interrogano sullo scenario economico dopo i deludenti dati sulla produzione industriale europea. In questo quadro le Borse europe chiudono in calo. Anche il Ftse Mib, dopo una giornata trascorsa per la maggior parte al rialzo grazie al tentativo di rimbalzo del comparto bancario, si arrende e sul finale scivola in territorio negativo, -0,26%, con le banche che chiudono contrastate, sorvegliate speciali sui mercati durante la stagione delle trimestrali in corso.

Le altre Borse segnano, in una giornata volatile, ribassi più marcati: Londra -0,95%, Parigi -0,54% e Francoforte -1,13%. Lo spread Btp-bund è sostanzialmente stabile a 142 punti base.

Oggi asta di Btp a 3,7 e 15 anni con rendimenti per queste due seconde scadenze in leggera risalita. Se il BTp a 3 anni ha visto il rendimento lordo scendere lievemente allo 0,04%), i BTp a 7 e 15 anni hanno registrato tassi in aumento, anche sensibile: il titolo a 7 anni è stato collocato per 2,722 miliardi a fronte di richieste per 3,73 miliardi, con un rendimento lordo dello 0,87%, in aumento di 6 punti base rispetto all’asta precedente; il titolo a 15 anni scadenza 2030 ha registrato un tasso lordo dell’1,90%, in aumento di 19 punti base.

In Europa è stato pubblicato il dato sulla produzione industriale che a marzo si è attestata a+0,8% su febbraio e in aumento dello 0,2% su base annua

Dalla Bank of England non è arrivata nessuna decisione: il tasso di interesse di riferimento è infatti rimasto invariato allo 0,50%, con il Quantitative Easing stabile a 375 miliardi di sterline. “Come atteso – ha commentato Davide Marone, analista valutario di Fxcm Italia – l’evento catalizzatore di quest’oggi rappresentato dalle comunicazioni in materia di politica monetaria da parte della Bank of England si è rivelato interlocutorio”.

Sui mercati ha pesato il dato sulle richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione che sono risultate ai massimi dall’ultimo anno e peggio delle stime. Allo stesso tempo il petrolio Wti viaggia in calo deldel’1,23% a 45,66 dollari al barile e il Brent dell’1,6% a 46,84 dollari. In intraday il greggio aveva imboccato la strada dei rialzi spinto dall’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia che parla di un ribilanciamento degli squilibri tra domanda e offerta.

A Wall Street gli indici perdono slancio. Sul Nasdaq pesa Apple che tocca nuovi minimi intraday di 52 settimane. Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,1389 dollari

A Piazza Affari contrastate le azioni delle banche, con Banco Popolare +1,6% che ha recuperato terreno, come a promessa sposa Bpm (+0,7%). Bene anche Unicredit +2,68% che chiude tra le migliori blue chip. Ubi, nel giorno della trimestrale, ha chiuso invariata dopo un rialzo intraday sopra l’1,5%, mentre Mps ha perso il 2,2%. Peggior titolo è però Generali che cede il 3,97% dopo i conti trimestrali che hanno evidenziato un utile in calo del 13,8%. Segue Snam che arretra del 3,03% dopo che i vertici dell’azienda hanno indicato che i margini di fine anno caleranno rispetto al 2015.

Colpito anche il lusso con Tod’s -8,36% a causa delle bocciature dei broker dopo i dati trimestrali e Safilo -4,33%, Ferragamo -1,25%. Moncler +0,89%.

In cima al Ftse Mib sale Anima +3,89% seguita da Saipem +3,80%. Fuori dal paniere principale sono invece volate le Fincantieri (+10,3%), dopo l’annuncio del ritorno all’utile.

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