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BORSE CHIUSURA 28 FEBBRAIO: l’Europa rallenta con Wall Street, Milano galleggia con le banche. Mps precipita

Saipem cresce dopo i conti ma Piazza Affari chiude il mese in frenata. Pesa la sensazione che la stretta monetaria per frenare l’inflazione sarà più lunga del previsto. L’uscita di Axa penalizza Mps. Tensioni sui titoli di Stato

BORSE CHIUSURA 28 FEBBRAIO: l’Europa rallenta con Wall Street, Milano galleggia con le banche. Mps precipita

L’inflazione sale in Francia e in Spagna e i listini europei sbandano, dopo i guadagni della vigilia, chiudendo una seduta contrastata, mentre Wall Street si muove incerta dopo un avvio stonato. La borsa statunitense si avvia a concludere febbraio in rosso.

Piazza Affari si conferma in salute, +0,12%, a 27.478 punti, grazie agli acquisti sulle banche. Brilla inoltre Saipem (+2,78%) dopo i conti. Fuori dal listino principale crolla però Monte Paschi (-8,07%) a seguito della cessione dell’8% del capitale da parte di Axa.

Le banche sono il punto di forza anche di Madrid, +0,87%, trascinata dal balzo del Santander (+4,95%) a seguito dell’aumento del pay out previsto dal nuovo piano triennale e all’avvio di un piano di riacquisto di azioni proprie.

I ribassi colpiscono in primo luogo Londra. -0,82% e quindi Amsterdam -0,54%, Parigi -0,38% e Francoforte -0,13%.

L’euro-dollaro è poco mosso, intorno a 1,06 contro, mentre rimbalza il petrolio, con Brent e Wti che si apprezzano di una percentuale intorno al 2%. È in calo il gas, a 46,48 euro al Mwh.

Tensioni sui titoli di Stato

L’andamento dell’inflazione pesa sui titoli di Stato, i cui rendimenti sono in rialzo.

Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata resta a 178 punti base con tassi indicati rispettivamente a +4,37% e +2,59%, con il titolo tedesco che in seduta ha toccato i massimi da oltre un decennio.

A innervosire l’obbligazionario del blocco sono i dati sull’inflazione francese e spagnola, salita a febbraio a Parigi al 7,2% dal 7% di gennaio e a Madrid al 6,1% dal 5,9%.

Secondo Mps Capital oggi il mercato prezza quasi 150 punti base di rialzo dei tassi Bce entro fine anno, “il che significherebbe un target rate al 4%”.

Salgono anche i tassi dei titoli inglesi, mentre la corsa dei prezzi dei beni alimentari in Gran Bretagna ha raggiunto il record del 17,1% nelle quattro settimane al 19 di febbraio.

I prezzi sono in calo e i rendimenti in crescita anche negli Usa, dove gli esperti di Bofa stimano che la Federal Reserve potrebbe aumentare i tassi di interesse fin quasi al 6%, poiché la forte domanda dei consumatori statunitensi e un mercato del lavoro teso costringeranno la banca centrale a combattere l’inflazione più a lungo. Una percentuale superiore al picco del 5,4% entro settembre stimato finora dai mercati. Secondo BofA, inoltre, l’economia a stelle e strisce entrerà in recessione entro il terzo trimestre 2023.

Oggi intanto è emerso che il deficit commerciale Usa, nella lettura preliminare, è aumentato a gennaio del 2% rispetto al mese precedente (91,5 miliardi contro attese a 90 miliardi).

Piazza Affari ai apprezza con i titoli finanziari

La top 10 del principale listino di Piazza Affari si compone oggi in gran parte di titoli finanziari, anche se la maglia rosa va a Saipem, premiata dopo i conti.

A intercettare gran parte degli acquisti sono stati Poste +2,04%, Generali +2,02%, Finecobank +1,77%, Unipol +1,3%.

Tra le banche, che vedono nel rialzo dei tassi maggiori guadagni, è ancora in luce Unicredit +1,42%. La tallonano Bper +1,28% e Intesa Sanpaolo, +1,13% che ieri ha completato un’emissione Green Bond dual tranche per un ammontare congiunto di 2,25 miliardi di euro, raccogliendo ordini per circa 5,3 miliardi. I due titoli hanno una durata di 5 e 10 anni.

Nel corso degli scambi si è ridimensionato il guadagno di Nexi, +0,55% che era partita forte dopo l’annuncio dell’accordo per l’acquisizione dell’80% del business merchant acquiring di Banco Sabadell, per 280 milioni di euro, e una partnership a lungo termine nel mercato spagnolo.

A soffrire sono soprattutto le utility, i cui dividendi patiscono la concorrenza dei rendimenti dei titoli di Stato: Snam -2,33%, Italgas -1,64%, Terna -1,49%, Hera -1,33%.

Negli altri settori i ribassi sono sostenuti per Tenaris -2,4% e Buzzi -1,67%.

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