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BORSE CHIUSURA 1° FEBBRAIO – Powell tiene in ansia Wall Street ma anche i listini europei: Milano in rialzo

Borse contrastaste in attesa dell’intervento del Presidente della Fed – Piazza Affari in rialzo grazie alle banche e alle assicurazioni – Rally di Ovs

BORSE CHIUSURA 1° FEBBRAIO – Powell tiene in ansia Wall Street ma anche i listini europei: Milano in rialzo

Dopo un gennaio da record le Borse europee chiudono contrastate la seduta di oggi, mercoledì 1° febbraio, in attesa della Bce che domani, secondo le aspettative, alzerà i tassi d’interesse ulteriori 50 punti base. Prima però toccherà alla Federal Reserve che, alle 20 di stasera ora italiana, annuncerà con ogni probabilità un rialzo dei tassi di 25 punti base dopo quattro rialzi di 75 punti e uno di 50 punti che hanno portato i tassi al 4,25%-4,5%, il livello massimo in 15 anni. Le orecchie dei mercati saranno però tese verso Jerome Powell. Perché se la decisione sui tassi appare scontata, saranno le parole del numero uno della Fed a sciogliere i dubbi sull’atteggiamento che la banca centrale statunitense deciderà di mantenere nel prossimo futuro.

La chiusura delle Borse europee

Nel frattempo a Milano il rally non si ferma. Gennaio si è concluso con un rialzo a doppia cifra per quasi tutti i listini continentali. Piazza Affari, la migliore negli ultimi 31 giorni (+12%), archivia la prima seduta di febbraio con un rialzo dello 0,39% a 26.703, trainata da banche e industriali. In leggero rialzo (+0,3%) anche Francoforte, mentre Madrid realizza la migliore performance della giornata, guadagnando lo 0,74%. Poco sotto la parità Parigi e Londra, che a fine giornata segnano rispettivamente -0,11% e -0,15%. 

Sul fronte macro a vivacizzare la seduta sono arrivate le stime flash dell’Eurostat sull’inflazione. Nell’Eurozona, a gennaio, i prezzi al consumo sono scesi all’8,5% dal 9,2% di dicembre e contro attese per un rallentamento più moderato al 9%. Quanto ai singoli Paesi, secondo l’Istat in Italia i prezzi sono aumentati mediamente del 10,1% (dall’11,6 di dicembre) rispetto a gennaio 2022 e dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente.  

Rallenta Wall Street nel giorno della Fed

A poche ore dall’annuncio della Fed sui tassi, Wall Street procedere in ribasso, con il Dow Jones (+2,8% a gennaio) e il Nasdaq (+11% il mese scorso) che arretrano di circa mezzo punto percentuale e lo S&P500 che lascia sul terreno l’1% dopo aver registrato in gennaio la migliore partenza dal 2019, (+6,2%).

Dall’altra parte dell’oceano, a catalizzare l’attenzione dei mercati non è solo la Fed. Gli occhi degli investitori sono infatti sulle trimestrali delle Big Tech: oggi, a Borsa chiusa, è il turno di Meta, domani toccherà ad Apple, Alphabet e Amazon. Nel frattempo sull’azionario, spicca il volo Peloton (+18,3%) dopo la pubblicazione della trimestrale: la società di attrezzature sportive ha registrato un’altra perdita trimestrale e un calo del 30% delle vendite, ma i risultati sono stati migliori delle attese e il flusso di cassa negativo si è ridotto notevolmente. In luce anche Advanced Micro Device (+7,5%) dopo una trimestrale migliore delle attese, che ha comunque evidenziato un calo del 98% del profitto netto. La società non ha fornito una guidance per l’intero 2023. “Non è la normale ricetta per il successo”, ha sottolineato il Wall Street Journal, ma Amd sta beneficiando del paragone con Intel, a cui ha tolto una fetta di mercato. 

Sul fronte macro, L’ISM manifatturiero in gennaio si è attestato a 47,4 punti, in calo rispetto al precedente 48,4 punti (la previsione era 48 punti).

Piazza Affari: i migliori e i peggiori

A Piazza Affari la maglia rosa è Bper Banca (+3,3%) che beneficia della raccomandazione “Buy” di Ubs. Ma è l’intero settore bancario a mettersi in luce dopo i conti da record  di Unicredit (+1%) e in attesa di quelli di Intesa Sanpaolo (+1,78%), che venerdì pubblicherà i numeri dell’intero 2022. Acquisti anche su Banco Bpm (+1,16%).

Tra i migliori Interpump (+2%), Stm (+2,54%) e Leonardo (+1,54%). Positive le assicurazioni con Unipol (+2,38%) e Generali (+1,59%). 

Fuori dal Ftse Mib è da segnalare il rally di Ovs (+14,35), dopo i conti sopra le attese e previsioni incoraggianti per il 2023. La società ha inoltre annunciato di aver rinunciato all’acquisto di Coin

Tornando sull’indice principale, il titolo peggiore è Recordati (-2,54%). Negativi i petroliferi: Tenaris (-2,15%), Eni (-2%), Saipem (-1,14%). Male anche l’energia con Enel (-2,19%).

Spread in rialzo, sale il prezzo del gas

Sull’obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund è in leggero rialzo a 187 punti dai 186 del finale della vigilia. Il rendimento del BTp decennale benchmark è al 4,16% dal dal 4,12% di martedì.

Per quanto riguarda l’energia, nel giorno della riunione dell’Opec e delle scorte Usa, è in ribasso il petrolio: con il Brent che cede l’1,1% a 84,52 dollari e il Wti in ribasso dello 0,3% a 78,61 dollari. Sale a 57,3 euro per megawattora il prezzo del gas naturale ad Amsterdam.

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